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Michael: il biopic su Jackson è un atto d’amore per i fan

  • Postato il 21 aprile 2026
  • Di Panorama
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  • 7 min di lettura
Michael: il biopic su Jackson è un atto d’amore per i fan

Dopo rinvii e rinvii, eccolo, finalmente, Michael, l’attesissimo biopic su Michael Jackson, dal 22 aprile nelle sale italiane distribuito da Universal Pictures.

Il Re del Pop moriva a soli 50 anni, nel 2009, lasciando una strepitosa e rivoluzionaria eredità musicale e una complessa e controversa storia umana. Il film di Antoine Fuqua di questo materiale poderoso e scottante oggi cosa fa? Ci racconta MJ come farebbe un fan, in una celebrazione artistica ed emotiva, trovando infatti il favore entusiasta dei “moonwalkers”, come abbiamo appurato a Berlino, all’anteprima mondiale del lungometraggio, tra giovani e meno giovani in mocassini neri e calzini bianchi, guanti di paillettes e giacche di pelle e strass.

Come Jaafar è diventato Michael Jackson

«Il processo di preparazione alla parte è stato divertente e difficile allo stesso tempo», ha detto Jaafar Jackson dalla Uber Eats Music Hall di Berlino.

29 anni, figlio di Jermaine Jackson, insieme a Marlon e Jackie tra i fratelli di Michael a sostenere il film, Jaafar ha una luce gentile in viso, che trasfonde con passione e delicatezza nel personaggio del celebre zio.

Ci ha messo due anni per prepararsi al ruolo, ballando ogni singolo giorno, fino a non sentire più i piedi. Ha seguito le lezioni del duo di coreografi Rich + Tone Talauega, che hanno ballato con MJ nelle sue tournée a partire dall’HIStory Tour nel 1996.

Michael: il biopic su Jackson è un atto d’amore per i fan
Jaafar Jackson a Berlino durante la Global Fan Celebration, 11 aprile 2026 (Photo by Andreas Rentz/Getty Images for Universal Pictures)

MJ nella sua Isola che non c’è

Michael sceglie di inquadrare Michael Jackson sotto due sole luci: da una parte c’è l’artista strepitoso, capace di suscitare un’adorazione esaltata, dall’altra l’uomo oltremodo sensibile e attento ai più piccoli, che pian piano si affranca dal giogo del padre (interpretato da Colman Domingo) e rimane ancorato a quell’infanzia negata, come un Peter Pan, sognando la sua Isola che non c’è. Lo vediamo trasformare la casa di Hayvenhurst, che è stata vera location delle riprese, nel parco dei suoi sogni, con animali come una giraffa, il lama Louis e l’amato scimpanzé Bubbles, che Fuqua ha ricreato in digitale calcando fastidiosamente la mano sull’umanizzazione.

I lati più nettuniani e ambigui di Michael? Intuibili e nell’aria, ma finora saltati a pie’ pari dalla sceneggiatura di John Logan. Il film segue il canovaccio convenzionale dell’ascesa, quindi della caduta, con l’incidente durante le riprese di uno spot della Pepsi in cui i suoi capelli presero fuoco con gravi ustioni e danni permanenti, fino al ritorno sul palco e all’apoteosi di Wembley, con il pubblico in delirio tra svenimenti e barelle. Era il 1988. Le prime accuse per molestie su minori sarebbero arrivate nel 1993.

Nessuna ombra sul Michael Jackson di Fuqua, lui stesso fan di MJ. Da regista afroamericano qual è, nel Re del Pop ha avuto «un’ispirazione per la sua carriera». Dal palco di Berlino ha detto: «Volevamo farvi sentire il più vicino possibile a un concerto di Michael Jackson, ma anche farvelo conoscere in un modo diverso».

Michael: il biopic su Jackson è un atto d’amore per i fan
Jaafar Jackson interpreta Michael Jackson nel film “Michael” (Photo Credit: Universal Pictures)

Michael, le recensioni dei fan a Berlino

Se Jaafar non delude, nella voce delicata quando parla con i suoi pet speciali o con la madre (interpretata da Nia Long), come pure nell’iconico moonwalk e nei passi di danza, è ancor più strepitoso Juliano Valdi, che dà un’energia stupenda al Michael bambino.

Nel 1988, pochi mesi prima della storica caduta del muro, a Berlino Michael Jackson tenne un concerto pieno di significato: il Bad World Tour fece tappa in Platz der Republik, a ridosso del muro, vicino al Palazzo del Reichstag, con gli altoparlanti rivolti verso Est. Se nell’Ovest parteciparono 57.000 persone, dall’altra parte centinaia di cittadini della Germania Est si radunarono nei pressi del confine, per ascoltare la musica di MJ. 38 anni dopo, il “tour” di Michael verso le sale è partito proprio dalla capitale tedesca.

