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Movida a Vadino, i residenti: “La storia si ripete, tra notti insonni e inciviltà. Pronti ad un nuovo esposto”

  • Postato il 25 agosto 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Movida a Vadino, i residenti: “La storia si ripete, tra notti insonni e inciviltà. Pronti ad un nuovo esposto”

Albenga. “Stessi schiamazzi, medesimo degrado e nottate ad alta tensione”. A distanza di dodici mesi dalla prima formale protesta, nel quartiere di Vadino, il copione delle notti estive sembra non essere cambiato, lasciando i residenti a fare i conti con l’inciviltà legata al “popolo della notte”. 

Gli abitanti descrivono “un flusso continuo di persone, dalle 300 alle 400 ogni serata, che si riversano in particolare tra via Michelangelo, via Tiziano e via Piave per raggiungere o rientrare dalle vicine discoteche Essaouira e Le Vele“. 

“Anche quest’anno la situazione della movida è stata spaventosa e non è migliorata, anzi stiamo toccando il fondo”, ha raccontato Marco (nome di fantasia), che si è fatto portavoce dei residenti esasperati dal via vai notturno. 

E questo nonostante gli sforzi, che comunque ci sono stati, per cercare di migliorare la situazione: “Abbiamo fatto una riunione con il sindaco e lui si è dato molto da fare per quanto in suo potere. Inoltre, dobbiamo dire grazie al titolare dell’Essaouira, che ha pagato di tasca sua una vigilanza privata anche in via Tiziano, ma i vigilantes purtroppo non hanno l’autorità per imporsi: sono un ottimo deterrente, ma hanno bisogno di supporto istituzionale costante”. 

Il ritrovo fisso nelle vie interne, prima e dopo la discoteca, porta con sé un campionario di maleducazione e comportamenti incivili: “Arrivano, mangiano, bevono alcolici e mettono la musica a tutto volume a qualsiasi ora, lasciando a terra bottiglie di vetro, cartoni delle pizze, cartacce e bicchieri di plastica. E quando li richiami dal balcone ti rispondono persino con strafottenza che ‘anche a casa loro si comportano così’”. 

E si arriva anche ad episodi assurdi: “Tanti passano a piedi con le sbarre del passaggio a livello abbassate rischiando la vita. Abbiamo avuto auto e mezzi in sosta danneggiati. Ci sono persino persone che sono entrate nel portone di un palazzo: hanno dormito sugli zerbini per poi orinarci sopra“. 

Anche a livello economico rischiamo un impoverimento della zona, perché chi conosce questa situazione si rifiuta di comprare casa a Vadino”, ha proseguito il portavoce.

E a complicare ulteriormente le cose si aggiunge “la situazione di incuria in versa l’ex caserma Piave”, problema collaterale ma che accentua il senso di abbandono: “L’ingresso della caserma è in stato di totale abbandono, si è trasformato in una latrina a cielo aperto. Con il caldo l’odore si fa insopportabile e molte persone, compresi ex militari, si fermano a fotografare quello che è a tutti gli effetti uno: è una ferita aperta per tutta la città“. 

Per questi motivi il quartiere ha deciso di compattarsi nuovamente e inviare un nuovo esposto ufficiale, con richieste ancora più stringenti rispetto allo scorso anno: “Chiediamo l’installazione di dossi contro l’alta velocità, passaggi programmati per la pulizia periodica e, soprattutto, un presidio fisso e costante delle Forze dell’Ordine. La movida più grossa si concentra qui ed è indispensabile un intervento interforze coordinato, anche alternando le pattuglie delle diverse forze, per restituire vivibilità al quartiere”, ha concluso il portavoce dei residenti.

Autore
Il Vostro Giornale

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