MITO SettembreMusica: la nuova edizione tra Milano e Torino
- Postato il 5 settembre 2026
- Di Panorama
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Che cosa significa oggi Harmonia?
È la domanda che attraversa la ventesima edizione di MITO, dedicata all’Armonia, concetto poliedrico e principio filosofico, che si manifesta in svariate forme: dalla dimensione tecnica della ricerca dei suoni e delle arti visive alla psicologia del benessere, fino alla dimensione collettiva, tra eredità classica e pace sociale. Ci sono luoghi in cui l’Armonia non è soltanto memoria, ma diventa un modo per attraversare il tempo, interrogare il presente e recuperare i legami nati. È il caso di Milano e Torino, città unite da una storia musicale che continua a rinnovarsi. Basti pensare alle numerose voci celebrate nel cartellone di quest’anno: da Giovanni Battista Sammartini, padre del sinfonismo, a Ludovico Einaudi, pianista minimalista, fino a Roberto Cacciapaglia, pioniere della fusione tra musica acustica ed elettronica, nati a Milano; oppure a Gaetano Pugnani, storico primo violino del Teatro Regio, ad Alfredo Casella, grande compositore del Novecento, e a Nicola Campogrande, compositore contemporaneo, nati a Torino.
Il concetto de Harmonia continua ancora oggi a rivelare che la complessità non si risolve distruggendo le differenze, ma trovando un principio dinamico capace di connetterle. E forse è proprio nella sua ricerca che si manifesta la nostra stanchezza verso il disordine e la separazione. Da questa prospettiva, MITO assume i contorni di un manifesto poetico che sfugge alle definizioni: visionario e musicale, costruisce una lingua nella quale passaggio, memoria e sogno coincidono con un’interrogazione incessante sulla verità. Il festival non si limita così a rappresentare il mondo musicale, ma apre spazi da attraversare ed esplorare senza confini.
La curatela e la direzione artistica sono firmate, per la prima volta, dalla celebre direttrice d’orchestra Speranza Scappucci, segnando un nuovo capitolo per lo storico festival che unisce le città di Milano e Torino. Emblematica è la scelta di inaugurare il festival il 6 settembre al Teatro alla Scala di Milano e il 7 settembre all’Auditorium Rai di Torino, con il monumentale e pacifista War Requiem di Benjamin Britten, diretto da M°Simone Young, una delle figure di spicco nel panorama della musica classica e dell’opera lirica internazionale, nonché grande interprete del repertorio tardo-romantico e wagneriano. Il capolavoro di Britten rivela l’Harmonia attraverso tre dimensioni fondamentali: formale, geopolitica e musicale. È una straordinaria operazione di architettura, nella quale il testo liturgico latino della Missa pro defunctis e le poesie di Wilfred Owen, giovane poeta britannico morto in trincea durante la Prima guerra mondiale, descrivono con crudo realismo l’orrore, il fango e la pietà della guerra. Il culmine poetico dell’opera si raggiunge nel movimento finale, “Libera me”, dove Owen immagina l’incontro nell’aldilà tra i due soldati nemici che si sono uccisi a vicenda. In quel momento, le linee vocali si intrecciano, le tre orchestre si fondono e l’armonia musicale si fa totale sul testo Let us sleep now – Lasciaci dormire adesso.
Non è l’armonia della vittoria, ma quella della pietà, l’unica forza capace di ricomporre il caos della distruzione umana. Su questa stessa linea si sviluppa l’intero programma del festival, costruito intorno all’incontro e al dialogo. Dalla sintesi generazionale dello Stabat Mater di Gioachino Rossini, diretto da M°Serena Scappucci (16 settembre: Milano, Chiesa di San Barnaba in Gratosoglio; 17 settembre: Torino, Chiesa di San Filippo Neri), alle grandi compagini sinfoniche e alla musica contemporanea con M°Riccardo Chailly e la Filarmonica della Scala (8 settembre: Torino, Auditorium Giovanni Agnelli – Lingotto); dalla commissione a Paola Prestini, KAOS, affidata alla concertazione di M°Michele Mariotti alla guida dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai (12 settembre: Torino, Auditorium Rai Arturo Toscanini; 13 settembre: Milano, Conservatorio Giuseppe Verdi), fino alla Bamberger Symphoniker con M°Jakub Hrůša (19 settembre: Milano, Teatro Dal Verme; 20 settembre: Torino, Auditorium Giovanni Agnelli – Lingotto).
Tra gli appuntamenti di punta di MITO figura anche Descente d’Orphée aux Enfers di Marc-Antoine Charpentier, che vede il leggendario maestro del barocco M°William Christie e Les Arts Florissants alle prese con il mito di Orfeo. Ancora una volta, la musica si fa forza capace di attraversare le oscurità e ricondurre verso un equilibrio universale. L’ingresso è gratuito, con prenotazione consigliata sul sito della manifestazione. Più che celebrare l’equilibrio geometrico, MITO propone dunque un’idea di cultura come esercizio di dialogo. In un tempo dominato dall’accelerazione, tornare all’Harmonia significa riconoscere uno spazio di resistenza del pensiero, dove la parola o il suono non semplificano il reale, ma ne custodiscono la complessità. Ed è forse questa la ragione più profonda per cui la sua voce non è un nostalgico coro del passato, ma un’eco sorgiva e ribelle, capace di scavare un silenzio fertile nel frastuono del mondo e di ricordarci, tra le crepe del presente, come si torna a essere umani.



