Messico-Ecuador: fulmini, tempesta e gol, il sogno continua, Aguirre vince il derby della "Tri" e il paese impazzisce di gioia
- Postato il 1 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Mexico, Mexico, ga-na-rà. L’urlo degli 83mila spettatori dell’Azteca è assordante: era stata disposta la chiusura di tutte le scuole chiuse ed autorizzato lo smart working in tutto il Paese per questa gara dei sedicesimi contro la sorpresa Ecuador nel derby del “Tri” e l’attesa è stata premiata: la nazionale di Aguirre si è imposta per 2-0 con due gol segnati prima della mezzora in soli 9′ da Quinones e Jimenez dopo che la gara era stata posticipata di un’ora per l’allerta fulmini. Il Messico aspetta ora la vincente di Inghilterra-Congo sognando di continuare il cammino e far megliio rispetto ai Mondiali del 1970 e del 1986 per rompere la maledizione e superare la barriera della quinta partita.
La tempesta perfetta
Quando il temporale si è placato è arrivata la tempesta messicana che ha spazzato via l’Ecuador di Beccacece. E’ finita con tutto lo stadio a cantare assieme ai giocatori, un coro di migliaia di voci da far accapponare la pelle. La gara ha preso subito un indirizzo preciso, con il Messico più efficare e l’Ecuador imbrigliato in un possesso palla sterile. Nel momento di maggior difficoltà la prima vera palla gol è dei sudamericani: Yeboah ha inventato un tunnel in area e ha scagliato un tiro potente che si è infranto sul palo.
La svolta della partita
La Tri ha ritrovato fiducia e ha iniziato a orchestrare i propri attacchi ma proprio quando sembrava che l’Ecuador stesse trovando il suo ritmo, il Messico si è dimostrato letale in contropiede. Julián Quiñones, dopo una finta perfetta su Pacho, ha concluso con il destro, insaccando la palla nell’angolo alto a sinistra della rete per il gol del vantaggio. Il pressing alto dell’Ecuador si è rivelato costoso, forse vittima dell’eccessiva sicurezza seguita al precedente tiro sul palo.
Il rosso a Hincapiè
Poco dopo la pausa per idratarsi, il Messico ha approfittato di una grave disattenzione difensiva dell’Ecuador . Un errore clamoroso di Ordóñez ha regalato la palla a Raúl Jiménez, che non ha sbagliato, insaccandola direttamente all’incrocio dei pali. Che storia quella dell’autore del raddoppio: nel 2020 rischiò di morire per una frattura al cranio riportata durante una partita di Premier League e proprio oggi celebra il ritorno al Wolverhampton dopo tre stagioni nel Fulham. Nel finale, l’Ecuador ha cercato di salvare la partita facendo ciò che non era riuscito a fare per tutti i 90 minuti : attaccare. Il tempo stringeva e la loro disperazione cresceva. Il Messico ha optato per un approccio più difensivo, lasciando scorrere gli ultimi secondi. L’Ecuador non è riuscito a colmare il divario nonostante i disperati tentativi. Hincapié è stato espulso per aver coperto la bocca (probabilmente mentre insultava Jimenez), e la partita si è conclusa.
“E se fosse vero?” diventa più di un semplice nuovo motto nazionale in Messico. È un modo per spiegare la speranza incrollabile che caratterizza questo Paese. È una realtà. Perché ora tutto sembra possibile nella terra dei Maya e degli Aztechi.