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Tra il leader britannico e il Duce, insomma, ci sarebbe stata una corrispondenza contenente informazioni potenzialmente imbarazzanti sugli anni della guerra. Documenti che potrebbero contribuire a rileggere alcuni passaggi degli ultimi giorni del regime fascista. Ma non c'è soltanto il mistero delle carte scomparse. Nello speciale si parla anche del mitra attribuito all'esecuzione del Duce e finito per decenni lontano dall'Italia.

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"Io stesso, in solitudine, sono andato nel posto dove è custodito il mitra che ha ucciso Benito Mussolini", racconta il conduttore, secondo cui l'arma sarebbe stata trasferita in Albania durante gli anni Cinquanta. A rendere ancora più delicata l'operazione è la domanda che Giletti rivolge anche agli ospiti della trasmissione: "Perché non c’è stata una Norimberga italiana? Perché si sono ammazzati immediatamente i gerarchi e Mussolini, con grande rapidità?". Interrogativi destinati a dividere, come accade da ottant'anni ogni volta che la storia del fascismo torna sotto i riflettori.

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Tra il leader britannico e il Duce, insomma, ci sarebbe stata una corrispondenza contenente informazioni potenzialmente imbarazzanti sugli anni della guerra. Documenti che potrebbero contribuire a rileggere alcuni passaggi degli ultimi giorni del regime fascista. Ma non c'è soltanto il mistero delle carte scomparse. Nello speciale si parla anche del mitra attribuito all'esecuzione del Duce e finito per decenni lontano dall'Italia.

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"Io stesso, in solitudine, sono andato nel posto dove è custodito il mitra che ha ucciso Benito Mussolini", racconta il conduttore, secondo cui l'arma sarebbe stata trasferita in Albania durante gli anni Cinquanta. A rendere ancora più delicata l'operazione è la domanda che Giletti rivolge anche agli ospiti della trasmissione: "Perché non c’è stata una Norimberga italiana? Perché si sono ammazzati immediatamente i gerarchi e Mussolini, con grande rapidità?". Interrogativi destinati a dividere, come accade da ottant'anni ogni volta che la storia del fascismo torna sotto i riflettori.

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Massimo Giletti, "chi ha ucciso veramente Mussolini": l'inchiesta che manderà ai matti la sinistra

  • Postato il 8 giugno 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
Massimo Giletti, "chi ha ucciso veramente Mussolini": l'inchiesta che manderà ai matti la sinistra
Massimo Giletti, "chi ha ucciso veramente Mussolini": l'inchiesta che manderà ai matti la sinistra

Ottant'anni dopo la fine del fascismo, il caso Mussolini torna in prima serata. E a riaccendere una delle pagine più controverse della storia italiana è Massimo Giletti con la docu-inchiesta Mussolini – Le verità nascoste, in onda su Rai 3 e visibile on-demand su RaiPlay, che promette di riportare alla luce documenti, testimonianze e interrogativi rimasti senza risposta.

L'obiettivo dichiarato è semplice quanto esplosivo: capire se davvero sappiamo tutto sulle ultime ore del Duce. “Il fascismo è finito ottant’anni fa, ma noi sappiamo tutta la verità sulla fine di Mussolini?”, pone il quesito all’agenzia Ansa il giornalista.

Una domanda che conduce direttamente al mistero del presunto carteggio tra Winston Churchill e Benito Mussolini, una vicenda che da decenni alimenta ipotesi, sospetti e ricostruzioni contrastanti. Giletti sostiene di avere raccolto materiale inedito. “Abbiamo trovato sia in Vaticano che in Inghilterra documenti di cui non anticipo nulla. Sono stati desecretati, sono molto importanti e aprono a nuovi scenari. Documenti avvistati, poi spariti, carte nascoste che raccontano verità scomode. Questo mi ha spinto a cercare di svelare dubbi e misteri su una pagina estremamente controversa della nostra storia”.

 

 

Tra il leader britannico e il Duce, insomma, ci sarebbe stata una corrispondenza contenente informazioni potenzialmente imbarazzanti sugli anni della guerra. Documenti che potrebbero contribuire a rileggere alcuni passaggi degli ultimi giorni del regime fascista. Ma non c'è soltanto il mistero delle carte scomparse. Nello speciale si parla anche del mitra attribuito all'esecuzione del Duce e finito per decenni lontano dall'Italia.

"Io stesso, in solitudine, sono andato nel posto dove è custodito il mitra che ha ucciso Benito Mussolini", racconta il conduttore, secondo cui l'arma sarebbe stata trasferita in Albania durante gli anni Cinquanta. A rendere ancora più delicata l'operazione è la domanda che Giletti rivolge anche agli ospiti della trasmissione: "Perché non c’è stata una Norimberga italiana? Perché si sono ammazzati immediatamente i gerarchi e Mussolini, con grande rapidità?". Interrogativi destinati a dividere, come accade da ottant'anni ogni volta che la storia del fascismo torna sotto i riflettori.

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Libero Quotidiano

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