Milano, 160 famiglie costrette a lasciare la casa popolare per i lavori di ristrutturazione. Il comitato inquilini: “Una scusa, ci cacciano per alzare gli affitti”
- Postato il 26 agosto 2026
- Diritti
- Di Il Fatto Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 2 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
“Vivo in questa casa popolare da quarant’anni, ma adesso vogliono mandarci via e non sappiamo dove finiremo”. Dal 1986 Salvatore abita nel complesso di edilizia residenziale pubblica Lulli-Porpora, a Milano. Qui, a poche centinaia di metri da piazzale Loreto, 160 famiglie rischiano di dover lasciare la casa. Il motivo? “Questi stabili saranno saranno coinvolti dal programma di ristrutturazione di Aler con i soldi del Repower Europe – racconta Gianfranco, che fa parte del comitato inquilini – ma Aler non ci ha ancora fornito i dati per dimostrare che per fare la ristrutturazione energetica con cappotti, infissi, pompe di calore sarà necessario svuotare il quartiere”. Le condizioni delle case sono il frutto di “decenni di abbandono in cui non sono mai state fatte ristrutturazioni” aggiunge Gianfranco. E negli anni sono stati gli stessi abitanti a mettersi a posto gli appartamenti con i propri soldi. “Pensa che i muratori quando venivano a fare i lavori avevano paura di ammalarsi perché i muri erano diventati neri” racconta Salvatore. L’operazione, secondo il comitato inquilini, è una “scusa”. “Essendo in zona Loreto vogliono rifare il quartiere abbellendolo e alzando il canone – aggiunge Franca che da 33 anni abita nello stabile – ci dicono che potremo tornare, ma non è vero. Perché una volta che dovrò fare un trasloco per lasciare la mia casa, non ne farò un altro per tornare”. Secondo il comitato inquilini, il quartiere è diventato “molto appetibile per essere riaffittato dopo la ristrutturazione ad affitti molto più alti”.
L'articolo Milano, 160 famiglie costrette a lasciare la casa popolare per i lavori di ristrutturazione. Il comitato inquilini: “Una scusa, ci cacciano per alzare gli affitti” proviene da Il Fatto Quotidiano.