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Mondiali, la super Francia si scopre fragile: da Mbappé centravanti al caso Kanté, le tre spine di Deschamps

  • Postato il 10 giugno 2026
  • Di Virgilio.it
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Mondiali, la super Francia si scopre fragile: da Mbappé centravanti al caso Kanté, le tre spine di Deschamps

C’è una squadra più forte della Francia ai Mondiali 2026? Forse no, almeno in riferimento alla quantità di talento a disposizione del c.t. Didier Deschamps, soprattutto in attacco. Ma anche i ricchi (o meglio, i forti) piangono: il ruolo di Kylian Mbappé, il suo rapporto con N’Golo Kanté e l’enorme abbondanza del reparto offensivo rappresentano tre problemi di non facile gestione per il commissario tecnico dei Bleus.

Francia, Deschamps e il ruolo di Mbappé

La Francia è tra le grandi favorite dei Mondiali 2026, anzi è probabilmente la squadra più completa sul piano tecnico e con la qualità media più alta in termini di organico. Eppure anche Didier Deschamps, c.t. de Bleus, ha i suoi problemi. A cominciare dalla pressione dei media, che si aspettano una vittoria oltreoceano per riscattare la finale persa in Qatar contro l’Argentina, e dalle critiche a un gioco sì produttivo – la Francia ha vinto 8 partite su 10 in questa stagione – ma mai realmente convincente.

A tal proposito, Deschamps ha risposto a brutto muso alle critiche sul ruolo di Kylian Mbappé, da lui schierato centravanti. “Devo essere stupido io, e devono essere stati stupidi i molti allenatori che ha avuto per schierarlo al centro dell’attacco nelle squadre in cui ha giocato – ha detto Didì al Guardian – Negli ultimi due anni al Real Madrid e nel suo ultimo anno al Psg… sono tre anni che gioca in posizione centrale”.

Il tanto (troppo) talento in attacco

Mbappé centravanti non è soltanto una scelta tattica per Deschamps, ma rappresenta anche una via d’uscita all’affollamento che il c.t. si trova a gestire tra trequarti ed esterni offensivi: con la stella del Real da prima punta, il c.t. può liberare uno slot alle sue spalle (nel 4-2-3-1) o ai suoi lati (nel 4-3-3), zone di campo contese da talenti del calibro di Ousmane Dembélé, Michael Olise, Rayan Cherki, Desiré Doué e Marcus Thuram, senza dimenticare Bradley Barcola e Maghnes Akliouche, che in questo momento dovrebbero partire più dietro nelle gerarchie del commissario tecnico. A completare l’attacco c’è poi anche la prima punta “fisica”, quel Philippe Mateta sedotto e abbandonato dal Milan a gennaio.

In prospettiva futura preoccupa soprattutto il possibile dualismo tra Dembelé, Pallone d’Oro in carica, e Olise, talento esploso al Bayern Monaco che rivendica un ruolo centrale anche tra i Bleus: con un centrocampo a tre, infatti, entrerebbero in conflitto per il ruolo di esterno destro d’attacco.

Spogliatoio difficile: il caso Kanté-Mbappé

L’abbondanza in avanti rischia dunque di creare malumori all’interno dello spogliatoio della Francia. Anzi, rischia di aggravarli, a giudicare da quanto avvenuto prima dell’amichevole persa contro la Costa d’Avorio lo scorso 4 giugno: una telecamera che riprendeva le squadre prima dell’ingresso in campo ha infatti immortalato Kanté evitare la stretta di mano di Mbappé, impegnato a salutare e dare la carica ai compagni. Il video ha fatto discutere in Francia, soprattutto sui social: per molti è la conferma del rapporto tutt’altro che idilliaco tra due leader della squadra, irrigiditosi dopo la scelta di Deschamps di passare la fascia di capitano dal centrocampista all’attaccante.

Il precedente con la Colombia

I due, tra l’altro, erano stati protagonisti di un altro siparietto simile durante il test con la Colombia dello scorso 29 marzo: allora Mbappé, entrando dalla panchina, chiese con ampi gesti a Kanté di consegnargli la fascia di capitano, indossata per l’assenza dell’attaccante nella formazione titolare. La situazione, dunque, appare tutt’altro che facile per Deschamps che, da ex gregario, sa bene che per far convivere tanto talento in un’unica squadra è necessario spirito di squadra. In fondo uno dei segreti del Psg in Champions League è stata proprio la capacità dei giocatori di Luis Enrique di sacrificarsi per i compagni. Ai Mondiali, in partite che potrebbero essere giocate sotto un caldo torrido, i Bleus saranno realmente pronti a correre l’uno per l’altro?

Autore
Virgilio.it

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