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Modena, il tunisino e la violenza sessuale in treno su una ragazza in carrozzina: come lo fermano

  • Postato il 19 settembre 2026
  • Terra Promessa
  • Di Libero Quotidiano
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  • 3 min di lettura
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Modena, il tunisino e la violenza sessuale in treno su una ragazza in carrozzina: come lo fermano
Modena, il tunisino e la violenza sessuale in treno su una ragazza in carrozzina: come lo fermano

Due anni e due mesi, in abbreviato. E' la sentenza di condanna arrivata a Modena per un cittadino tunisino 39enne, accusato di violenza sessuale e interruzione di pubblico servizio: il 3 gennaio ha molestato, a bordo di un treno regionale diretto a Castelfranco Emilia, una ragazza 25enne disabile, in carrozzina.

L'aveva seguita in stazione, rivolgendole espressioni di natura sessuale. Poi aveva tentato di ostacolare la salita della giovane sul treno, senza riuscirci grazie all'intervento di un passeggero. E durante il viaggio, aveva continuato a molestarla sessualmente.

Era stato dato l'allarme, il capotreno aveva sospeso la corsa e alcuni viaggiatori erano intervenuti in soccorso della vittima, trattenendo l'uomo fino all'arrivo dei carabinieri di Castelfranco, che lo avevano arrestato. In udienza, la Procura ha chiesto una condanna a tre anni e tre mesi. La ragazza è rappresentata dall'avvocato Dorina Merdini: "Voglio e devo esprimere soddisfazione per la sentenza di condanna pronunciata nei confronti dell'imputato, che riconosce la fondatezza delle ragioni sostenute dalla mia assistita nel corso del processo", commenta il legale.

"Come avvocato della parte civile, ritengo importante sottolineare che questa decisione rappresenta innanzitutto un riconoscimento della gravità della violenza subita, ma anche del coraggio con cui la mia assistita ha affrontato un percorso giudiziario certamente difficile. Abbiamo creduto nella giustizia e ci siamo affidate al percorso giudiziario con la consapevolezza che la verità dei fatti sarebbe stata sottoposta al vaglio del Tribunale. Oggi accogliamo questa sentenza con soddisfazione e con la speranza che possa contribuire a restituire alla mia assistita quella serenità e quella dignità che nessuno avrebbe mai dovuto violare". 

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Autore
Libero Quotidiano

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