Merz è finito, ma annuncia riforme
- Postato il 21 settembre 2026
- Esteri
- Di Libero Quotidiano
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Merz è finito, ma annuncia riforme
Il risultato elettorale in Meclemburgo-Pomerania Anteriore è «un disastro». Lo ha riconosciuto lo stesso Friedrich Merz appena mezz’ora dopo i primi exit poll che danno l’Afd in testa con il 38%, l’Spd a ruota con il 36,5% e la Cdu che con il 5% sfiora l’uscita definitiva dal parlamento del Land, ottenendo meno della metà dei voti ottenuti nel 2021 (13,5) e meno di quanto gli ultimi sondaggi gli attribuivano (6-7 per cento).
NUOVE INCERTEZZE
Eppure Merz non lascia, anzi annuncia riforme che probabilmente non piaceranno a tutti: «Abbiamo bisogno di un cambiamento», ha detto, «e il cambiamento richiede impegno, non tutto sarà accolto con approvazione immediata». Il Cancelliere prevede «oneri e nuove incertezze« per molte persone ma promette che gli effetti arriveranno, prima o poi. Più poi che prima, «ma proprio per questo motivo, non possiamo rimandare le decisioni ora». Insomma Merz invece di difendersi, attacca. Ha annullato il viaggio all’Onu a New York, ha convocato d’urgenza il Präsidium del partito che di solito il leader della Cdu riunisce il mattino dopo le elezioni. E ha trasformato la batosta in argomento per restare annunciando riforme importanti che faranno progredire il Paese, che miglioreranno «la nostra immagine di noi stessi» e «l’immagine della Germania nel mondo». Ma riuscirà a farle dal momento che in quasi un anno e mezzo non ha fatto quasi nulla di ciò che aveva promesso? L’impressione è che gli elettori della Cdu abbiano perso le speranze, e certamente questo è già successo in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e in Sassonia Anhalt, come il voto ha ampiamente dimostrato.
Peraltro è poco consolante anche il risultato di Berlino dove la Cdu ha ottenuto con il 20% un risultato «rispettabile» (parole dello stesso Merz), ma comunque sempre l’8% in meno rispetto al 2023. Nella capitale è arrivato un altro voto contrario al governo a 360 gradi, con la sinistra di Die Linke che ha ottenuto il 26% dei voti mentre i socialdemocratici sono crollati al 12%, sei punti in meno rispetto al 2023. L’Afd cresce anche a Berlino arrivando al 13,5%, ottenendo oltre 4 punti in più rispetto alle precedenti elezioni, ma qualcosa in meno rispetto agli ultimi sondaggi. Abbastanza però perché la leader Alice Weidel si sia sentita libera di dichiarare che ormai l’Afd è entrato «al centro della popolazione» ed è il «partito più forte» a livello nazionale.
Se il 5% in Meclemburgo-Pomerania dovesse essere confermato, la Cdu potrebbe tirare un sospiro di sollievo per non essere sparita, ma rischia di rientrare in gioco per il governo locale del Land, confermando l’alleanza federale con i socialdemocratici che si è dimostrata un abbraccio mortale. Con quel 36,5% la socialdemocratica Manuela Schwesig pur perdendo tre punti rispetto al 39,6% del 2021 resta l'unica che può formare un governo. Il problema è che la sua vecchia maggioranza non c’è più. L’alleanza con la Linke non basta avendo quest’ultima dimezzato i voti, mentre il BSW di Sahra Wagenknecht con il 4,8% rischia di restare fuori dal parlamento. Ed è qui che potrebbe entrare in gioco il suicidio della Cdu.
ALLEANZA ROSSOVERDE
A Berlino il disastro ha un colore diverso ma il risultato per Merz è sempre lo stesso. Vista la contemporanea implosione dei socialdemocratici il Rotes Rathaus passa da una coalizione identica a quella federale, la rosso-nera guidata da Stefan Evers, a una rosso fuoco - verde dominata dalla sinistra radicale. Per raggiungere la maggioranza dei seggi nel Parlamento regionale, la leader locale di Linke Elif Eralp dovrà necessariamente cercare un accordo per formare un’alleanza con i Verdi e i socialdemocratici. L'unico punto fermo rimane il Brandmauer, il muro ideologico contro l’Afd.
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