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Materassi sul balcone per sfuggire al caldo estremo, bagni allagati e ragnatele: l’incubo dei corridori del Tour de France negli hotel

  • Postato il 15 luglio 2026
  • Sport News
  • Di Il Fatto Quotidiano
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  • 3 min di lettura
In sintesi

Durante il Tour de France, i ciclisti della Uno-X Mobility hanno affrontato condizioni di alloggio critiche: materassi sul balcone per combattere il caldo opprimente, bagni allagati e infestazioni di ragni. Una situazione paradossale che ha evidenziato le difficoltà logistiche della Grande Boucle, dove gli atleti, dopo aver superato salite massacranti, devono anche fare i conti con strutture ricettive inadeguate al loro comfort e al recupero psicofisico necessario.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Materassi sul balcone per sfuggire al caldo estremo, bagni allagati e ragnatele: l’incubo dei corridori del Tour de France negli hotel

Le salite del Tour de France sono senza dubbio dure e faticose, ma per i fratelli Anders e Tobias Halland Johannessen la sfida più complicata, almeno per una notte, è stata un’altra: trovare un posto dove dormire. I due corridori della Uno-X Mobility si sono infatti ritrovati a trascorrere la notte sul balcone dell’hotel, con i materassi sistemati all’aperto per sfuggire al caldo soffocante delle stanze. La foto condivisa sui social è diventata rapidamente virale, accompagnata da una didascalia ironica: “Improvvisare, adattarsi, superare gli ostacoli. L’interno dell’hotel è discutibile, l’esterno invece è davvero carino”.

L’episodio è soltanto l’ultima conseguenza dell’ondata di caldo estremo che sta investendo la Francia e che ha già condizionato questa edizione della Grande Boucle. Nei giorni scorsi gli organizzatori sono stati costretti ad accorciare di circa 30 chilometri una tappa e a modificarne l’orario di partenza, con temperature previste fino a 43 gradi e l’allerta rossa diramata da Météo-France. Per limitare i rischi sono state aumentate anche le scorte di ghiaccio e d’acqua a disposizione delle squadre.

Il problema, però, non riguarda soltanto quello che succede in corsa. Alcuni degli alberghi messi a disposizione dall’organizzazione sono tutt’altro che confortevoli: aria condizionata assente o malfunzionante, bagni minuscoli, ambienti datati, ragnatele e spazi ridottissimi rendono difficile il recupero dopo tappe già massacranti. A raccontarlo da anni è anche il danese Magnus Cort Nielsen, che ha trasformato le sue recensioni degli hotel del Tour in un piccolo cult sui social. Già nel 2024 aveva definito una struttura di Le Lioran, sede d’arrivo della tappa odierna, il peggior albergo in cui avesse soggiornato negli ultimi anni.

Anche quest’anno il suo giudizio non è stato più tenero: “Ci eravamo già stati due anni fa e, anche se solo per una notte, ci aveva lasciato ricordi indelebili. Da fuori sembra bellissimo e ha una vista mozzafiato, ma è uno dei peggiori posti in cui abbia mai alloggiato“.

Poi l’elenco dei “pregi“, rigorosamente in chiave ironica: “Avevamo un appartamento su tre livelli. Stavolta il bagno non era completamente allagato, c’era solo un leggero odore di marcio e, soprattutto, abbiamo trovato la carta igienica asciutta. C’era perfino un lavandino dentro l’armadio, così non ho dovuto fare due rampe di scale durante la notte”. Per il resto, la bocciatura è totale: “Era sporco, senza aria condizionata e senza Wi-Fi. Molte cose erano rotte, dal porta carta igienica al soffione della doccia. Anche se è andata un po’ meglio rispetto all’ultima volta, il voto resta uno: appena una stella su sette”.

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Il Fatto Quotidiano

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