Mimmo Rotella, a Genova una grande mostra a Palazzo Ducale ripercorre la vita e l’opera
- Postato il 23 aprile 2026
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- Di Genova24
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Genova. Mimmo Rotella a Genova a Palazzo Ducale. Dalle prime opere su carta giovanili datate 1945, alla Dance Dream del 2005, passando attraverso una straordinaria varietà di tecniche e linguaggi sviluppati dall’artista nel corso della sua carriera. L’esposizione, insieme ad alcuni dei più celebri lavori degli anni Sessanta, mette in luce la straordinaria varietà di tecniche e linguaggi sviluppati da Rotella nel corso della sua carriera.
Palazzo Ducale di Genova, a vent’anni dalla scomparsa dedica una grande retrospettiva a uno dei protagonisti assoluti dell’arte italiana e internazionale del Novecento.
Una mostra che in oltre un centinaio di opere ripercorre i sessant’anni di attività di Mimmo Rotella, restituendo la complessità e l’attualità di una ricerca che ha segnato in modo radicale il rapporto tra arte, immagine e società contemporanea.
Il percorso, articolato in sette sezioni tematiche, accompagna il visitatore attraverso le principali fasi della sua produzione. “È un percorso estremamente variegato – spiega il curatore, Alberto Fiz – tant’è vero che partiamo dall’esperienza astratto-geometrica e con i riferimenti alla sua prima mostra del 1951, per poi proseguire con tutta quella che è l’indagine di Rotella con l’invenzione del décollage; un décollage che rimane astratto, legato fortemente alla materia a metà degli anni ’50, e raggiunge l’immagine tardi, oltre dieci anni dopo la sua invenzione, con l’inizio degli anni ’60”.
“E quindi – continua una sala straordinaria di capolavori dove sono presenti ben tre opere esposte alla celebre Biennale del 1964 a Venezia. E poi abbiamo le altre sperimentazioni, quindi un Rotella che non è solo décollage, ma che è in grado di investigare il mondo dell’immagine in molte altre forme: e quindi tutta l’arte tipografica, gli art-typo per esempio, le cancellature con gli effaçages e i blanks. E poi una sala molto importante, anche questa è una novità della mostra, legata all’indagine sugli “anni di piombo” e quindi una serie di opere che sono dei riporti fotografici su tela emulsionata dove Rotella analizza l’influenza che hanno i media anche su questa, su quella che è la nostra impressione del terrorismo. E poi, appunto, arriviamo all’ultimo periodo, alle “nuove icone”, una nuova invenzione realizzata da Rotella nel 2002”.
Una grande mostra che racconta Rotella, racconta i diversi modi di lavorare, proprio dei format creativi che lui inventa perché non vuole lasciare la figurazione ma in qualche modo c’è questa consapevolezza di un mondo con troppe immagini. E quindi Rotella lavora per sottrazione, per graffio, per trasposizione sul retro delle immagini, sempre creando e distruggendo immagini del mondo esistente.
Una mostra che è un viaggio completo dai primi lavori fino all’ultimo intervento fatto a Genova per “Arte Architettura” nel 2004. «Lo strappo dell’affiche della mostra – ricorda la direttrice di Palazzo Ducale Ilaria Bonacossa – documentato da un video nella grande mostra di Celant in cui questo tema delle arti e dell’architettura mostra come nel lavoro di Rotella la città, da cui strappa e preleva dei frammenti, sia sempre centrale alla sua produzione”.