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Matera, “Droga e fragole” processo sul riciclaggio: 16 condanne

  • Postato il 27 aprile 2026
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Matera, “Droga e fragole” processo sul riciclaggio: 16 condanne

Il Quotidiano del Sud
Matera, “Droga e fragole” processo sul riciclaggio: 16 condanne

Matera, “Droga e fragole” chiuso il processo  di primo grado sul riciclaggio dei soldi dei traffici del policorese Solimando. Cade l’accusa di mafia. Assolti i figli dell’imprenditore, inclusa l’ex consigliera comunale di Scanzano, Rossana. Regge anche un’ipotesi di estorsione ai danni di un’ altra impresa agricola


MATERA- Sessantacinque anni di reclusione divisi tra 16 imputati. È questo il verdetto pronunciato nei giorni scorsi dal Tribunale di Matera nel processo sui traffici di droga del policorese Giacomo Solimando, fratello del più noto ‘ndranghetista Filippo, e il riciclaggio dei relativi proventi nell’azienda agricola di Aldo De Pascalis.  Caduta l’accusa di mafia per Solimando, De Pascalis e soci, il collegio presieduto da Chiara Civitano ha condannato entrambi per estorsione e riciclaggio, rispettivamente, a 8 anni e 8 mesi e 6 anni e 6 mesi di reclusione.

LE CONDANNE PER IL GRUPPO E LE ASSOLUZIONI ECCELLENTI

Per una serie di imputazioni collegate ai traffici di droga di Solimando, poi, sono stati condannati anche Pietro Violante (4 anni e 4 mesi di reclusione), Giuseppe Saccone, Davide Altieri, Giovanni Bruno,   Antonio Labriola (tutti a 4 anni 15 giorni di reclusione), Giuseppe Aloisio, Stefano Travascio, Antonio Morando, Stefano Santoro, Antonella Astrella, Maurizio Martino (4 anni di reclusione), Filippo Solimando (3 anni di reclusione), Domenico Pisano ( 2 anni di reclucione) e Mattia Frammartino ( 9 mesi di reclusione con la pena sospesa).

Il Tribunale ha disposto l’assoluzione per i figli di Aldo De Pascalis, l’ex consigliera comunale di Scanzano Jonico Rossana, accusata di mafia e trasferimento fraudolento di valori,  e Leo, che rispondeva soltanto di trasferimento fraudolento di valori. Assolti o prosciolti, infine, tutti gli altri imputati: Giambattista Serio, Vito Santoro, Raffaele Scarpino, Marco Bruno, Daniele Tutino, Giuseppe Saccone e Pietro Russo.  Le motivazioni del verdetto verranno depositate entro un mese.

L’INCHIESTA DELLA DDA DI MATERA: DROGA, SOLDI SPORCHI E FRAGOLE NEL METAPONTINO

L’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza ruotava attorno al presunto riciclaggio di 4 milioni di euro di proventi dai traffici di droga, tramite l’acquisto da parte dell’azienda agricola di De Pascalis, specializzata tra l’altro nella produzione delle rinomate fragole del metapontino, di terreni e fabbricati, oltre che di frutta “in nero” da altri agricoltori locali, che veniva rivenduta, e fatturata, come come produzione propria (550.000 euro nel 2013, 348.000 euro nel 2014, 615.000 euro nel 2015, 830.000 euro nel 2016, 560.000 euro nel 2017, 520.000 euro nel 2018, 475.000 euro nel 2019). Le iniezioni di soldi sporchi, sempre secondo gli inquirenti, sarebbero proseguite anche in seguito all’arresto dei due fratelli Solimando nell’ambito di una precedente inchiesta dell’Antimafia di Catanzaro sui traffici di droga gestiti da Filippo per conto del clan degli zingari” di Corigliano Calabro.  

Leggi anche: Droga e riciclaggio con note aziende agricole nel Materano, arresti anche in Calabria – NOMI

L’ESTORSIONE E IL SUICIDIO DEL COLLABORATORE BENITO ARONE

L’ipotesi di estorsione contestata a Giacomo Solimando, il suo defunto braccio destro Benito Arone e Aldo De Pascalis, invece, fa riferimento alle pressioni esercitate su un imprenditore agricolo di Tursi, dopo il licenziamento di Arone, affinché pagare 20mila euro dopo «una serie di danneggiamenti consistiti in manomissioni e rotture di motori o altre parti di trattori e veicoli».

A maggio del 2021 l’inchiesta condotta dall’allora pm antimafia Annagloria Piccininni, attuale procuratore dei Minorenni di Potenza,  aveva portato all’esecuzione di 23 misure cautelari.  Quattro mesi dopo Arone è stato ritrovato impiccato all’interno del carcere di Ariano Irpino, dove era stato trasferito dopo aver avviato una collaborazione con la giustizia. La notizia del verdetto del Tribunale di Matera, apparsa nei giorni scorsi in alcuni siti calabresi, è stata approfondita ieri, 26 aprile 2026, su blog “filippomele.blogspot.com”.

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