Meno tasse al 98% degli italiani e patrimoniale ai super ricchi. La proposta di AVS che sfida Conte e Schlein: “Coraggio”
- Postato il 2 ottobre 2026
- Politica
- Di Il Fatto Quotidiano
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Alleanza Verdi e Sinistra rilancia la patrimoniale, ma questa volta la inserisce in un progetto più ampio: prendere risorse allo 0,1% più ricco per ridurre le tasse al restante 99,9%. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli chiamano la proposta “restituzione fiscale” e chiedono agli alleati Elly Schlein e Giuseppe Conte di sostenerla: “Considerato che oggi c’è la direzione del Pd mandiamo un messaggio a Elly Schlein e Giuseppe Conte: è giunto il momento del coraggio”. Il pacchetto è composto da due interventi: una riforma dell’Irpef e un’imposta annuale sui patrimoni netti superiori a 5,4 milioni di euro.
Sul primo fronte Avs propone di eliminare gli attuali scaglioni Irpef sostituendoli con una funzione continua e fortemente progressiva: l’aliquota crescerebbe gradualmente all’aumentare del reddito, evitando i “salti” tra uno scaglione e l’altro. Secondo le simulazioni dei promotori, il 98% dei contribuenti, 41,5 milioni di persone, pagherebbe meno: sotto i 90mila euro lordi annui l’Irpef diminuirebbe, mentre tra 20mila e 40mila il risparmio medio sarebbe di 1.200 euro l’anno. Costo complessivo: 22 miliardi. Ed è qui che entra la patrimoniale. Quindici miliardi verrebbero recuperati tassando la parte di ricchezza netta eccedente i 5,4 milioni posseduta dallo 0,1% più ricco degli italiani; altri 7 dalla lotta all’evasione. Per patrimonio non si intende il reddito annuale, ma la ricchezza posseduta al netto dei debiti. La proposta prevede aliquote crescenti e, per scoraggiare lo spostamento dei patrimoni all’estero, una exit tax del 26% sui guadagni maturati ma non ancora realizzati al momento del trasferimento della residenza fiscale. Il gettito stimato della patrimoniale è di 15,9 miliardi l’anno.
L’idea non nasce oggi. Ricalca molto da vicino quella avanzata nel 2023 da Oxfam nell’ambito della campagna “La Grande Ricchezza”: stessa soglia di 5,4 milioni, corrispondente allo 0,1% più ricco, e un gettito stimato allora in 15,7 miliardi. Come aveva raccontato il Fatto, l’ipotesi prevedeva aliquote dell’1,7% tra 5,4 e 8 milioni, del 2,1% tra 8 e 20,9 milioni e del 3,5% oltre quella soglia. Non è nemmeno una proposta isolata tra gli economisti. Un manifesto sottoscritto da oltre 130 studiosi – tra cui Andrea Roventini, Alessandro Santoro, Guido Alfani, Fabrizio Barca e Michele Raitano – ha proposto un prelievo sullo 0,1% più ricco, accompagnato da una maggiore tassazione delle grandi successioni e donazioni e da un aumento della progressività dell’Irpef. La premessa, come anche il Fatto ha spiegato, è che il sistema italiano diventa di fatto regressivo al vertice: uno studio pubblicato nel luglio 2026 sulla Review of Income and Wealth mostra come il sistema fiscale italiano, moderatamente progressivo nel complesso, diventa addirittura regressivo per il 7% più ricco della popolazione. E per lo 0,1% al vertice l’aliquota effettiva media scende al 32,6%. In altre parole, una parte dei contribuenti più ricchi finisce per versare, in proporzione alle proprie entrate, meno di chi sta sotto.
È sul terreno politico che la proposta incontra meno coraggio e qualche ostacolo. Il Partito democratico non esclude una tassa sulle grandi ricchezze: Schlein ha detto che “non è un tabù”, ma ritiene più efficace introdurla almeno a livello europeo, se non internazionale. Posizione analoga a quella espressa da Conte. Il Movimento 5 Stelle ha però appena fatto un passo ulteriore: nei punti programmatici sottoposti agli iscritti propone a livello nazionale un “prelievo progressivo sulle grandi attività finanziarie”, escludendo piccolo risparmio, previdenza e titoli di Stato. Non sarebbe dunque una patrimoniale complessiva come quella di Avs, perché lascerebbe fuori immobili, terreni e altri beni reali. Per le “grandissime fortune” il M5S continua invece a indicare la strada di una tassazione comune europea. La distanza nel campo largo, dunque, non riguarda tanto il principio che chi ha di più debba contribuire di più, quanto lo strumento e soprattutto il livello a cui applicarlo. Avs mette ora sul tavolo una patrimoniale nazionale e la lega direttamente a un taglio dell’Irpef per la quasi totalità dei contribuenti. A Pd e M5S scegliere se seguirla.
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