Massimo Moratti non manca ai funerali dell'amico Mazzola: "Raggiungi i campioni dell'Inter. Tifosi Juve di spalle? Non ne parliamo"
- Postato il 21 settembre 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 2 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Nonostante sia stato faticoso, nel fisico come e più nell’anima, Massimo Moratti ha occupato quel posto che gli è stato riservato nella Basilica di Sant’Ambrogio e ha salutato Sandrino Mazzola. Perché Alessandro era un nome austero, evocativo ma poco confacente alla confidenza che era riuscito ad instaurare con il presidente con il quale mantenne un rapporto franco quanto schietto. E con i sostenitori di quell’Inter grandiosa della quale era interprete assoluto, per via di quei risultati eccellenti che aveva contribuito, con un numero di reti acrobatiche che lo annovera nel regno dei migliori marcatori nerazzurri. La presenza di Moratti ha destato emozione, forse perché non si era prestato all’ingresso e la sorella Bedy è giunta quasi trafelata senza ricercare né attenzione, né clamore.
- La lettera di Massimo Moratti all'amico Mazzola
- La dura prova subita, ma il desiderio di esserci
- Il ricordo di Madrid e l'offesa allo Stadium
La lettera di Massimo Moratti all’amico Mazzola
Nel corso della cerimonia funebre, una lettera scritta proprio da Massimo Moratti è stata letta da monsignor Carlo Faccendini: “Ciao Sandro, grazie per l’eredità che ci lasci per il ricordo del tuo stile, della determinazione e caparbietà. Grazie per i gol bellissimi che ci hanno fatto gioire. Raggiungi i campioni della Grande Inter del cui prestigio godiamo ancora adesso. Troverai la pace dopo una vita tanto intensa e noi non ti scorderemo mai. Un bacio Massimo Moratti”.
La dura prova subita, ma il desiderio di esserci
Moratti ha preso un’uscita secondaria, a conclusione del rito funebre che monsignor Faccendini, abate di Sant’Ambrogio, ha officiato con la consueta qualità umana. L’ex presidente dell’Inter è stato fermato per un intervallo breve, per tratteggiare Mazzola così come lo ha incontrato, conosciuto. Per quell’amicizia che li ha uniti attraverso i decenni che ne hanno segnato la continuità, dal padre Angelo alla sua gestione: è apparso stanco, affaticato ma presente. La polmonite che lo avevano costretto al ricovero in terapia intensiva, nel 2025 lo ha messo alla prova.
Il ricordo di Madrid e l’offesa allo Stadium
L’imprenditore, però, affida al Corriere Tv un suo personale ricordo dell’amico salutato oggi: “Io mi ricordo la felicità di Sandro dopo la partita di Madrid. Gli occhi veloci, rapidi, con cui faceva capire tutta la sua gioia per aver fatto un dispetto alla più grande squadra del mondo. E quindi un momento bellissimo che ricorderò sempre”.
Su quanto accaduto, invece, a Torino allo Juventus Stadium è rattristato per la mancanza di rispetto nei confronti del minuto di silenzio e dell‘uomo Mazzola. “Non ne parliamo proprio, è una cosa pessima”, il suo commento. Un gesto che ha indignato, indigna e offende ancora di più oggi nel giorno dei funerali.