Mini funivia per Forte Begato, il verdetto del Mit entro il 10 maggio. Piciocchi: “Progetto al palo”
- Postato il 21 aprile 2026
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- Di Genova24
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Genova. È atteso per “la prima decade di maggio” – così ha detto l’assessore comunale alle Infrastrutture e Opere strategiche Massimo Ferrante – il verdetto del ministero della Cultura sulla possibilità di procedere con il progetto di variante della funivia per Forte Begato trasformandolo in una “mini-funivia” tra Granarolo e il forte stesso. Il progetto alternativo proposto dalla giunta Salis ormai diversi mesi fa per, da un lato, eliminare il sorvolo sul Lagaccio e, dall’altro, evitare le penali sui lavori già aggiudicati con tutti i problemi connessi.
In questi mesi il Comune di Genova e le ditte che avevano vinto l’appalto ai tempi del governo Bucci hanno lavorato fianco a fianco, e in sostanziale accordo, per elaborare una proposta alternativa. Ma in effetti ormai da settimane non ci sono informazioni sul tema. Oggi la questione è stata riportata all’attenzione in consiglio comunale dal capogruppo di Vince Genova, ed ex vicesindaco reggente, Pietro Piciocchi.
Piciocchi ha avanzato alcuni quesiti, il primo dei quali era come crede sia possibile, l’amministrazione comunale, “pensare di procedere con i lavori entro novembre o dicembre se a oggi il progetto è fermo al palo”. Ma altre domande sono state di natura tecnica: “Non capisco come attraverso l’istituto di una variante si possa andare a prevedere un progetto che è completamente diverso” e ancora “È stata interpellata l’Anac su questo aspetto?”.
Per l’esponente della minoranza a Tursi ci sono altre due questioni, quella legata all’interesse trasportistico – “nella prospettiva della valletta dello sport del Lagaccio c’era una visione, Granarolo è a una quota completamente diversa dal Lagaccio e io non capisco come possa funzionare” – e poi “se vi sia stata una condivisione con i territori e con i municipi perché io ricordo che su questa ipotesi, su questa soluzione alternativa, come dire, c’erano molte perplessità”.
L’assessore Ferrante, nella sua risposta, ha ribadito che il lavoro di progettazione e di redazione di una variante in questi mesi è stato portato avanti dagli uffici comunali con Collini e la Doppelmayr, “insieme ai loro tecnici e insieme ai loro avvocati”.
“Dopodiché, io costantemente ho incontrato i comitati e abbiamo detto fin dall’inizio che quando avremo la certezza che quest’opera si può fare, certezza che ci può dare solo il ministero – ha aggiunto Ferrante – ci confronteremo sul territorio. Anche perché quest’opera, a differenza di quello che pensavate voi, non serve per portare i croceristi ma serve proprio in funzione di quel parco che noi vogliamo realizzare, un parco verticale aperto alla città per lo sport e il tempo libero“.
Dopodiché Ferrante ha letto un lungo documento con le considerazioni tecniche e amministrative che sono state presentate allo stesso ministero per chiedere la riallocazione dei fondi complementari al Pnrr previsti per il collegamento funiviario tra Stazione Marittima e Forte Begato in Genova. Tra queste considerazione c’è anche il fatto che il costo di 40 milioni preventivato, alla luce del mutato quadro geopolitico e macroeconomico di recente attualità, non sarebbe più stato compatibile con le opere previste dal piano finanziario tecnico ed economico dell’opera.
Nel documento l’amministrazione parla anche di “criticità idrauliche del rio Lagaccio”. “E sul quartiere Lagaccio, secondo me, dopo quello che è avvenuto negli ultimi mesi, non aggiungerei altro sulla fragilità di quel quartiere e sulla necessità di non aggiungere neanche un centimetro cubo di cemento“, ha sottolineato l’assessore.
Al termine dell’intervento Piciocchi si è detto “per nulla soddisfatto” della risposta: “Non ho avuto chiarimenti sulle questioni tecniche ma ho anzi avuto la conferma che le tempistiche auspicate siano lontane dalla realtà, visto che il progetto è fermo al palo”.