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Milan, tutti contro Furlani: le accuse all’ad, il rimpianto Maldini, l’identità tradita, il popolo rossonero insorge

  • Postato il 7 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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Milan, tutti contro Furlani: le accuse all’ad, il rimpianto Maldini, l’identità tradita, il popolo rossonero insorge

Un film già visto in via Aldo Rossi. Proprio come accaduto lo scorso anno di questi tempi, i tifosi del Milan tornano a contestare la proprietà americana. Questa volta, però, la protesta si sposta sul web, con una petizione contro l’amministratore delegato Giorgio Furlani che viaggia ormai verso quota 20mila sottoscrizioni. L’effetto Allegri si è dissolto nel giro di poche settimane: dal sogno scudetto alimentato dal successo nel derby contro l’Inter al crollo che rischia di compromettere perfino la qualificazione alla prossima Champions League. E mentre i cugini nerazzurri festeggiano il 21esimo scudetto, sull’altra sponda dei Navigli Furlani viene indicato dalla maggior parte dei tifosi come il principale responsabile dell’ennesimo flop rossonero.

Milan, petizione contro Furlani: le accuse all’ad

Bilancio e cuore sono due binari che raramente si incrociano quando si parla di calcio. I fasti dell’era Silvio Berlusconi popolano ancora i pensieri dei tifosi del Milan, abituati fino a non molto tempo fa a dominare in Italia e in Europa con campioni che hanno scritto la storia del calcio moderno. Oggi, però, la realtà è ben diversa. RedBird, almeno nelle intenzioni di Gerry Cardinale, punta a riportare il club ai vertici, ma i risultati raccontano tutt’altro.

Da novembre 2022, cioè da quando Furlani ha preso il posto di Ivan Gazidis come amministratore delegato, il miglior piazzamento del Milan è stato il secondo posto della stagione 2023/24, chiusa a 19 punti dall’Inter. Il punto più basso, però, è stato toccato con l’ottavo posto della scorsa annata, contraddistinta dai disastri del duo portoghese Fonseca-Conceicao. Secondo i tifosi che hanno lanciato la petizione contro Furlani sulla piattaforma change.org, il crollo verticale registrato dalla squadra di Allegri è soprattutto il risultato di una gestione che “rappresenta oggi uno dei principali ostacoli allo sviluppo sportivo e identitario del club”.

Red Bird e l’identità tradita

Quello dell’identità è un concetto che torna più volte e su cui battono e insistono i fan rossoneri. “L’impostazione adottata appare rigidamente orientata a logiche finanziarie” si legge nella presentazione della petizione. Un approccio che ha “trasformato una società storicamente ambiziosa in una realtà percepita come priva di una direzione sportiva chiara”.

Furlani è descritto come una “figura fredda, distante e incapace di rappresentare il club nei momenti chiave. Questa mancanza di connessione con l’ambiente Milan si traduce in una totale assenza di empatia verso tifosi e contesto sportivo, aggravando una frattura ormai evidente tra società e base. Il rischio concreto è di compromettere competitività, identità e attrattività del club nel medio-lungo periodo”. Insomma, questa volta il rapporto, che sembrava ricucito dopo gli arrivi di Tare e Allegri e grazie al colpo Modric, è davvero compromesso. La richiesta è chiara: i tifosi del Milan chiedono le dimissioni dell’ad e “un immediato cambio ai vertici societari”.

Il rimpianto Maldini e la protesta dei tifosi

C’è un nome che continua a tornare con insistenza: quello di Paolo Maldini. Nell’estate del 2023 l’ex direttore dell’area tecnica venne allontanato – come poi ammesso proprio da Furlani – per “realizzare la visione che Cardinale aveva per il club”. Una visione che, però, ancora oggi appare piuttosto confusa. A cosa può ambire il Milan targato RedBird? Le ultime due sessioni di mercato hanno dimostrato che non è bastato ridimensionare il ruolo d Ibrahimovic e affidarsi a un direttore sportivo come Tare per riportare ordine e gettare le basi di un progetto solido.

Abbiamo visto il Milan spendere 39 milioni per Jashari e addirittura 42 per Nkunku, senza ottenere nulla in cambio. Poi i casi emblematici di Boniface e Mateta: settimane inseguendo due centravanti poi risultati “rotti” alle visite mediche. E, oggi, nel Milan non segna più nessuno. Nemmeno Leao e Pulisic. “Non voglio morire cliente di un fondo americano. Liberate l’ostaggio, ridateci il Milan”, scrive Antonio a corredo della petizione. “Vedere una gestione più attenta ai bilanci che ai risultati è inaccettabile: al Milan si vince, non si incassa. Le dimissioni sono un atto dovuto verso la storia e il rispetto di questa maglia” rincara un altro tifoso. “La gestione Red Bird del duo Cardinale-Furlani mi sta togliendo ogni speranza”, sentenzia Mario. Sì, si prospetta un’altra estate incandescente in via Aldo Rossi.

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Virgilio.it

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