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Milano e il FuoriSalone si accendono con Interni Materiae

  • Postato il 20 aprile 2026
  • Di Focus.it
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Milano e il FuoriSalone si accendono con Interni Materiae
Un gorilla in ceramica policroma che culla un capriolo come in una pietà contemporanea. Ventimila lattine di pomodoro assemblate a formare una casa attraversabile. Un nodo luminoso che cresce nell'aria come un pensiero che si allarga. Macerie ucraine che tornano a essere comunità, un padiglione di pietra calcarea che funziona da meridiana, un cubo di tessuto che respira insieme a chi lo attraversa. Milano, dal 20 al 30 aprile 2026, diventa il teatro di un'idea semplice e radicale: la materia non è un dato di partenza, è il primo gesto del progetto. Sostanza e visione, tecnica e memoria. Attraverso la materia prendono forma gli spazi, si costruiscono relazioni, si immaginano i futuri possibili. Si intitola MATERIAE la nuova edizione della mostra-evento di INTERNI, il magazine di interior e contemporary design del Gruppo Mondadori (disclaimer: di cui fa parte anche Focus) diretto da Gilda Bojardi, che torna ad animare il FuoriSalone 2026 con una geografia diffusa su cinque luoghi iconici della città: l'Università degli Studi di Milano, l'Orto Botanico di Brera, il Portrait Milano con Audi X Zaha Hadid Architects, Eataly Milano Smeraldo e De Castillia 23 di Urban Up | Unipol. Cinquanta tra architetti, designer e aziende nazionali e internazionali, provenienti da oltre dieci Paesi, danno vita a più di quaranta installazioni. Tra le firme Zaha Hadid Architects, BIG – Bjarke Ingels Group, Snøhetta, AMDL CIRCLE con Michele De Lucchi, Paola Navone, Piero Lissoni, Alessandro Scandurra, MAD, Wu Bin. «La nostra mostra-evento esplora la materia non solo come elemento costruttivo, ma come principio creativo e culturale da cui tutto prende forma», spiega Gilda Bojardi. Il significato latino della parola guida un percorso multidisciplinare in cui naturale e artificiale, tradizione e innovazione, tecnologia e intelligenza artificiale si incontrano. Il cuore pulsante è l'Università degli Studi di Milano, trasformata in un romanzo corale di luce e materia. In facciata, Luce Massiccia di Alexander Maria Bellman per Ilti Luce traduce le teorie quantistiche in un linguaggio luminoso. Poi Regeneration, la scultura monumentale in ceramica di Bertozzi & Casoni: un gorilla che abbraccia un capriolo, forza e grazia, compassione e accettazione. Nel Portico del Richini sorge House of Polpa, l'architettura rossa fatta interamente con ventimila lattine di Polpa Mutti, manifesto di circolarità destinato a essere donato alla fine del festival. Nel Cortile d'Onore, Mater di Alessandro Scandurra per Holcim Italia ricompone le macerie delle scuole ucraine in un anello circolare, arcaico simbolo di comunità. MAD firma per Canva Kaleido, dove l'intelligenza artificiale agisce da prisma creativo; BIG disegna per Artemide Light Knot Progression, un filo luminoso che si intreccia in nodi di complessità crescente; Piero Lissoni per Sanlorenzo ricostruisce con UN_Material le sezioni dell'imbarcazione heritage SHE in un volume semitrasparente. Nel Cortile d'Onore l'esperienza si fa plurale. Paola Navone per il Consorzio Parmigiano Reggiano trasforma con Studio Azzurro uno spazio circolare in un paesaggio sonoro dove strumenti e materiali del processo caseario diventano orchestra spontanea attivata dal movimento dei visitatori. AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi per Zambon ripensano l'archetipo della casa come pianta ramificata popolata di sculture in gesso dedicate al benessere femminile, mentre Snøhetta con VitrA firma Ceramics Forged in Light, una microarchitettura ispirata ai bagni termali. Rubinetterie Treemme con Studio Q-Bic e gli studenti del Politecnico propongono Ad Aquam 2026, installazione specchiante che traduce il consumo globale d'acqua in dati e coscienza. Al Portrait Milano, Zaha Hadid Architects e Audi firmano Origin, installazione-manifesto che lavora per sottrazione: una pelle metallica opaca, evocativa del titanio, specchia la pietra barocca dell'ex Seminario Arcivescovile, mentre un progetto di luce fa evolvere lo spazio dall'alba alla notte. All'Orto Botanico di Brera l'architetto franco-libanese Annabel Karim Kassar costruisce il Garden of the Esperides per Rubner Haus e ABS Group: un portico ligneo e figure femminili dipinte a mano riportano il mito tra le piante, insieme a L'Armonia è qui di Irritec, dove l'irrigazione si fa gesto discreto e sostenibile. Da Eataly Milano Smeraldo, Giotto Calendoli risponde alla domanda «Amore, hai mangiato?» con CASA, che fa del cibo un linguaggio di appartenenza. Sulla facciata di De Castillia 23, Studio Azzurro per Urban Up | Unipol accende LIGHT OUR FIRE: una scultura cinetica di 37 metri di diametro, 492 pannelli in policarbonato riciclato per oltre 1.100 metri quadrati, che chiude la quadrilogia degli elementi dopo Acqua, Aria e Terra. MATERIAE è tra le principali iniziative promosse dal Comune di Milano per la Design Week..
Autore
Focus.it

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