«Chi è fan si emozionerà. Chi non lo è si appassionerà, conoscerà l’uomo, l’artista, il genio. Come il talento, la determinazione, la costanza, la passione hanno portato Michael ad essere una star planetaria. L’uomo nello specchio che non smetteremo mai di ammirare ed amare», ci dice Sara di Trento, tra i fan italiani accorsi a Berlino per la premiere mondiale e la Global Fan Celebration. «Jaafar ricorda la gentilezza d’animo di suo zio Michael in ogni movenza».

«È un film toccante: racconta la fragilità e la complessità di Michael, dando finalmente spazio alla sua umanità, troppo a lungo trascurata», le fa eco Letizia di Ancona. «Oltre a celebrare la leggenda indiscussa, emerge la sua anima, generosa e vulnerabile con il peso di una vita straordinaria iniziata fin da bambino. L’evento di Berlino? Un’immersione nella sua magia unica, nel suo spirito senza tempo».

Michael: il biopic su Jackson è un atto d’amore per i fan
Da sinistra: Bigi Jackson, Prince Jackson (figli di MJ), Jackie Jackson e Jermaine Jackson (fratelli di MJ) a Berlino, 10 aprile 2026 (Photo by Andreas Rentz/Getty Images for Universal Pictures)

Michael, un film che farà felici i fan

Eleonora, dalla provincia di Verona, in MJ ha trovato anche una sorta di Cupido: «Galeotto fu Michael Jackson nel conoscere mio marito. Frequentavamo una community e pian piano ci siamo conosciuti e… sposati», ci dice. «A Berlino abbiamo rivissuto la magia».

«Attraverso questo film, sento di aver capito Michael davvero, come mai prima d’ora», ci ha detto Fanta, arrivata nella capitale tedesca da Bergamo e originaria del Mali. «Mi ha toccata nel profondo: mi ha fatto riflettere anche sulla mia vita. Jaafar è straordinario: ha reso giustizia a suo zio Michael come nessun altro avrebbe potuto fare. Domingo è talmente convincente che provavo quasi timore ogni volta che appariva sullo schermo».

«Berlino è stata un’esperienza bellissima, che ha risvegliato in modo potente il mio amore per Michael e la sua musica», ci racconta Silvia di Padova, fan di MJ da 39 anni. «La premiere è stata qualcosa di unico e raro, un’unione trasversale tra sessantenni e ventenni, ognuno a raccontare il proprio vissuto con Michael. Questa fanbase è speciale: da sempre non amiamo solo la sua musica ma il suo animo».

Michael: il biopic su Jackson è un atto d’amore per i fan
Jaafar Jackson, Nia Long, Juliano Valdi e Miles Teller alla premier di “Michael” alle Uber Eats Music Hall di Berlino, 10 aprile 2026 (Photo by Gerald Matzka/Getty Images for Universal Pictures)

La ricerca di libertà creativa di MJ

Michael si apre con Michael Jackson bimbetto, tra le prime esibizioni in casa con i fratelli e le cinghiate del padre, che vedeva nel suo falsetto angelico e nella vivace presenza scenica il fulcro del successo della famiglia. Passiamo poi attraverso il contratto dei Jackson 5 con la Motown e la travagliata ricerca di MJ di una vera libertà artistica individuale.

«Non credo si possa comprendere appieno Michael come persona senza tornare al modo in cui ha scoperto la sua direzione creativa», ha detto Fuqua. «Si vede come fosse combattuto tra l’amore per la famiglia e la spinta a creare la propria arte, come lottasse contro la solitudine mentre cercava la libertà. Questo film ripercorre il processo necessario al suo successo».

Michael: il biopic su Jackson è un atto d’amore per i fan
Jaafar Jackson firma autografi prima della premiere mondiale di “Michael” a Berlino, 10 aprile 2026 (Photo by Andreas Rentz/Getty Images for Universal Pictures)

Perché un biopic su Michael Jackson

Perché un biopic su MJ ora? Dopo gli ottimi riscontri al botteghino di Bohemian Rhapsody, il produttore Graham King è stato sommerso da offerte per biopic musicali. Ma una volta esplorato Freddie Mercury, non poteva che osare ancora di più. Conoscendo la famiglia Jackson dal 1981 ed essendo da sempre un fan di Michael Jackson, la strada è sembrata chiara.

«Nessuno è mai riuscito a unire così tante persone diverse attraverso la musica come Michael», ha osservato King. «Abbiamo preso a cuore quest’idea. Inoltre, c’è anche un’intera nuova generazione che non ha mai avuto la possibilità di vederlo esibirsi dal vivo. Ed è proprio questo che ci ha spinto a riportare in vita i suoi momenti più iconici con tutta la portata, la grandiosità e l’amore che Michael metteva in tutto ciò che faceva».

Il film si chiude con la scritta “His story continues”. Sì, un sequel è in fase di sviluppo.

Autore
Panorama

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