Mancini e la legione straniera: la Serie A senza italiani non è più un problema per la nazionale
- Postato il 23 settembre 2026
- Di Panorama
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Un convocato su tre nel primo giro di chiamate del nuovo corso di Roberto Mancini viene da fuori. Nel senso che gioca all’estero e spesso lo fa con grande spazio e soddisfazione: 10 su 34, il meglio di un bacino potenziale più che doppio. Si spiega così la relativa serenità del nuovo ct, per nulla disposto a piangersi addosso perché il campionato attuale è cominciato persino peggio di quello chiuso a maggio. Le prime cinque giornate della Serie A hanno visto in campo il 71,8% di calciatori stranieri, relegando gli azzurrabili a una minoranza sempre più esigua.
Mancini, però, guarda oltre e finalmente può farlo attingendo a una lista di piedi buoni scappati altrove che gli consente di assorbire il problema. La stima è che siano 27 in tutto, molti di più dei 16 disponibili nel momento della costruzione della rosa che poi avrebbe vinto l’Europeo a Wembley e di qualità superiore ai 24 presenti nei database della Figc quando lo stesso Mancini si prese in carico la nazionale per la prima volta nell’estate del 2018.
L’Italia comincia ad allinearsi al resto d’Europa, il piagnisteo su quanto era bello in passato o su quali regole (impossibili) bisognerebbe varare per costringere società e allenatori a preferire il made in Italy può lasciare spazio a un po’ di sano realismo. Il calcio del terzo millennio è globalizzato e questo significa avere l’obbligo di guardare oltre l’orticello delle venti rose del massimo torneo di casa o andarsi a prendere i talenti in possesso di più passaporti, convincendoli a sposare la maglia azzurra.
Chi sono i 10 su 34 che Mancini è andato a selezionare dagli altri campionati è presto detto. La parte del leone l’ha fatta la Premier League inglese da dove provengono il capitano Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Riccardo Calafiori (Arsenal), Sandro Tonali (Tottenham), Matteo Ruggeri (Aston Villa), Michael Kayode (Brentford) e Honest Ahanor (Crystal Palace). Profili di assoluto livello, aspettando che torni a vedere il campo con continuità anche Marco Palestra che sta avendo un inizio di stagione complesso nel Chelsea.
Due giocatori vengono dalla Bundesliga tedesca: Samuele Inacio (Borussia Dortmund) e Ali Zoma (Norimberga). Il resto proviene dalla Ligue1 francese, Diego Coppola (Paris FC), e dalla Liga portoghese, Issa Doumbia (Sporting Lisbona). Un discreto pacchetto di partenza che non pone ancora l’Italia al pari di altre nazionali top ma che consente a Mancini di guardare con una discreta dose di fiducia al futuro. Non piace? E’ la realtà, non solo da noi se è vero che Zidane può pescare da un bacino di 111 giocatori francesi che lavorano non in Ligue1 e la Spagna campiona del mondo è a quota 57.