Milan, Cardinale avvia la rivoluzione totale, che fine fanno Ibrahimovic e i senatori
- Postato il 25 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Per il Milan sarà Europa League. A consegnare lo spietato verdetto ci ha pensato il Cagliari di Pisacane, capace di ribaltare la sfida di San Siro nell’ultima giornata di campionato e di spedire i rossoneri fuori dalle prime quattro. Obiettivo stagionale fallito, missione Champions naufragata. Una bocciatura che difficilmente resterà senza strascichi. Anzi, da via Aldo Rossi la conseguenza è una sola e porta dritto a un profondo cambiamento.
Servirà ricompattare un ambiente che ha perso fiducia, rimettere mano al progetto tecnico e ripensare anche i conti, ora che il mancato accesso alla massima competizione europea peserà come un macigno sulle casse del club. Il segnale, del resto, era arrivato forte e chiaro già al triplice fischio contro i sardi, con la curva che ha chiesto una rifondazione. E adesso, in casa Milan, non si salva quasi nessuno.
In casa Milan si cambia tutto
Champions mancata per la seconda stagione di fila. Il Milan si ritrova a fare i conti con uno scenario che a inizio anno nessuno, in dirigenza, aveva messo in preventivo. E ora il restyling, più che un’opzione, diventa un obbligo. Si cambia tutto, o quasi, dall’organigramma fino alla rosa. Il primo nome sul tavolo è quello dell’amministratore delegato Giorgio Furlani, in sella dal dicembre 2022, che rischia seriamente la poltrona. Stesso destino, con ogni probabilità, per il direttore sportivo Tare e per il direttore tecnico Moncada. La palla, adesso, passa a Gerry Cardinale. Sarà il numero uno di RedBird a decidere le mosse. In bilico, neppure a dirlo, c’è pure Allegri.
Tutti da scegliere i dirigenti
Saranno giornate intense in casa Milan. Tutto è cominciato ieri, prima della sfida contro il Cagliari: Cardinale ha pranzato con Ibrahimovic, suo consigliere personale e che non rischia nulla, il consigliere d’amministrazione Calvelli e la chief brand officer Montini. A metà strada si è aggiunto pure Moncada. Sul tavolo il futuro della società. Poi, però, è arrivato il momento di scendere in campo, è arrivata la sconfitta, ed è arrivato il colpo di grazia. E con ogni probabilità metà delle ipotesi discusse a pranzo è finita dritta nel cestino.
Adesso il rebus si fa intricato. Perché sì, sono praticamente tutti in discussione, ma qualcuno dovrà pur sedersi al timone e prendere le decisioni che contano, a partire dal nome del nuovo allenatore, qualora Allegri dovesse essere mandato via. E qui scatta il primo cortocircuito. A sceglierlo, in teoria, dovrebbe essere il futuro amministratore delegato. Si fa il nome di Adriano Galliani, ma il ritorno dell’ex storico dirigente non è una pratica così semplice da chiudere.
E il copione si ripete a cascata. Sarà il nuovo ad, una volta individuato, a scegliere il direttore sportivo. Anche lì, però, nessun candidato forte all’orizzonte: D’Amico è in uscita dall’Atalanta e resta un profilo interessante, ma anche la sua eventuale chiamata passerebbe dalla scrivania del numero uno operativo. Insomma, chi muoverà davvero le prime pedine? Sulla carta, Ibrahimovic e Calvelli. Ma anche le loro posizioni, in questo nuovo Milan che verrà, sono da ridiscutere.
I fedelissimi di Allegri in bilico
Dunque, tutto è in discussione. Non solo l’organigramma societario, ma anche inevitabilmente la rosa. L’assenza dalla Champions cambia gli scenari, a partire da Luka Modric. Il croato ha ancora un anno di contratto, a Milano si trova bene, ma l’ultima parola spetta a lui. Tra poche settimane volerà al Mondiale, a settembre spegnerà 41 candeline: non è impensabile che, senza il palcoscenico Champions, decida di chiudere altrove la sua straordinaria carriera. Tanto più che con Allegri, in bilico, si era creato fin da subito un feeling speciale.
E Modric non è l’unico fedelissimo del tecnico livornese che potrebbe salutare la compagnia. C’è anche Adrien Rabiot. Il francese, nel 2023 aveva scelto da parametro zero una Juventus senza coppe proprio per ritrovare Allegri e il suo staff. Un anno dopo, all’esonero di Max, fece le valigie. Un copione che, le condizioni essendo quelle che sono, rischia di andare in scena una seconda volta. Occhio infine al fronte mercato per Pavlovic. Sul difensore serbo si registra più di un interessamento: dalla Premier League si è mosso il Manchester United, mentre dalla Turchia spingono Galatasaray e Fenerbahce.