Mondiali, Cannavaro scagiona Trump: “Cosa è successo davvero”. Infantino sotto assedio, le accuse di Blatter e Platini
- Postato il 10 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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Il giorno dopo la perquisizione che ha scatenato polemiche in tutto il mondo, Fabio Cannavaro rompe il silenzio sui social e chiarisce la sua posizione, ridimensionando quanto accaduto e di fatto scagionando Donald Trump dalle accuse indirette circolate nelle ultime ore. Il campione del mondo 2006 e commissario tecnico dell’Uzbekistan fa chiarezza sui controlli effettuati dalle forze dell’ordine all’Icahn Stadium di New York, prima dell’amichevole contro l’Olanda. Intanto continuano a moltiplicarsi le accuse nei confronti del presidente della FIFA Gianni Infantino: dopo la denuncia di Michel Platini, arriva anche l’affondo del suo predecessore Sepp Blatter.
- Mondiali, Cannavaro scagiona Trump
- La versione del ct dell’Uzbekistan
- Infantino sotto assedio: la denuncia di Platini
- Anche Blatter contro Infantino
Mondiali, Cannavaro scagiona Trump
Per Marcelo Bielsa, ct dell’Uruguay, “sarà la peggiore edizione della Coppa del Mondo di sempre”. Eppure, dopo le polemiche innescate dalle rigide misure di sicurezza adottate negli Stati Uniti, Cannavaro prova a ridimensionare l’accaduto con un lungo post su Instagram. L’ex Pallone d’Oro cerca di spegnere le tensioni: “Ho visto le prime pagine dei giornali con le fotografie delle perquisizioni a cui siamo stati sottoposti come Nazionale uzbeka. Ho letto anche titoli sbagliati, quindi vorrei fare chiarezza. Si è trattato di controlli di routine, assolutamente normali”, ha scritto.
[iol_placeholder type="social_instagram" id="DZaVhRSxX1o" max_width="540px"/]La versione del ct dell’Uzbekistan
Cannavaro spiega nel dettaglio il funzionamento dei controlli. “La gente non sa una cosa: quando le Nazionali del Mondiale viaggiano, non passano dai terminal aeroportuali come i viaggiatori comuni, ma vengono accompagnate direttamente sulla pista con bus dedicati. I controlli a cui sono sottoposti i passeggeri nei terminal, noi li svolgiamo direttamente in pista. Sono esattamente gli stessi: è la prassi”, sottolinea. “Quindi nessuno scandalo, nessun trattamento poco dignitoso o irrispettoso. Stessa cosa per le partite: prima delle gare siamo sottoposti ai controlli o in hotel, subito prima della partenza (come accaduto all’Olanda), oppure direttamente al campo, come nel nostro caso. La verità è che abbiamo trovato un’organizzazione perfetta”.
Infantino sotto assedio: la denuncia di Platini
A poche ore dall’inizio dei Mondiali, l’ex presidente della UEFA Platini ha denunciato il numero uno della FIFA per “diffamazione” e “traffico di influenze”, sostenendo di essere stato vittima di una manovra orchestrata per estrometterlo dalla corsa alla presidenza della Federazione mondiale nel 2015. Secondo l’ex numero 10 della Juventus, le accuse che portarono alla sua sospensione dal calcio sarebbero state utilizzate per bloccare la sua candidatura proprio quando era considerato il favorito per raccogliere l’eredità di Sepp Blatter. Non solo: Platini ha annunciato anche un’azione legale civile contro la FIFA “per ottenere un risarcimento per tutti i danni” legati alle presunte manovre che avrebbero impedito la sua elezione nel 2015. “Le Roi” ritiene che Infantino, suo ex vice alla UEFA, insieme all’ex direttore legale FIFA Marco Villiger e all’ex presidente del comitato di controllo Domenico Scala, abbiano lavorato per escluderlo dalla corsa alla presidenza attraverso “accuse completamente infondate”.
Anche Blatter contro Infantino
Il caso dell’arbitro somalo Omar Artan, a cui è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti, è diventato un caso internazionale. Sulla vicenda è intervenuto anche l’ex presidente della FIFA Blatter, che ha puntato il dito contro Infantino. “È incredibile e assurdo. Quando a un Paese viene assegnata l’organizzazione di una Coppa del Mondo, ci sono due principi fondamentali: la sicurezza, che deve essere garantita per l’evento, e la concessione dei visti d’ingresso a tutti i funzionari FIFA”, ha dichiarato Blatter a L’Équipe. “Se un Paese rifiuta l’ingresso a un arbitro, è un problema serio e una Coppa del Mondo non dovrebbe svolgersi in quelle condizioni. La responsabilità, però, è soprattutto della FIFA. L’attuale presidente dovrebbe dimostrarsi più forte del suo buon amico alla Casa Bianca (Trump, ndr). Quando si inizia a lasciare che la politica controlli il calcio, è sempre un segnale negativo”.