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Messi sarà celebrato da re, Ronaldo è un problema: Jorge Jesus scomoda Pelé e Maradona e sceglie ancora Ramos

  • Postato il 30 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Messi sarà celebrato da re, Ronaldo è un problema: Jorge Jesus scomoda Pelé e Maradona e sceglie ancora Ramos

Hanno dominato il calcio mondiale per quasi vent’anni. Si sono contesi record, trofei e Palloni d’Oro, hanno trasformato ogni confronto in una sfida personale. Leo Messi e Cristiano Ronaldo sono ancora lì, a 39 e 41 anni, ma stanno vivendo gli ultimi capitoli delle loro carriere in modo completamente diverso. L’argentino si prepara a salutare la nazionale nel Monumental, davanti a uno stadio pieno e a un Paese pronto a tributargli un omaggio regale dopo un altro Mondiale da protagonista, chiuso con la finale persa contro la Spagna. Il portoghese, invece, si aggrappa al campione ch’è stato. Non vuole saperne di alzare bandiera bianca, ma ormai il rapporto con la nazionale e i suoi tifosi si è incrinato (forse) in maniera definitiva dopo l’ultimo caso che ha costretto anche il presidente della Federazione a intervenire d’urgenza. Due leggende al tramonto, ma il viale imboccato dall’ex Juventus e Real Madrid è pericoloso. E rischia di rovinare l’epilogo della sua meravigliosa carriera. Che meriterebbe un lieto fine.

Re Messi saluta l’Argentina: il Monumental prepara l’ultima festa

Il conto alla rovescia è già cominciato. Il 6 ottobre Messi tornerà a indossare per l’ultima volta la maglia dell’Argentina: appuntamento al Monumental di Buenos Aires contro il Benin. Sarà la 208ª presenza del fuoriclasse con l’Albiceleste, dopo 21 anni di Nazionale e 125 gol. La partita è già sold out e l’AFA ha preparato una maglia speciale per l’occasione, con il numero 10 dorato e un richiamo al sole della bandiera argentina. Dopo il match sono previsti un omaggio sul campo, una targa, una maglia celebrativa e un video dedicato alla carriera del capitano.

La festa comincerà però molte ore prima con il Fan Fest “Gracias, Leo” nella Ciudad Universitaria della UBA, a pochi passi dal Monumental: apertura alle 12:00 e chiusura a mezzanotte, con musica, gastronomia, giochi, esperienze interattive, influencer, streamer e un maxischermo per seguire Argentina-Benin. La Federazione ha invitato alla serata anche i campioni del mondo del 2022. Non potranno però esserci Dybala e Molina, bloccati dalla Roma per motivi legati al calendario del club. Al Monumental sarà una notte costruita per celebrare il capitano: l’ultima partita, l’ultimo giro di campo, l’ultimo abbraccio con la maglia dell’Argentina.

Messi sarà celebrato, Ronaldo è diventato un problema: l’ultimo caso

Il caso Ronaldo è esploso dopo la panchina contro la Norvegia, nell’ultima gara di Nations League. Jorge Jesus, peraltro suo ex allenatore all’Al-Nassr, aveva inizialmente previsto di mandarlo in campo nella mezz’ora finale, ma il ct ha poi cambiato idea per come si era sviluppata la partita. Il Portogallo ha vinto 2-1 a Oslo e CR7 è rimasto in panchina per tutti i 90 minuti, una situazione che non si verificava in una gara ufficiale della nazionale addirittura dal 2008.

Ronaldo non ha preso affatto bene la decisione. Al fischio finale non ha partecipato ai festeggiamenti con i compagni ed è rientrato direttamente negli spogliatoi, senza fermarsi a salutare i tifosi. Il giorno successivo non si è allenato sul campo con il resto della squadra e ha svolto lavoro individuale in palestra. La Federazione portoghese ha escluso problemi fisici, spiegando che il giocatore stava seguendo un programma specifico. La tensione è cresciuta fino a spingere il presidente della Federcalcio portoghese Pedro Proença ad anticipare il viaggio in Scandinavia per incontrare Ronaldo e Jesus. Nel frattempo, però, il capitano e il ct hanno avuto un nuovo colloquio a Malmö per provare a chiudere il caso.

