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Milano, fermato un 19enne per l’omicidio dell’interprete Roberto Guerrino: bloccato in stazione con numerosi bagagli

  • Postato il 25 giugno 2026
  • Cronaca Nera
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Milano, fermato un 19enne per l’omicidio dell’interprete Roberto Guerrino: bloccato in stazione con numerosi bagagli

Svolta nelle indagini per l’omicidio di Roberto Guerrino, l’interprete sessantenne massacrato nel suo appartamento di via Oxilia a Milano lo scorso 13 giugno. I carabinieri hanno fermato un diciannovenne. Il fermo di indiziato di delitto è stato disposto dal pubblico ministero Carlo Scalas giustificato dal pericolo di fuga: il giovane, di origini marocchine e residente a Melzo, è stato bloccato lunedì sera dai militari della Compagnia Duomo e del Nucleo investigativo di Milano alla stazione ferroviaria di Melzo con numerosi bagagli al seguito. Il provvedimento è già stato convalidato dal gip mercoledì mattina.

Il giovane, ora recluso in carcere, è stato trovato in possesso dell’Ipad della vittima sottratto dall’appartamento dopo l’aggressione. Al vaglio degli investigatori e della Procura per i minorenni di Milano c’è anche la posizione di un 17enne, sempre marocchino, che il giorno dell’omicidio di trovava in compagnia del fermato la cui presenza è stata confermata nell’appartamento in zona stazione Centrale dai rilievi tecnico-scientifici del Ris di Parma condotti nell’abitazione. Gli inquirenti hanno trovato riscontri sul coinvolgimento dello straniero nell’omicidio anche grazie a indagini di laboratorio e tecniche che hanno portato a ricostruire, con le telecamere di sorveglianza, tutti i movimenti dell’autore dal luogo del delitto fino al comune di Melzo, nel milanese.

La vittima, interprete di fama internazionale, era stato trovato riverso nel soggiorno con segni di ferite alla testa e semivestito. Come venuto fuori dagli accertamenti, Guerrino è stato ucciso con almeno dieci colpi in faccia con un oggetto contundente. Ancora non è stato possibile individuare con certezza l’arma del delitto ma sono state sequestrate numerose statuette di Buddha insanguinate che potrebbero essere state usate per colpire il sessantenne che si era convertito al buddismo. L’omicidio secondo i carabinieri potrebbe essere avvenuto durante di un incontro sessuale che l’interprete avrebbe organizzato tramite apposite piattaforme. L’omicida avrebbe poi preso il computer e il telefono dell’interprete per non lasciare tracce e anche altri oggetti.

Articolo in aggiornamento

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Il Fatto Quotidiano

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