Mini vitalizi, Napoli (capogruppo Fdi) conferma i correttivi
- Postato il 12 febbraio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Mini vitalizi, Napoli (capogruppo Fdi) conferma i correttivi

Mini vitalizi, Napoli (capogruppo Fdi) conferma i correttivi: «Nessun privilegio» e annuncia l’approdo in aula del testo per limitare ai consiglieri in carica l’accesso alla pensioncina da 600 euro al mese.
POTENZA – Avanti con la limitazione dei mini-vitalizi ai soli consiglieri in carica, bloccando l’utilizzo di soldi destinati al sociale per coprire i contributi richiesti. E avanti con la negazione di privilegi di sorta, malgrado in altre regioni, come le Marche del governatore meloniano Francesco Acquaroli, la contribuzione sia «a totale carico dei consiglieri regionali». E’ questa la linea indicata, ieri, dal capogruppo di Fratelli d’Italia nel parlamentino lucano, Michele Napoli.
Il consigliere meloniano ha annunciato l’approdo in aula lunedì prossimo dei correttivi al nuovo sistema previdenziale per gli ex componenti dell’Assise di via Verrastro, che erano stati annunciati a metà gennaio del governatore Vito Bardi. Dopo lo sdegno suscitato dal provvedimento sulle cosiddette “indennità differite” adottato il mese prima. Con 30mila firme raccolte online per la sua abrogazione, la nascita di un comitato per promuovere un primo referendum regionale abrogativo, e la ribalta nazionale conquistata grazie a un graffiante servizio tv su Le Iene.
MINI VITALIZI, NAPOLI CONFERMA I CORRETTIVI: LA DIFESA DEL PROVVEDIMENTO E L’ABROGAZIONE DELLA RETROATTIVITÀ
«Su questo tema è bene dirlo subito e con chiarezza: non si parla di vitalizi. L’indennità differita non è un privilegio, non è automatica e non è un trattamento garantito. E’, molto semplicemente, uno strumento contributivo, basato su versamenti volontari e personali. Tutto il resto è confusione, quando va bene, o strumentalizzazione mediatica e politica, quando va meno bene». Così il capogruppo FdI, che sorvola sulla generosa integrazione dei contributi a carico del singolo eletto, circa 540 euro al mese, da parte del Consiglio regionale. Integrazione da circa 1.600 euro al mese a carico di un contribuente principale, che altri non è, a ben vedere, che il cittadino-elettore.
«Va detto anche un altro punto, senza ipocrisie». Prosegue Napoli. «Questo sistema contributivo esiste già in molte regioni italiane e nel Parlamento nazionale. La Basilicata non sta inventando nulla né creando corsie preferenziali: si colloca dentro un modello già applicato altrove, con regole analoghe. Proprio per evitare equivoci e polemiche inutili, la maggioranza e la giunta hanno scelto di intervenire subito, già nella seduta consiliare prevista per lunedì prossimo, in cui contiamo di approvare l’emendamento con cui vengono abrogati tutti i riferimenti alla retroattività, eliminato ogni collegamento con il fondo previsto dalla legge del 2017, chiarendo in modo definitivo che non può esserci alcuna commistione tra istituti legati al mandato elettivo e risorse destinate ad altri ambiti».
LE REGOLE DAL 2029 E IL NODO DEI CONTRIBUTI ACCANTONATI
Il consigliere meloniano sorvola, a proposito di retroattività della norma, sui quasi venti mesi già trascorsi dall’inizio della legislatura. Stando alle bozze del testo che dovrebbe essere approvato lunedì, infatti, ai consiglieri in carica verrà data la possibilità di versare la propria parte della contribuzione richiesta per queste mensilità, pari a circa 11mila euro, e il parlamentino lucano si farà carico di accantonarne altri 30mila. Una diversità di trattamento evidente rispetto ai 5 ex consiglieri che hanno fatto domanda per accedere alla pensioncina da 600 euro al mese in base alla normativa “originaria” approvata a dicembre. Incluso il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Piergiorgio Quarto. Con probabili difficoltà interpretative da parte degli uffici, ed eventuali strascichi giudiziari dall’esito incerto.
«In concreto – aggiunge ancora Napoli – le regole sono semplici e comprensibili. L’adesione è facoltativa, nessuno è obbligato. L’eventuale indennità potrà maturare solo al compimento del 65simo anno di età e la disciplina entrerà in vigore a partire dal 2029, senza effetti retroattivi e senza scorciatoie. Si è scelto di intervenire subito per evitare confusione e strumentalizzazioni. Le norme si migliorano, quando serve, e si correggono nell’interesse generale».
CORRETTIVI AI VITALIZI: NAPOLI RIVENDICA SCELTA DI RESPONSABILITÀ E CHIAREZZA
«La maggioranza e la giunta – conclude il capogruppo FdI – rivendicano una scelta di responsabilità e chiarezza, nel rispetto dei cittadini e della credibilità delle istituzioni, respingendo ogni narrazione distorta costruita ad arte su un tema che, altrove, non ha mai suscitato alcuna polemica».
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