CR7 era già stato contestato durante il Mondiale

La discussione sul ruolo di Ronaldo non è certo iniziata dopo quanto lo screzio di Oslo. Durante il Mondiale 2026 il fuoriclasse di Madeira era già stato criticato per il rendimento e per il suo peso nella squadra. Pur essendo diventato il primo calciatore a segnare in sei edizioni del Mondiale, a 41 anni il cinque volte Pallone d’Oro non è più il giocatore che aveva incantato in Europa dando vita a una rivalità entusiasmante con Messi. Molti tifosi, ma anche diversi media, si erano già interrogati sulla possibilità che per Ronaldo fosse arrivato il momento di dire addio al Portogallo, anziché andare avanti rischiando di compromettere lo status da leggenda e la sua immagine.

Portogallo, Jorge Jesus ha deciso: tocca ancora a Ramos

Jorge Jesus non cambia idea. Alla vigilia della partita di Nations League con la Danimarca ha confermato che l’attaccante del Milan Gonçalo Ramos partirà titolare per la seconda partita consecutiva. Ciò significa una sola cosa: nonostante il chiarimento tra le parti favorito dalla mediazione del presidente federale Proença, Cristiano Ronaldo finirà di nuovo in panchina.

“Se tutto va secondo i piani, giocherà Ramos”, ha detto il ct portoghese. Del resto, il centravanti ex PSG è stato decisivo contro la Norvegia, segnando il gol del 2-1 dopo essere partito dal primo minuto proprio al posto di CR7. Jesus ha messo le cose in chiaro, ribadendo di avere piena autonomia nelle scelte: “Sono io l’allenatore”. E ha spiegato che nessun giocatore può modificare le sue decisioni. Neppure Ronaldo, per intenderci.

Il ct scomoda Pelé e Maradona per spiegare la panchina di Ronaldo

Poi Jesus ha parlato dello status di Ronaldo. Il tecnico ha ammesso che nessun giocatore può essere contento dopo aver passato 20 o 30 minuti a riscaldarsi senza poi entrare. “Non ce n’è uno che sarebbe contento. Tanto meno Cris. Anche se fosse Pelé, anche se fosse Maradona”, ha spiegato il tecnico. Il riferimento è alla delusione per non essere stato chiamato in causa. Ma la decisione resta dell’allenatore: “I diritti sono uguali e come allenatore ho deciso che non entrasse”.

Jesus ha raccontato anche la conversazione avuta con Ronaldo dopo la partita, spiegando che il capitano gli avrebbe dato la propria disponibilità ad accettare qualsiasi scelta: in campo, in panchina o persino in tribuna. “Nessun giocatore cambierà mai le mie idee. Né lui né nessun altro nel calcio. Nemmeno un presidente”, ha aggiunto il ct.

Ronaldo, è rottura: via dal ritiro dopo la conferenza di Jorge Jesus

Dopo la conferenza stampa del ct, Cristiano Ronaldo ha saltato per il terzo giorno consecutivo l’allenamento della nazionale. Secondo quanto riferito da A Bola, il capitano del Portogallo ha lasciato lo stadio Parken di Copenaghen a bordo di un furgone della Federazione, mentre tutti i suoi compagni di squadra, a eccezione di Francisco Conceicao, erano già in campo. Il quotidiano spagnolo Marca fa sapere che è in procinto di volare per Madrid a bordo del suo aereo privato.

Dunque, se per Jesus il caso è chiuso, non lo è affatto per Ronaldo. A 41 anni, con una carriera ormai arrivata (quasi) ai titoli di coda, l’eterno confronto con Messi diventa ancora una volta inevitabile. Mentre l’argentino si prepara a essere celebrato dal suo Paese in una serata costruita per salutare il suo capitano, Ronaldo vive una situazione molto diversa. La speranza è che la storia col Portogallo non si sia conclusa oggi, così. Perché sarebbe il modo peggiore. Una fine senza gloria.

Autore
Virgilio.it

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