Multe e tasse non pagate? La stretta: ecco quali bonus perdi
- Postato il 9 maggio 2026
- Economia
- Di Libero Quotidiano
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Multe e tasse non pagate? La stretta: ecco quali bonus perdi
Il governo starebbe studiando un piano per chi ha debiti col Fisco, multe e tasse non pagate. Un piano che potrebbe innescare lo stop ad altri bonus che il contribuente infedele potrebbe smettere di ricevere.
L’ipotesi è al vaglio del ministero dell’Economia e punta a collegare le agevolazioni fiscali ai debiti accumulati nei confronti degli enti locali. Sul tavolo ci sono cartelle relative a sanzioni stradali, Tari non versata, Imu arretrata e altre imposte comunali rimaste insolute. L’obiettivo sarebbe quello di compensare automaticamente gli importi dovuti con i bonus maturati dal contribuente.
Il dossier è stato affrontato durante i lavori della commissione Finanze del Senato sul decreto fiscale. A illustrarne i contorni è stata la sottosegretaria al Mef Sandra Savino, di Forza Italia, spiegando che il ministero starebbe lavorando a "un meccanismo che consenta di compensare i crediti derivanti dalle detrazioni fiscali con i debiti accumulati anche verso gli Enti locali".
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Secondo quanto emerge, non si tratterebbe di cancellare il diritto all’agevolazione, ma di ridurne l’importo nel caso in cui risultino pendenze aperte. In pratica, quando il cittadino maturerà un bonus, una parte della somma potrebbe essere trattenuta per coprire il debito accumulato con il Comune di riferimento.
Il tema è emerso anche durante il confronto su un emendamento della Lega relativo al bonus mobili, con la richiesta di rendere strutturale la detrazione per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici legati alle ristrutturazioni edilizie.
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Il progetto, però, presenta ancora diversi ostacoli tecnici. Oggi infatti gli enti locali utilizzano sistemi differenti per il recupero crediti: in alcuni casi si appoggiano all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, in altri a concessionari privati. Una frammentazione che rende difficile ottenere un quadro unico delle somme ancora da incassare. Per rendere operativo il sistema, il governo starebbe quindi lavorando all’integrazione delle varie banche dati. Un percorso che si intreccia anche con l’arrivo dell’Imu precompilata, prevista dall’inizio del prossimo anno.
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