Milan, ecco il nuovo direttore sportivo: la mossa della disperazione?
- Postato il 22 giugno 2026
- Sport
- Di Libero Quotidiano
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Milan, ecco il nuovo direttore sportivo: la mossa della disperazione?
Dopo un mese esatto, finalmente il Milan ha una nuova società. Il vuoto di potere è stato colmato da Gerry Cardinale al termine di un casting lunghissimo, fatto di prime scelte e rifiuti e di ripieghi che hanno ridisegnato l’asset del club di via Aldo Rossi. Il nuovo amministratore delegato è Massimo Calvelli che, di fatto, in questo mese di uffici deserti a Casa Milan è già stato l’uomo di riferimento. A colpire di più l’immaginario è stata la scelta del nuovo direttore sportivo, ridefinito come “Director player trading”, cioè Hendrik Almstadt.
Chi è costui? Tedesco, 34 anni, è un giovane manager laureato alla London School of Economics e con un MBA conseguito ad Harvard. L’uomo che Gerry Cardinale su cui ha deciso di puntare per guidare le strategie di mercato rossonere. Rappresenta il prototipo del dirigente moderno.
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Dopo gli studi universitari in Economia, ha costruito il proprio percorso professionale all'interno di club e organizzazioni sportive dove analisi dei dati, sostenibilità economica e pianificazione strategica hanno un Ha iniziato nel settore finanziario, lavorando per la banca d'investimento Goldman Sachs a Francoforte, dove si è occupato di analisi e operazioni finanziarie.
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Nel nuovo assetto societario del Milan, Almstadt è destinato ad assumere un ruolo centrale accanto alla figura del nuovo architetto di squadra, il portoghese Ruben Amorim, diventando uno dei principali riferimenti nelle operazioni di compravendita dei giocatori. A sostenerlo nell’attività di individuazione dei calciatori adatti alle richieste dell’allenatore ci sarà Bobby Gardiner, promosso a direttore della Football Intelligence.
Almstadt è conosciuto poco mediaticamente, ma ha già lavorato per il Milan sotto la gestione di Ivan Gazidis nel 2019, come responsabile delle analisi tecnico-economiche dei giocatori. Proprio con Gazidis ha cominciato la sua formazione, lavorando dal 2010 al 2015 per l’Arsenal. Anni cruciali, in cui i Gunners hanno dovuto ricostruire da capo una solidità economica, dopo gli sforzi fatti per costruire l’Emirates Stadium. Quindi, nell’estate del 2015 ecco un’altra esperienza formativa per Almstadt, quella di direttore sportivo all’Aston Villa. Durata solo pochi mesi, però, fino al marzo 2016. Il manager tedesco è passato poi al circuito professionistico di golf PGA European Tour, dove ha ricoperto incarichi dirigenziali legati ai rapporti con i giocatori.
La filosofia resta quella cara a RedBird: investimenti mirati, valorizzazione dei giovani talenti e attenzione ai conti. Non a caso Cardinale ha più volte ribadito la necessità di coniugare competitività e sostenibilità economica, sottolineando come il successo sportivo debba andare di pari passo con la solidità finanziaria del club. Per questo la scelta di Almstadt non appare casuale. Il proprietario americano vuole costruire un Milan capace di programmare il futuro senza dipendere esclusivamente dai colpi di mercato. E il manager tedesco, oggi tra gli uomini più ascoltati nell'organigramma rossonero, è chiamato a trasformare questa visione in realtà.
Una missione delicata, che passerà inevitabilmente dalle prossime mosse estive e dalla capacità di riportare il Diavolo stabilmente ai vertici del calcio europeo. Altri manager del fondo saranno David Castelblanco, braccio destro di Gerry in RedBird sul fronte degli investimenti, ed il solito Ibra, consulente della proprietà. Sopra le parti Paolo Scaroni, che resta presidente. Il nuovo Milan è tratto, ora ai tifosi interessano solo due cose: la campagna abbonamenti e un mercato all’altezza del Milan.
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