Mondiali 2026, da Country Roads a Wonderwall: il “po-po-po-po” dell’Italia è finito, ora il calcio canta gli Oasis e John Denver
- Postato il 3 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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L’Italia è presente ai Mondiali in ogni stadio, a ogni partita. Ogni volta che dagli altoparlanti parte il ritornello di Dai Dai di Shakira, suona quasi come uno sfottò. E invece non fa che alimentare il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere e, per la terza volta consecutiva, non è stato. Sembrano lontanissimi i tempi del po-po-po-po, il coro dei tifosi azzurri sulle note di Seven Nation Army, diventato il grido di battaglia dell’Italia campione del mondo nel 2006 e poi colonna sonora del trionfo di Wembley a Euro 2021. Oggi il sound del Mondiale è cambiato. Non c’è più spazio per i tormentoni azzurri, scomparsi insieme alla Nazionale. Cancellati. In Canada, Messico e Stati Uniti gli stadi si infiammano con Wonderwall e Take Me Home, Country Roads, con gli Oasis e John Denver, con l’Inghilterra e la squadra di casa guidata da Pochettino. E viene naturale chiedersi quale sarebbe stata la colonna sonora dell’Italia, se solo fosse riuscita a esserci. Perché la musica, nel calcio, è molto più di un semplice sottofondo: unisce, rafforza il senso di appartenenza e crea un legame quasi simbiotico tra chi è in campo e chi riempie gli spalti. Abbatte le differenze sociali, anagrafiche e culturali, trasformando migliaia di persone in un unico coro capace di trasmettere passione, entusiasmo e identità.
- Che beffa, l’Italia ai Mondiali solo con Shakira
- Mondiali 2026, il “po-po-po-po” dei tifosi italiani è sparito
- Perché Country Roads è diventata la colonna sonora degli Stati Uniti
- Apoteosi USA dopo il successo contro la Bosnia
- Come Wonderwall degli Oasis è diventata l’inno dell’Inghilterra
- La confessione di Kane e l’ok di Noel Gallagher
Che beffa, l’Italia ai Mondiali solo con Shakira
Forse, quando Shakira incise Dai Dai, la presenza dell’Italia ai Mondiali sembrava quasi una certezza. Eppure la Nazionale ha fallito di nuovo la qualificazione alla Coppa del Mondo. Dopo Svezia e Macedonia del Nord, è stata la Bosnia ed Erzegovina a spegnere il sogno iridato: tre avversarie tutt’altro che irresistibili, ma capaci di infliggere ferite profonde, quasi letali, al calcio italiano.
Mondiali 2026, il “po-po-po-po” dei tifosi italiani è sparito
La memoria torna inevitabilmente all’ultima notte mondiale davvero felice, quella del 2006 in Germania. La cavalcata della squadra di Marcello Lippi è rimasta impressa nell’immaginario collettivo: il rigore di Totti contro l’Australia, l’urlo liberatorio di Grosso dopo il gol alla Germania, il crollo di Materazzi dopo la testata di Zidane nella finale di Berlino, capitan Cannavaro che solleva la Coppa.
Le telecronache sono diventate storia: l’“Andiamo a Berlino, Beppe!” di Caressa e Bergomi e il memorabile “Il cielo è azzurro sopra Berlino” di Civoli. Ma quel Mondiale, arrivato nel bel mezzo dello scandalo Calciopoli, fu anche il trionfo di un popolo. Sugli spalti e nelle piazze d’Italia riecheggiava il celebre po-po-po-po, nato dalle note di Seven Nation Army dei The White Stripes e trasformato nel simbolo di un’estate indimenticabile. Più di un semplice tormentone: era il suono di una Nazionale vincente, di un Paese unito e di un sogno diventato realtà. Oggi, mentre gli stadi cantano altre canzoni, è proprio quel coro a ricordare quanto manchi l’Italia alla Coppa del Mondo. Si chiama nostalgia, e fa malissimo.
