MotoGP Indonesia, Bezzecchi risponde a Fernandez: "Non c'è motivo di arrabbiarsi". Martin ammette l'errore, Marquez la fortuna
- Postato il 10 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 6 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
In una delle piste dove Aprilia partiva sulla carta favorita, ovvero quella di Mandalika, Marc Marquez ha beffato tutti ed è andato a vincere la Sprint Race del GP di Indonesia, conquistando pure la leadership della classifica sebbene per pochissimi punti su Jorge Martin. Ma a proposito di Aprilia, quello che è successo alla partenza sta agitando un po’ il paddock della casa di Noale, sia nel team ufficiale che in quello satellite di Trackhouse.
- L'incidente alla partenza della Sprint: Fernandez su tutte le furie
- Bezzecchi ridimensiona: "È stato un incidente di gara"
- Martin perde la leadership: il problema della gomma anteriore
- "Facciamo tutti degli errori"
- Marquez: "Ho avuto anche fortuna"
L’incidente alla partenza della Sprint: Fernandez su tutte le furie
Allo start e in prossimità della staccata di curva 1 le due Aprilia di Marco Bezzecchi e di Raul Fernandez e le Ducati di Marc Marquez e Fabio Di Giannantonio si sono ritrovate fianco a fianco: quattro piloti che procedevano in parallelo e che hanno commesso l’errore di studiarsi un po’ troppo su chi avrebbe fatto la prima staccata. Una tempesta perfetta, scatenatasi dopo che Di Giannantonio ha toccato leggermente il pluricampione del mondo che aveva approcciato la curva con la sua solita pugnace determinazione. Bezzecchi, indotto dal contatto tra i due, ha rialzato la sua RS-GP e nella seconda volta che l’ha fatto è scivolato trascinando con sé il poleman Fernandez.
Il quale ha polemizzato con il riminese, parlando di una “brutta manovra” e lamentando di essersi pure rotto un dito. E se il team principal di Trackhouse Davide Brivio se l’è presa a sua volta con Marquez e Martin per la loro “aggressività” con cui hanno approcciato la prima curva (“E non mi sorprende”, ha aggiunto piccato), Bezzecchi ha mantenuto invece un atteggiamento più pacato e diplomatico, memore anche dello scontro che ebbe qualche mese fa con un commissario di gara in quel di Brno: intemperanza di cui poi si pentì subito.
Bezzecchi ridimensiona: “È stato un incidente di gara”
“Cosa possa dire – ha esordito con i media lo sventurato pilota che ora è pressoché fuori dalla lotta al titolo -, in una partenza è normale finire vicini e doversi adattare. Io ho dovuto rialzare la moto due volte quando Marco e Fabio stavano entrambi rilasciando i freni. La seconda volta sono purtroppo scivolato, ma non c’è molto da lamentarsi: si è trattato di un incidente di gara”, tesi sposata anche dal direttore tecnico di Aprilia Racing Sterlacchini.
“È stato un po’ un effetto domino: in quel caso non è che puoi farci molto, ed è un peccato perché sia io che Raul stavamo andando forte e potevamo fare un bella gara, ma è andata così”, ha affermato il pilota. Che però ha anche aggiunto: “È stato lui a toccarmi, ma si è trattato di un incidente di gara. Certo, sono deluso e arrabbiato, ma non ho nulla contro Raul. Se invece lui ce l’ha con me mi dispiace, ma in una situazione del genere puoi fare ben poco. Non c’è motivo quindi di arrabbiarsi. Non voglio sprecare energie su questa cosa. L’applauso nei miei confronti di Raul? Si è trattato di una normale reazione di rabbia, che non avresti in un momento normale. E io, più di altri, so di cosa parlo e posso confermarlo”.
Bezzecchi però guarda già a domani: “Resettiamo tutto e cerchiamo di tenere un umore alto, e lo dico anche per i ragazzi del team che, com’è logico, oggi erano molto tristi. Ma domani darò una bella spinta per finire al meglio questa settimana”.
Martin perde la leadership: il problema della gomma anteriore
Nel frattempo, come abbiamo detto Marc Marquez è uscito vincitore dalla bagarre dove sono rimaste invischiate due quarti delle Aprilia, laddove Ai Ogura si è posizionato come migliore tra i piloti sulla RS-GP di Noale (per il team Trackhouse) con un ottimo secondo posto a 5 decimi dallo spagnolo e Jorge Martin ha concluso invece al quarto, a 3,4 secondi dalla vittoria.
Proprio il pilota ufficiale dell’Aprilia ha perso in questa Sprint la leadership del campionato che prima dell’Indonesia era tale per 3 punti di vantaggio su Marquez. Ora il connazionale svetta con 4 lunghezze rispetto a Martin: chiaro che resta tutto apertissimo, ma oltre al fatto che la disfatta di Bezzecchi toglie il riminese dalla contesa per il titolo, a livello psicologico perdere la leadership è comunque un colpo da non sottovalutare.
Alla pari del compagno di squadra, lo spagnolo non ha recriminato o alzato i toni nonostante sia stato tradito sul finale dalla pressione della gomma anteriore e Marquez, seguendo la scia, ne abbia poi approfittato. La disfatta a cinque giri dal traguardo è stata completata da un errore all’ultimo, con una tempistica legata al freno non molto felice che lo ha fatto andare troppo largo, salutando così il podio.
“Facciamo tutti degli errori”
Martin a DAZN si è espresso con toni rassegnati, riconoscendo lo sbaglio commesso nella gestione della pressione (troppo bassa) nonostante abbia provato a scaldarla per rimediare. “Perciò ho dovuto far passare Marc e ho provato poi ad attaccare alla fine perché con la pressione ero nei limiti nell’ultimo giro. Lì però ho sbagliato andando fuori pista”, ha ricostruito l’ex campione del mondo con Ducati Pramac.
E ha quindi ammesso: “Commetto degli errori, e allo stesso anche il mio team a volte li fa. Però siamo qui per vincere e perdere insieme. Se avessi provato a prendere la testa della gara avrei ricevuto una penalizzazione, ecco perché ho lasciato andare Marc per quindi provare a superarlo”. Riguardo domani, Martin si è detto pronto per fare “una grande gara, mi sento a mio agio anche se non riesco a sfruttare quel qualcosa in più che le altre Aprilia esprimono nelle curve veloci”.
Marquez: “Ho avuto anche fortuna”
Chiudiamo quindi con Marc Marquez, conscio del fatto che a Mandalika non partiva certo con i favori del pronostico. Intanto però ha iniziato a sovvertirli con la Sprint dove ha avuto anche “fortuna visto il problema di Martin con la pressione della gomma”. E ha aggiunto a Sky Sport: “Ero dietro di lui, dovevo rallentare perché la mia pressione era salita molto, all’opposto suo”.
Sulla partenza, lo spagnolo ha descritto una situazione che si era fatta “critica” con “quattro moto che andavano in parallelo: credo che Bezzecchi fosse concentrato sulla staccata di Fernandez, io controllavo dove l’avrebbe fatta Marc e Di Giannantonio dove avrei staccato io. È stato quindi un effetto domino e siamo finiti tutti lunghi, e Martin ha potuto prendere la testa della corsa”.