Moni Ovadia a Beppe Sala: “Gemellaggio Milano-Tel Aviv osceno, ora Israele è uno Stato genocida. Basta coi trucchetti miserabili”
- Postato il 15 maggio 2026
- Politica
- Di Il Fatto Quotidiano
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L’attore e regista teatrale di origine ebraica Moni Ovadia è intervenuto con parole durissime contro il mantenimento del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv. Il messaggio è contenuto in un appello social, diffuso ieri sull’account Instagram di BDS Milano, la sezione locale del movimento internazionale Boycott, Divestment and Sanctions, che promuove campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele fino al rispetto del diritto internazionale e alla fine dell’occupazione dei territori palestinesi.
La questione è sul tavolo da mesi: nell’ottobre 2025 il Consiglio comunale di Milano ha approvato una mozione che chiede esplicitamente di interrompere il gemellaggio con Tel Aviv a seguito dei massacri israeliani a Gaza. Tuttavia, il 16 aprile 2026 il sindaco Beppe Sala ha preso una decisione esplicita e contraria: dopo una telefonata con il sindaco di Tel Aviv Ron Huldai, ha confermato pubblicamente che il gemellaggio prosegue e non verrà interrotto. Il primo cittadino ha difeso la scelta definendola uno “spazio di dialogo” da mantenere, nonostante le tensioni emerse in maggioranza (soprattutto con Pd e Verdi) e le proteste in Consiglio comunale. A sette mesi dalla mozione, dunque, l’amministrazione ha scelto di non darle seguito concreto.
È proprio su questa decisione di Sala he si concentra l’intervento di Moni Ovadia, il quale si rivolge direttamente al sindaco: “Il gemellaggio di Milano, città medaglia d’oro della Resistenza, con una città israeliana mi sembra un’idea oscena, perché in questo momento Israele è uno Stato terrorista e genocida. E non dico solo il governo ma lo Stato, perché non c’è una vera opposizione”.
L’attore sottolinea che, data la situazione del popolo palestinese, un rapporto istituzionale di questo tipo è intollerabile: :”Non è accettabile in questo momento, nello stato in cui versa il popolo palestinese, un’idea come il gemellaggio. È così difficile fare come il primo ministro spagnolo Sánchez o come gli irlandesi e dire basta a nessuna relazione di commercio, di forniture e di scambi con uno Stato terrorista e genocida?”.
Ovadia richiama quindi l’identità storica del capoluogo lombardo: “Il sindaco Sala si ricordi che città è Milano, quale è la sua anima, la sua storia, il suo magistero. Basta con questi trucchetti miserabili per non affrontare una questione che dovrebbe richiedere il massimo del coraggio nel mettersi di fronte al genocidio con una condanna totale e assoluta, senza mediazioni di sorta. Non è il tempo di mediazioni – continua – Arriverà forse quel tempo. Ma quando il popolo palestinese sarà libero e sovrano nella sua terra. Altrimenti ogni azione mirante a confondere le acque è un’azione di complicità con l’inferno che viene fatto subire al popolo palestinese, ai suoi bambini, ai suoi vecchi, alle sue donne”.
E conclude: “È ora di dire basta a testa alta. Basta! Basta a qualsiasi livello, altro che gemellaggio. Veramente basta”.
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