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Modena, tra terrore e politica: il caso El Koudri divide il Paese mentre le vittime restano sullo sfondo

  • Postato il 19 maggio 2026
  • Politica
  • Di Blitz
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  • 4 min di lettura
Modena, tra terrore e politica: il caso El Koudri divide il Paese mentre le vittime restano sullo sfondo

Chi è effettivamente Salim el Koudri? Un giovane di 31 anni che deve fare i conti con il suo male; oppure il terrorista insidioso che si rifugia nel suo delirio per terrorizzare la gente e correre in macchina a cento all’ora per compiere quella strage che ha progettato?

Il mistero attorno alla figura di Salim el Koudri

Qualche giorno dopo il tragico episodio gli interrogativi sono sempre gli stessi, gli inquirenti vogliono trovare il bandolo della matassa, ma agiscono con cautela perché il mistero rimane ancora tale e si ha il timore di imboccare una strada sbagliata. Come accade di frequente nel Paese chiamato Italia gli orientamenti sono due e non si basano su quel che è realmente accaduto, ma sulle ideologie a cui si crede ciecamente.

Così a sinistra si è convinti che i problemi siano tutti psichiatrici tanto è vero che “l’italiano di origine marocchina” era stato in cura presso una clinica ad hoc dalla quale ne era uscito senza aver risolto i suoi problemi di salute. A destra, invece, sono convinti che ci si trovi dinanzi ad un pericoloso fanatico islamista che si è comportato come era accaduto in precedenza ad alcuni personaggi che la pensano come lui. Altrimenti, perché rendersi protagonista di un episodio che ha dell’incredibile se non fosse basato sul fanatismo delle proprie convinzioni? L’opposizione non ha dubbi: si vuole soltanto strumentalizzare una tragedia al solo scopo di combattere il fenomeno degli immigrati, senza badare in nessun modo all’integrazione di cui si sente l’assoluta necessità.

La tragedia di Modena e lo scontro politico

Quindi, la tragedia che ha sconvolto Modena – una tranquilla città emiliana – passa in second’ordine quando c’è di mezzo la politica. Cinquemila persone in piazza per essere vicini alle vittime dell’accaduto sono niente rispetto alle divisioni della maggioranza e della minoranza che non dimenticano mai di essere in piena campagna elettorale e che quindi tutto può essere utile per sconfiggere gli avversari.

In tv nei vari talk show che invadono le trasmissioni il dolore di chi è stato “protagonista passivo” dell’incredibile episodio diventa meno importante del dibattito politico che destra e sinistra combattono alla ricerca di precedenti che possano portare acqua al proprio mulino. Da una parte, ecco  venir fuori una mail di El Koudri che si rivolge “ai bastardi cattolici” chiedendo un impiego consono alla sua laurea ed aggiunge un “brucio Gesù” che lascia alquanto perplessi. Dall’altra, cioè dalla sinistra, si continua a sostenere che il figlio di seconda generazione è un solo un povero ammalato, il quale farnetica anche in carcere e chiede al suo avvocato di procurargli una bibbia.

Le indagini, il Viminale e le ipotesi sul movente

Il resto viene dopo: il Palazzo non dimentica che a Modena sia di scena il terrore e la paura, ma se ne discute pochissimo; le vittime hanno solo un nome ed un cognome, niente altro. Se non fosse stato per il Presidente della Repubblica e la premier che hanno portato il loro conforto a queste persone, il panico che hanno ancora dipinto sul viso non sarebbe stato un primo piano delle telecamere.

Nella solita lite che imperversa ad un anno e più dal voto delle politiche, viene chiamato in causa il ministro Piantedosi, “autore” di due tesi: la prima basata sulla malattia psichica del giovane che non aveva niente a che fare con il terrorismo islamista; la seconda (che il ministro degli interni ha fatto trapelare dal Viminale) in cui si riportavano quelle dichiarazioni di El Koudri sui “cristiani di merda”. Le due ipotesi erano diverse perchè le mail con quegli “apprezzamenti” non erano ancora note alle indagini appena cominciate.

Tra guerre internazionali e paura collettiva

Ora, è il momento di placare gli animi, di lasciare da parte l’odio e di dare alla magistratura la possibilità di svolgere il proprio lavoro senza la premura e i convincimenti di chi fa politica. Si deve studiare l’episodio, si deve andare alla ricerca del pur minimo dettaglio che possa essere la chiave di volta del dramma che ha sconvolto non solo Modena, ma il Paese intero che in tv ha potuto rivedere le immagini e la sequenza di quella scorribanda a cento all’ora di una macchina che puntava i passanti senza azionare il freno.

In questo fine settimana appena trascorso anche la guerra nel Golfo e in Ucraina ha avuto poco spazio nelle prime pagine dei giornali. Si ripete in continuazione il tira e molla fra Trump e Teheran, il tycoon rammenta che se non si arriverà alla tregua, l’Iran sarà ridotto ad un cumulo di macerie; Teheran che risponde di non aver paura: una partita a ping pong di cui non si conosce il risultato. Fino a quando? Potrà presto riaprire lo stretto di Hormuz per dar modo all’economia di tutto il mondo di riprendersi e di tornare a respirare? Si può sperare in uno stop dell’inflazione che metta al riparo milioni di famiglie? La speme come ultima dea, insomma.

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Autore
Blitz

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