Perché Country Roads è diventata la colonna sonora degli Stati Uniti
Lasciamo per un momento da parte le polemiche che accompagnano, e continueranno ad accompagnare, il primo Mondiale a 48 squadre. C’è anche un’altra faccia della Coppa del Mondo: quella fatta di emozioni, cori e canzoni capaci di trasformare uno stadio in un’unica voce. Tra i simboli di questa edizione c’è Take Me Home, Country Roads di John Denver. Pubblicata nel 1971, la canzone è tornata protagonista grazie ai tifosi statunitensi, che l’hanno adottata come colonna sonora delle vittorie della propria nazionale, trasformandola in un vero e proprio inno degli Stars & Stripes.
Come spiegato da The Athletic, l’idea di utilizzare Country Roads in questo modo è stata di Amy Hopfinger, Chief Strategy and Planning Officer della FIFA ed ex dirigente di U.S. Soccer. Dopo aver osservato il successo di Wonderwall tra i tifosi inglesi, ha deciso di puntare sul classico di John Denver, scegliendolo come brano da far risuonare al termine delle vittorie della nazionale americana. Una scelta che si è rivelata subito vincente. Dopo il successo per 2-0 contro l’Australia, i quasi 67 mila spettatori del Lumen Field di Seattle hanno intonato il ritornello all’unisono con la squadra, dando vita a una delle immagini più suggestive del torneo.
Apoteosi USA dopo il successo contro la Bosnia
Il motivo di questo legame è racchiuso nel significato stesso della canzone. Country Roads parla di casa, appartenenza e identità: valori che si sposano perfettamente con lo spirito di una nazionale che gioca un Mondiale davanti al proprio pubblico. “Fa parte dell’essere americani”, ha spiegato il difensore Chris Richards. Ancora più emozionato il capitano Tim Ream: “Vedere tutto questo, cantare insieme, e alzare lo sguardo verso il pubblico ti fa chiedere se sia tutto vero”. A Santa Clara, in California, il momento più alto: dopo la vittoria contro la Bosnia ed Erzegovina ai sedicesimi, calciatori e tifosi hanno donato una delle cartoline più belle di questi Mondiali.
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La doppietta di Harry Kane contro la Repubblica Democratica del Congo ha permesso all’Inghilterra di staccare il pass per gli ottavi di finale, dopo una partita più complicata del previsto. Al triplice fischio, i giocatori dei Tre Leoni si sono stretti in un abbraccio rivolto verso il settore dei tifosi presenti allo stadio di Atlanta. In quel momento è partita Wonderwall, brano cult degli Oasis pubblicato nel 1995 e tornato al centro della cultura pop anche grazie alla reunion dei fratelli Liam e Noel Gallagher. La canzone era stata inserita nella playlist ufficiale presentata alla FIFA dalla nazionale inglese, insieme ad altri classici come Sweet Caroline di Neil Diamond e Hey Jude dei Beatles. Come ricorda ESPN UK, proprio Sweet Caroline era diventata negli ultimi anni il simbolo delle celebrazioni inglesi. Eppure, dopo la vittoria per 4-2 contro la Croazia a Dallas, si è aperta una nuova era: Wonderwall ha iniziato a prendere il sopravvento come colonna sonora del gruppo.
La confessione di Kane e l’ok di Noel Gallagher
“È stato uno dei miei momenti preferiti in assoluto con la maglia dell’Inghilterra”, ha confessato Kane. Anche Noel Gallagher, in un’intervista al The Sun, ha accolto con entusiasmo il fenomeno: “Wonderwall appartiene al popolo ed è diventato un momento magico tra tifosi e giocatori”. E mentre gli stadi si riempiono di nuove colonne sonore, all’Italia non resta che la nostalgia del po-po-po-po, ormai scomparso insieme agli ultimi grandi successi azzurri.
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