Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Mondiali, l'Iran rinvia la partenza: visti ancora negati, porte chiuse e accuse agli USA di complotto

  • Postato il 4 giugno 2026
  • Di Virgilio.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
Mondiali, l'Iran rinvia la partenza: visti ancora negati, porte chiuse e accuse agli USA di complotto

Una settimana al via dei Mondiali e l’Iran aspetta ancora l’autorizzazione a mettere piede in America del Nord. Attenzione: non solo gli Stati Uniti, anche il Messico non ha ancora concesso i sospirati visti, le autorizzazioni a calciatori e membri della delegazione a entrare nel territorio del Paese. Se le autorità messicane hanno garantito che daranno il via libera entro i prossimi giorni, ci sono ancora apprensioni legate agli Stati Uniti. In teoria da Washington dovrebbero essere concesse delle deroghe al “gruppo squadra” solo per giocare le tre partite del girone, senza pernottare in territorio statunitense.

Iran ai Mondiali, arrivo in Messico previsto per domenica

Al possibile ripescaggio last minute dell’Italia ha smesso di credere persino Paolo Zampolli, l’alto inviato di Donald Trump che fino all’ultimo ha brigato per favorire la riammissione degli Azzurri. La situazione dell’Iran, però, rimane incerta. Tanto è vero che la partenza per il Messico è slittata di giorno in giorno fino a domenica 7 giugno, in pratica l’ultima data possibile. Un aereo partirà da Antalya per Tijuana alle 15.20 di sabato 6 per arrivare nella località che ha preso il posto di Tucson, in Arizona, designata inizialmente, solo alle 1.30 di domenica 7, appunto. In pratica: solo otto giorni prima del match inaugurale del girone contro la Nuova Zelanda.

L’ammissione del presidente: i visti per l’Iran non ci sono

Da oltre un mese Taremi e compagni aspettano di ricevere gli agognati visti. Tra quelli che non saranno ammessi negli Stati Uniti c’è il presidente federale Mehdi Taj, che in un’intervista concessa al New York Times ha fatto il punto della situazione. “Otterremo il visto messicano in questi giorni e e poi ci verrà rilasciato rapidamente anche quello americano“, l’auspicio che si ripete ormai ciclicamente da giorni e giorni. Stavolta però accompagnato da una dichiarazione che suona sinistra: “Siamo giunti alla conclusione, di comune accordo con la FIFA, che desideriamo ridurre al minimo la nostra presenza negli Stati Uniti“.

Nessun dialogo tra Iran e USA, match col Mali a porte chiuse

Taj, che a dicembre fu respinto in occasione del sorteggio dei gironi a Washington e che ad aprile è stato cacciato pure dal Canada prima di un Congresso FIFA, ha ammesso di “sospettare che gli Stati Uniti possano crearci seri problemi”. Gli unici dialoghi non sono con le autorità del “nemico”: “Siamo in contatto solo con la FIFA e non con gli Stati Uniti, quindi non sappiamo cosa ne pensino”. Quindi la risposta schietta alla domanda se la partita con la Nuova Zelanda si giocherà con assoluta certezza: “Dovreste chiederlo alla FIFA”. Intanto l’ultimo test premondiale dell’Iran si giocherà venerdì ad Antalya contro il Mali. A porte chiuse. Ragioni di sicurezza.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti