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Mercato degli affitti, Catanzaro indica la strada: accordi ampi e più liberta contrattuale

  • Postato il 1 giugno 2026
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Mercato degli affitti, Catanzaro indica la strada: accordi ampi e più liberta contrattuale

Il Quotidiano del Sud
Mercato degli affitti, Catanzaro indica la strada: accordi ampi e più liberta contrattuale

CATANZARO (ITALPRESS) – Nelle grandi città italiane il mercato degli affitti sta vivendo una trasformazione profonda: il contratto ordinario “4+4” perde terreno — rappresentando ormai poco più di un terzo delle nuove locazioni nelle otto maggiori città —, mentre crescono i contratti a canone concordato e quelli transitorie. È il segnale che proprietari e inquilini cercano formule più flessibili e sostenibili, attratti anche dalla cedolare secca al 10% e dagli sconti Imu. Tuttavia, come emerge da un’analisi pubblicata oggi dal Sole 24 Ore, gli accordi territoriali funzionano solo se non diventano gabbie burocratiche. Se pretendono di stabilire dall’alto il valore degli immobili, ignorando qualità e territorio, finiscono per comprimere il mercato. Le fasce di oscillazione devono quindi rimanere ampie per garantire una reale libertà di negoziazione.

 In questo quadro si inserisce il modello di Catanzaro. L’Accordo territoriale del 2021, sottoscritto da Confedilizia Catanzaro con i sindacati degli inquilini, è stato aggiornato con un’appendice integrativa nel 2025 per recepire la nuova zonizzazione Omi dell’Agenzia delle Entrate. Una scelta che evita di fotografare il territorio con mappe superate, riconoscendo le profonde differenze tra il centro storico, Catanzaro Lido, le aree universitarie o quelle rurali, e valorizzando elementi decisivi come l’efficienza energetica, l’arredamento e i servizi.

Un impianto flessibile – si legge nella nota – non è un favore ai proprietari, ma una garanzia per il mercato: se il locatore trova condizioni ragionevoli ed elementi di premialità per la manutenzione dell’immobile, l’offerta abitativa regolare cresce. Sul fronte fiscale, l’attuale riduzione statale del 25% dell’Imu sui contratti concordati rappresenta un buon punto di partenza, ma la strada da seguire punta all’azzeramento della tassa sugli immobili locati con questa formula, fino a una progressiva liberalizzazione.

Per risolvere la crisi dell’offerta e ridare fiducia ai proprietari non servono imposizioni amministrative, ma certezze giuridiche, tempi rapidi di tutela e una fiscalità sostenibile. Il messaggio che parte dal capoluogo calabrese è chiaro: per aiutare chi cerca casa, il primo passo è non scoraggiare chi può offrirla.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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