Mondiali, Italia ripescata? l'Iran fa chiarezza sul caso-visti, giallo su Taremi, attacco a Trump
- Postato il 23 maggio 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 5 min di lettura
Proseguirà in Turchia, dove a fine mese sono previste due amichevoli, la preparazione dell’Iran in vista Mondiali del 2026, che si terranno in Canada, Messico e Stati Uniti. La nazionale guidata da Amir Qale Noui, dopo un ritiro a Teheran e diverse partite di allenamento, è partita per Antalya. Nel frattempo, come già annunciato, i membri della nazionale si sono recati giovedì mattina all’Ambasciata degli Stati Uniti ad Ankara per espletare le consuete procedure per l’ottenimento del visto e su questo tema la federazione iraniana ha voluto fare chiarezza.
Il giallo dei visti
Nonostante siano trascorse solo 48 ore da quando i membri della nazionale hanno presentato domanda di visto, continuano a diffondersi voci preoccupanti. Si vocifeera che l’ambasciata statunitense abbia respinto le richieste di visto di tre importanti giocatori della nazionale: Shoja Khalilzadeh, Ehsan Hajsafi e Mehdi Taremi ed altri aggiungono anche Payam Nayazmad e Roozbeh Cheshmi tra coloro cui sarebbe stato negato il visto.
Il comunicato dell’Iran
La questione ha suscitato immediatamente una reazione da parte della Federazione che ha reagito con un comunicato: “A seguito della pubblicazione di alcune voci sul rifiuto delle richieste di visto per alcuni giocatori della nazionale iraniana di calcio per partecipare ai Mondiali del 2026, si smentisce tali notizie, si annuncia che la procedura amministrativa relativa all’ottenimento dei visti da parte della Federazione calcistica e della nazionale si è svolta regolarmente e che l’affermazione è falsa. Si prega i media e gli operatori dell’informazione di astenersi dal fare speculazioni e dal pubblicare notizie non ufficiali al riguardo. Ovviamente, la Federazione calcistica iraniana comunicherà le notizie e le informazioni relative alla procedura di invio della nazionale ai Mondiali tramite le autorità ufficiali”.
L’arrivo di Taremi al ritiro
Proprio la posizione dell’ex attaccante dell’Iran sarebbe la più delicata. Il bomber si è unito alla nazionale dopo la fine della stagione con il suo club e in accordo con lo staff tecnico, e sarà presente agli allenamenti della nazionale a partire da oggi. L’attaccante trentaquattrenne dell’Olympiacos si è presentato allo staff tecnico partecipando al ritiro e ha trascorso la notte di ieri riposando con i compagni di squadra, in modo da potersi preparare agli allenamenti con gli altri membri della squadra e poi giocare la prima amichevole contro il Gambia. La sua presenza è stata ancora accompagnata da voci sul mancato rilascio del suo visto.
Mehdi Taremi è considerato il pezzo pregiato della squadra per la sua capacità realizzativae per i forfait di Sardar Azmoun e Ali Gholizadeh. Preoccupano anche le condizioni di Roozbeh Cheshmi. L’attaccante iraniano aveva subito un infortunio al bicipite femorale ma non sono ancora state rilasciate notizie ufficiali sulle sue condizioni attuali, Saleh Hardani, altro calciatore della nazionale iraniana e suo compagno di squadra, ha dichiarato a margine dell’allenamento: “Roozbeh ha un infortunio lieve e, a Dio piacendo, tornerà presto. Abbiamo molto bisogno di lui e gli auguro una pronta guarigione”.
L’attacco a Trump
Alla fine tutto lascia pensare che l’Iran parteciperà regolarmente ai Mondiali, facendo sfumare la flebile speranza di ripescaggio dell’Italia. Intanto Ahmad Rastanieh, membro della fazione sportiva dell’Assemblea consultiva islamica, oggi in un’intervista all’IRNA in merito alla partecipazione della nazionale di calcio ai Mondiali del 2026, è andato giù pesante: “I Mondiali sono uno degli eventi sportivi internazionali più importanti e importanti al mondo, seguiti da miliardi di spettatori in tutto il mondo. Purtroppo, l’atteggiamento del presidente degli Stati Uniti in questo periodo ha creato un’aura di ambiguità nel panorama dei Mondiali. Per anni, la FIFA ha promosso lo slogan secondo cui il calcio non è un’arena politica. La posizione di Trump e il comportamento della FIFA in questi anni hanno dimostrato che la natura apolitica del calcio è una grande menzogna promossa dalla FIFA. Il boicottaggio della Russia dalle competizioni è un esempio dell’approccio politico della FIFA”.
Riferendosi all’attacco degli Stati Uniti e di Israele Rastineh ha ricordato: “Mentre gli Stati Uniti hanno attaccato il nostro Paese violando tutte le norme internazionali, la FIFA non solo non ha reagito in modo equo a questo attacco, ma ha addirittura assegnato il Premio Nobel per la Pace a Trump. Questo atteggiamento ha messo in luce e smascherato l’ingerenza della politica nel calcio ai Mondiali. Inoltre, la vicenda del viaggio in Canada di Mehdi Taj, presidente della Federazione calcistica iraniana, per partecipare al congresso FIFA, e le conseguenti polemiche, dimostrano che i Mondiali sono diventati un palcoscenico per le attività politiche di Trump e che egli sta cercando di danneggiare la nazione iraniana”.
“Nonostante le circostanze complesse, alla fine si è deciso che la nazionale parteciperà ai Mondiali. Naturalmente, ci sono punti importanti che sia la Federazione calcistica che i giocatori devono rispettare. I giocatori, in quanto ambasciatori della nazione iraniana, devono essere la voce degli oppressi del nostro Paese, giocando con correttezza e lealtà. Devono scendere in campo con chiarezza e trasparenza, difendendo e onorando la bandiera iraniana, i giocatori devono rappresentare la cultura iraniana con un atteggiamento corretto e onesto durante le partite. Devono comportarsi in modo etico in ogni aspetto della loro vita, e questo è un punto di grande importanza. Inoltre, i giocatori della nazionale devono evitare qualsiasi forma di emarginazione, e né i giocatori né gli altri accompagnatori devono essere relegati in posizioni marginali.”