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Morta in ospedale, «Carlotta La Croce poteva essere salvata, ecco le prove»

  • Postato il 12 luglio 2026
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Morta in ospedale, «Carlotta La Croce poteva essere salvata, ecco le prove»

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Morta in ospedale, «Carlotta La Croce poteva essere salvata, ecco le prove»

Morta in ospedale, «Carlotta La Croce poteva essere salvata, ecco le prove». La perizia della difesa sul caso della dodicenne deceduta a luglio 2025.


CATANZARO – Una svolta per l’accertamento della verità sul tragico decesso di Carlotta La Croce, la bambina di soli 12 anni deceduta in ospedale la notte tra il 26 e il 27 luglio 2025. L’avvocato Arturo Bova, difensore di fiducia dei genitori della piccola, Orlando La Croce e Anna Esposito, ha formalmente depositato alla Procura della Repubblica di Catanzaro una memoria illustrativa, accompagnata dagli elaborati specialistici redatti dai consulenti di parte nominati dalla famiglia. Le indagini difensive si sono avvalse del contributo del professor Francesco Perticone, già ordinario di Medicina Interna all’Università Magna Graecia di Catanzaro e specialista in malattie cardiovascolari, e del dottor Giuseppe Truglia, criminologo investigativo forense.

LA 12ENNE CARLOTTA LA CROCE, MORTA IN OSPEDALE: LE RELAZIONI DEGLI ESPERTI SULLA RICOSTRUZIONE DELLA NOTTE E LE IPOTESI DI ERRORE UMANO

I consulenti hanno redatto una dettagliata analisi scientifica, rispettivamente sotto il profilo clinico-cardiologico e sotto quello criminalistico-sistemico, esaminando la documentazione clinica e i flussi di comunicazione intercorse tra l’arrivo della piccola Carlotta nel pronto soccorso dell’Ospedale di Soverato e al successivo trasporto all’ospedale civile di Catanzaro. Secondo le due relazioni è stato possibile ricostruire fedelmente e minuto per minuto tutto quanto accaduto in quella tragica notte. Gli accertamenti tecnici compiuti hanno permesso di stabilire che la morte della piccola Carlotta non è stata l’esito di una tragica ed inevitabile fatalità biologica, bensì l’effetto diretto di una drammatica successione di errori umani, omissioni e ritardi logistico-sanitari.

IL QUADRO PROBATORIO E LE RICHIESTE DELLA FAMIGLIA PER SUPERARE LA STASI DELLE INDAGINI

Secondo i legali il materiale depositato fornisce alla Procura della Repubblica un quadro probatorio chiaro e inequivocabile, ritenuto più che sufficiente per superare l’attuale fase di stasi e per individuare tempestivamente le precise responsabilità penali. Una delle contestazioni mosse dalla famiglia subito dopo la tragedia è stata proprio quella del ritardo nei soccorsi. Un’attesa di circa due ore prima dell’arrivo dell’ambulanza del 118. «Con questo atto – dichiara l’avvocato Arturo Bova – i genitori di Carlotta offrono un contributo concreto e di altissimo rigore professionale al lavoro della Magistratura. Il tempo della “fatalità” è finito: la scienza medica e l’analisi forense ci dicono che Carlotta poteva e doveva essere salvata.

LEGGI ANCHE: Morte della piccola Carlotta, la famiglia accusa ritardi nei soccorsi

La famiglia La Croce riafferma la propria determinazione e la totale fiducia nell’operato della Magistratura, affinché la verità storica coincida pienamente con quella giudiziaria e venga fatta giustizia su un caso di mala sanità che ha cagionato la morte di una bambina di soli dodici anni».

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