Milan, il cantiere è aperto: Amorim come Penelope. A gennaio servono tre colpi
- Postato il 24 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Il Milan è ancora un cantiere aperto, tra una struttura societaria da definire e una squadra che presenta problemi in diversi reparti. L’estate ha portato investimenti e cambiamenti, ma il lavoro per completare la rosa è tutt’altro che concluso. Al centro dei programmi rossoneri c’è Markus Krosche, individuato come possibile nuovo responsabile dell’area calcistica, mentre per gennaio si prospettano almeno tre interventi sul mercato. La difesa ha bisogno di un rinforzo, sulle corsie esterne occorre individuare il profilo più adatto al sistema di gioco e davanti manca un’alternativa affidabile a Goncalo Ramos. Nel frattempo, Ruben Amorim è chiamato a trovare soluzioni senza avere ancora tutte le risposte: come Penelope, che tesseva e disfaceva la propria tela, il tecnico sembra alle prese con esperimenti e correzioni che rendono difficile consolidare un progetto tattico. La situazione offensiva, in particolare, impone riflessioni immediate in vista della trasferta di Udine e della sessione invernale.
- Krosche, il Milan insiste: il progetto parte dalla dirigenza
- Difesa ed esterni, tre colpi per completare la rosa
- Ramos, Cissé e Camarda: il rebus dell'attacco rossonero
- Amorim come Penelope: tra esperimenti e necessità di continuità
Krosche, il Milan insiste: il progetto parte dalla dirigenza
Prima di intervenire sulla squadra, il Milan vuole sistemare la propria struttura dirigenziale. Il nome in cima alla lista è quello di Markus Krosche, ex dirigente dell’Eintracht Francoforte e profilo individuato per il ruolo di Head of Football. Secondo quanto riportato da Tuttosport, la trattativa richiederà però tempo. Il tedesco è legato contrattualmente al club fino al 2028 e il suo eventuale arrivo comporterebbe il pagamento di una clausola per liberarlo. Inoltre, dalla Germania filtrerebbe la possibilità che Krosche voglia concedersi una pausa dopo cinque anni particolarmente intensi. Il Milan, invece, avrebbe interesse a definire la questione rapidamente, anche per programmare con una guida precisa il mercato di gennaio. La scelta del responsabile dell’area calcistica diventa quindi un passaggio fondamentale per coordinare gli acquisti e dare maggiore continuità alle decisioni tecniche. Senza una struttura definita, anche la pianificazione dei rinforzi rischia di procedere a rilento.
Difesa ed esterni, tre colpi per completare la rosa
Il mercato invernale dovrebbe concentrarsi su tre ruoli: un difensore centrale, un esterno e un attaccante che possa alternarsi con Ramos. Per la retroguardia, uno dei nomi indicati è Goncalo Inácio dello Sporting Lisbona, mentre tra i profili monitorati compare anche Luca Reggiani, giovane centrale classe 2008 del Borussia Dortmund. Si tratta di piste da seguire, non di operazioni già definite. Il secondo intervento riguarderà le corsie esterne, dove il Milan dovrà capire se sia più urgente rinforzare la fascia destra oppure quella sinistra. Anche le caratteristiche del giocatore dipenderanno dalle scelte tattiche di Amorim: un terzino adatto alla difesa a quattro oppure un elemento capace di coprire tutta la fascia in un sistema differente. La flessibilità tattica può essere una risorsa, ma diventa un problema quando la rosa non presenta ancora le caratteristiche necessarie per sostenere le diverse soluzioni. Tre innesti mirati potrebbero aiutare il Milan a colmare le lacune più evidenti, a patto di individuare profili realmente funzionali alle esigenze dell’allenatore.
Ramos, Cissé e Camarda: il rebus dell’attacco rossonero
Il reparto offensivo è quello che pone gli interrogativi più immediati. Goncalo Ramos ha segnato tre gol, ma il recente sovraccarico al polpaccio ha riacceso i dubbi sulla disponibilità del portoghese, in vista della partita contro l’Udinese. Le indicazioni più recenti parlano di condizioni in miglioramento, ma la possibilità di vederlo titolare deve essere valutata in base al recupero effettivo. Alle sue spalle, Francesco Camarda non sembra ancora pronto per sostenere con continuità il peso dell’attacco della prima squadra.
Contro il Bournemouth, Amorim ha preferito provare Alphadjo Cissé nel ruolo di centravanti, una scelta che evidenzia la necessità di trovare alternative in caso di assenza del titolare. Cissé, già protagonista con cinque gol secondo i dati riportati dalla testata, aveva anche realizzato una tripletta contro il Salisburgo, giocando da esterno con inserimenti in area. Resta però da verificare se possa garantire lo stesso rendimento partendo stabilmente da prima punta. La sensazione è che il Milan non possa affidarsi soltanto agli esperimenti: un vice-Ramos rappresenta una priorità concreta per gennaio, soprattutto per evitare che un problema fisico del titolare costringa Amorim a ridisegnare continuamente l’attacco.
Amorim come Penelope: tra esperimenti e necessità di continuità
La metafora di Penelope descrive un Milan che cerca ancora la propria identità, con un allenatore chiamato a modificare la tela tattica in funzione delle risorse disponibili. Amorim deve trovare un equilibrio tra la necessità di valorizzare gli elementi già presenti e quella di ottenere risultati senza poter contare su alternative adeguate in ogni reparto. La gestione della prima punta è l’esempio più evidente, ma anche la scelta degli esterni e l’assetto difensivo dipenderanno dai rinforzi che la società riuscirà a portare a Milano. La trasferta di Udine rappresenta intanto un banco di prova per verificare le condizioni di Ramos e capire se Cissé possa essere utilizzato anche in una posizione più centrale. Camarda, dal canto suo, avrà bisogno di un percorso di crescita senza essere caricato di responsabilità eccessive. Sullo sfondo resta il lavoro per arrivare a Krosche e definire una strategia condivisa. Il mercato di gennaio sarà un passaggio importante per trasformare gli esperimenti in un progetto più stabile, ma fino a quando non arriveranno rinforzi e certezze sulla struttura societaria, il Milan continuerà a convivere con interrogativi ancora aperti.