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Mondiali Ciclismo, Silvio Martinello: “Evenepoel imbattibile, Ganna mai in partita. Credo in Seixas, curioso di Finn”

  • Postato il 21 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Mondiali Ciclismo, Silvio Martinello: “Evenepoel imbattibile, Ganna mai in partita. Credo in Seixas, curioso di Finn”

Ieri si è disputata la prova a cronometro che ha aperto la settimana del Mondiale di ciclismo. Una vittoria senza discussioni quella di Remo Evenepoel che ha staccato il nostro Pippo Ganna, medaglia d’argento, di quasi un minuto, e il francese Paul Seixas di un minuto e tredici secondi. Non c’è stata davvero partita, nonostante un percorso che avrebbe potuto essere più adatto al corridore italiano.

Ne abbiamo parlato col cinque volte campione del mondo e oro olimpico ad Atlanta 1996, Silvio Martinello, adesso tornato come commentatore tecnico a Rai Sport.

Partiamo subito dalla cronometro di ieri, che ha visto un Evenepoel dominatore assoluto. Che cosa ci portiamo dietro da questo esordio?

“Viene fuori che, ormai, quando c’è Evenepoel, non si batte. Francamente, come molti altri addetti ai lavori, pensavo che, in un percorso di questo genere, Ganna potesse giocarsela. Invece, non è mai stato in partita, nonostante abbia disputato, per sua stessa ammissione e dal punto di vista dei numeri espressi, una delle migliori crono della sua vita. Ganna è in condizione, ma nemmeno in un percorso quasi privo di dislivello, a parte gli ultimi duecento metri, Evenepoel si batte. Questa è la sentenza emessa dal Campionato del Mondo di ieri. In un percorso con dislivello è imbattibile; in uno senza dislivello è diventato imbattibile. Questo grazie alle sue straordinarie doti, al continuo lavoro sull’assetto aerodinamico e sulla tecnologia che ha a disposizione. La parte più importante, però, la fanno naturalmente le sue enormi potenzialità. Questo è il segreto”.

Domenica 27 settembre, invece, la gara più attesa, la corsa in linea. Senza l’infortunato Pogacar, è sempre Evenepoel il favorito numero uno per il bis iridato?

“La partita è molto più aperta, perché entrano in gioco altre variabili. Evenepoel è senza dubbio il favorito principale, su questo non ci piove, però la corsa resta aperta. Seixas ieri ha disputato una ottima crono. È un ragazzino che non ha alcun timore reverenziale e mette sulla strada tutto ciò che ha. Avrà, inoltre, a disposizione l’intera nazionale francese, che è una delle formazioni più agguerrite. Anche Del Toro è in forma. Certamente non ha a disposizione ciò che possiede quando corre con il proprio club. La formazione del Messico, sostanzialmente, è Del Toro e basta. Tra gli altri c’è van der Poel, che ieri ha svolto le prove generali in Lussemburgo. Ha vinto la quinta e ultima tappa del Giro del Lussemburgo con 175 chilometri di fuga solitaria. Anche lui sarà, quindi, della partita. Sarà una bella sfida, perché i pretendenti sono tanti, anche per l’assenza di Pogacar. Se ci fosse stato lui, il pronostico sarebbe stato chiaramente già chiuso. Sarà, invece, una corsa tutta da seguire e sono convinto, sperando di non sbagliarmi come è accaduto ieri, che anche noi italiani potremo fare la nostra parte”.

Dunque, spazio anche per la nostra squadra in vista della prova più sentita?

“Non siamo più la Nazionale faro della corsa, come lo siamo stati per tanti decenni. Non mi aspetto di vedere i nostri controllare la situazione, però abbiamo una squadra ben composta. Roberto Amadio ha fatto le sue scelte, che alla fine erano anche abbastanza obbligate. Non mi sembra ci sia qualcuno rimasto a casa che possa recriminare. Sono, però, convinto che, correndo con attenzione, spirito di squadra e sacrificio, si possa essere protagonisti. Vincere sarà complicatissimo, perché la stella non ce l’abbiamo e i favoriti sono altri. Giulio Ciccone e Giulio Pellizzari sono in forma. Scaroni è un corridore sempre presente e ormai fa stabilmente parte dei primi quindici del ranking mondiale. Essere tra i primi quindici non significa essere tra i primi tre, ma è comunque un corridore che ha raggiunto un livello interessante. Poi c’è Lorenzo Mark Finn. Sono curioso di vedere questo ragazzo, che ha deciso di lanciarsi subito in un contesto per lui finora inesplorato. Vedremo che cosa riuscirà a fare, ma non bisogna aspettarsi miracoli. Un Mondiale è un Mondiale. Sarà molto duro, con una distanza di quasi 280 chilometri: tutt’altra cosa rispetto a ciò che Lorenzo Mark Finn ha vissuto fino a questo momento”.

Per concludere, abbiamo chiesto a Martinello un approfondimento proprio su Finn, considerato uno dei migliori giovani emergenti del ciclismo italiano, e non solo.

“Sicuramente non gli manca il talento. Non lo conosco personalmente, ma per ciò che vedo, per le dichiarazioni che fa e per le interviste che rilascia, mi sembra un ragazzo con la testa ben solida sulle spalle. Questo è importante. Quando si arriva nella massima categoria bisogna farlo con la consapevolezza che, finora, tra i coetanei, lui ha fatto quello che voleva, sia tra gli juniores sia tra gli Under 23. Tuttavia correva contro i coetanei. Adesso si scontrerà con il meglio delle ultime generazioni, le cose cambiano totalmente. È un ragazzo dalle grandi possibilità, sia atletiche che mentali per quello che vedo e interpreto. Però, bisogna avere pazienza, una dote che manca anche perché siamo a digiuno da diverso tempo, manca un corridore che possa rappresentarci come meritiamo nei grandi eventi. Le premesse ci sono tutte, speriamo possa mantenerle”, ha concluso a Virgilio Sport.

Autore
Virgilio.it

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