Morto Brandon Clarke, il giocatore dei Grizzlies aveva 29 anni: un mese fa l’arresto per eccesso di velocità e droghe
- Postato il 12 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Un annuncio sui social che ha sconvolto il mondo della NBA: è morto a 29 anni Brandon Clarke, l’ala dei Memphis Grizzlies. Le prime ricostruzioni ancora parziale e da verificare sostengono che il giocatore sia morto a seguito di un’overdose.
L’arresto del 1 aprile scorso
Gli ultimi mesi erano stati molto complicati per il giocatore che il 1 aprile ha dovuto fare i conti anche con la giustizia americana. Clarke è stato infatti arrestato in Arkansas per il mancato rispetto per i limiti di velocità e il possesso di sostanze stupefacenti. L’ala da tempo ha dovuto fare i conti con una carriera che aveva preso la china sbagliata per colpa di troppi infortuni. Il lungo canadese si era infortunato lo scorso marzo per l’ultima volta nel corso del match contro i Portland Trail Blazers (una delle due partite che ha giocato in tutta la regular season) per una distorsione al legamento del crociato posteriore che aveva di fatto chiuso anticipatamente la sua stagione. Sempre a Memphis il primo grande infortunio nella stagione 2022/2023 con la rottura del tendine d’Achille.
La carriera di Clarke
Un’ala forte “vecchia scuola “ Brandon Clarke che si è fatto conoscere soprattutto nell’anno trascorso a Gonzaga. Grande atleta, super stoppatore e difensore di altissimo livello: nell’anno con i Bulldogs stabilisce il record di stoppate e conquista il premio come Difensore dell’Anno e “Newcomer” dell’anno. Un’annata da sogno quella di Gonzaga che vede in squadra anche l’ala dei Lakers, Rui Hacihimura con i Bulldog che arrivano all’élite Eight nel campionato NCAA. Nel draft del 2019 viene scelto con la chiamata numero 21 dai Memphis Grizzlies e si inserisce in un nucleo giovane guidato dal talento di Ja Morant. Memphis sogna nella stagione 2021/2022 quando il sogno si interrompe solo contro i Golden State Warriors. In quella squadra Clarke mette a disposizione il suo atletismo e la sua difesa, un collante perfetto.
Ma il disastro è dietro l’angolo e arriva la stagione successivo quando il giocatore canadese (con passaporto statunitense) riporta la rottura del tendine d’Achille della gamba destra in una gara contro i Denver Nuggets. Da quel momento la sua carriera prende una piega decisamente negativa, i continui infortuni e la spirale negativa che vivono i Grizzlies non lo aiutano con l’ala che finisce per avere un ruolo sempre più marginale.
Il ricordo dei Grizzlies
La morte di Clarke ha sconvolto il mondo della NBA, le prime parole sono state della sua franchigia, i Memphis Grizzlies: “Siamo profondamente addolorati per la tragica perdita di Brandon Clarke. E’ stato un compagno di squadra eccezionale e una persona ancora migliore, il cui impatto sull’organizzazione e sull’intera comunità non sarà dimenticato. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari in questo momento difficile”.
La prima ricostruzione
Le prime ricostruzioni sulle cause delle tragedia sono ancora parziali. Secondo le autorità, i vigili del fuoco di Los Angeles sarebbero intervenuto dopo una chiamata per un’emergenza medica, quando i soccorsi sono arrivati per Clarke era già morto. Nella causa sono stati trovati oggetti che lasciano pensare al consumo di droghe e per questo motivo si indaga per una possibile overdose che deve essere però confermata dall’autopsia che verrà svolta e che determinerà cause e modalità del decesso del giocatore dei Grizzlies.