Marco Travaglio ora minaccia di querelare i giudici
- Postato il 5 giugno 2026
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- Di Libero Quotidiano
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Marco Travaglio ora minaccia di querelare i giudici
Il Fatto Quotidiano rosica. Eccome se rosica. Dopo che la procura di Milano ha smentito la notizia sulle feste con escort e cocaina nel ranch uruguaiano di Giuseppe Cipriani, il compagno di Nicole Minetti, e del coinvolgimento dell’ex consigliera regionale nell’organizzazione dei party, il giornale diretto da Marco Travaglio ha provato a girare la frittata. Senza riuscirci però. “Le indagini sulla Minetti le ha fatte la Minetti” titolava ieri il quotidiano. E ancora: “Attacco al Fatto. Nessuna rogatoria per la massaggiatrice uruguayana e altri testi: alla procura bastano quelli di Nicole per ribadire il Sì alla clemenza”. Secondo la Procura Generale di Milano infatti non c’è alcunché da rivedere nei presupposti della grazia concessa dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla Minetti. «Dagli accertamenti svolti» si legge in una nota «risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa, dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività, non corrispondono al vero». E adesso sul giornale di Travaglio pende una richiesta di risarcimento monstre: Minetti e il compagno hanno chiesto 250 milioni di euro di danni. Soldi che, assicurano, saranno devoluti in beneficenza alle organizzazioni internazionali che si occupano di bambini adottati.
«Oltre cinquanta articoli» specificano gli avvocati di Cipriani e Minetti «pubblicati anche nelle edizioni online del Il Fatto Quotidiano, le trasmissioni È sempre Cartabianca andata in onda su Rete 4 il 28 aprile e Report, trasmessa il 3 maggio su Rai 3». A replicare alla procura è lo stesso Travaglio, prima nel suo editoriale e in serata a Otto e Mezzo su La7. «Il caso è chiuso per quello che riguarda le competenze del presidente della Repubblica, del ministro della Giustizia e della procura generale di Milano, che hanno chiesto all’oste se il vino è buono e questo ha risposto che è ottimo. Non è chiuso per noi, che continueremo a lavorare su questa vicenda invereconda per dare delle notizie. Non sta a a noi del Fatto quotidiano dare o togliere le grazie, lo fa chi ne ha la competenza. Ci siamo semplicemente occupati di una grazia che non stava né in cielo né in terra» ha detto Travaglio.
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«Abbiamo intervistato testimoni che hanno smontato punto per punto il parere favorevole alla grazia dato a gennaio dalla procura generale di Milano» ha aggiunto il giornalista rispondendo a Lilli Gruber, che gli ha chiesto se l’inchiesta andrà avanti. «Abbiamo offerto ai nostri lettori delle notizie. Intanto, che fosse stata concessa la grazia, visto che il Quirinale aveva nascosto la notizia. Abbiamo fatto interviste che non possono essere smentite perché fatte a testimoni non consultati dai magistrati. Abbiamo un inviato in loco e continueremo a raccontare che i due presupposti all’origine della grazia non ci sono: che Minetti ha cambiato vita e che sottrarla ai servizi sociali che le avrebbero tolto il passaporto avrebbe pregiudicato il trasporto del bambino malato all’unico ospedale al mondo che poteva curarlo» prosegue. «Può anche raccontare che gli asini volano, ma l’unica cosa che la procura generale non può fare è accusare il Fatto di falso. È diffamazione; non possono farlo perché non hanno sentito le persone che abbiamo sentito noi. Quella cosa lì se la rimangiano e ci chiedono scusa altrimenti li denunciamo». In studio battibecca con Italo Bocchino, ma pure Paolo Mieli lo ha pungolato. Nel suo editoriale, Travaglio aveva ripercorso le tappe della vicenda per concludere: «Minetti e Cipriani prendono in giro il Pg, che ci casca e ci fa cascare Nordio e Mattarella. E ora si tenta di prendere in giro l’intero popolo italiano». Quanto rosica.
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