Mancini come Garibaldi o Cavour: fatto il ct dell'Italia il difficile sarà fare gli italiani, l'errore da non commettere
- Postato il 31 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Il tormentone sul ct, durato mesi, ha messo sotto il tappeto – assieme alla polvere di polemiche, indecisioni e suggestioni – quello che resta il vero problema della Nazionale e che prescinde in buona parte dal suo allenatore. Ventura, Mancini, Spalletti e Gattuso (con l’eccezione sporadica di Euro2021) si sono trovati, chi più chi meno, di fronte a una rosa di azzurrabili sempre più povera di veri talenti e con troppe promesse mai mantenute. Il primo, difficile, compito per Mancini sarà quello di setacciare la meglio gioventù e recuperare l’entusiasmo dei big per iniziare l’operazione-ripartenza.
Il modulo e le idee di Mancini
Ci sarà da capire come intende giocare il nuovo ct: l’idea di tornare alla difesa a quattro rischia di penalizzare due degli uomini migliori come Palestra e Dimarco, che il meglio lo danno come esterni nel centrocampo a cinque ma al di là del modulo si deve partire dagli uomini. Con Donnarumma capitano e inamovibile la difesa è da rivedere: Buongiorno è al momento out e lo sarà per parecchio tempo, Bastoni deve dimostrare di aver superato l’anno no, Mancini e Gatti non sembrano una garanzia assoluta per il futuro. Va recuperato il miglior Calafiori e vanno testati Leoni e Coppola, i più talentuosi tra i difensori giovani.
L’errore da non commettere
Importante sarà non gettare il bambino con l’acqua sporca. Di tutta la rosa che ha fallito l’obiettivo Mondiale non pochi meritano un’altra chance. Le porte probabilmente sono chiuse ormai per Retegui, Cristante, Spinazzola, Cambiaso, Politano, Locatelli e forse Raspadori ma giocatori come Tonali e Barella devono essere centrali nel progetto così come va verificata la condizione di Moise Kean.
Gli esodati di Ringhio e il ruolo di Pio
L’abilità di Mancini dovrà essere quella di saper coniugare l’esperienza dei senatori con l’entusiasmo dei giovani, dando magari un’opportunità alla vecchia guardia fatta fuori da Ringhio, leggasi Orsolini, Chiesa, Zaniolo e Scamacca. Poi sui giovani ci sono quelli che si può provare da subito come Liberali (appena approdato al Como) e Bartesaghi e quelli che vanno inseriti con pazienza e gradualmente come i talenti delle giovanili Koleosho, Inacio, Cacciamani e altri.
Punto fermo davanti Pio Esposito: è il suo momento, deve prendersi responsabilità e gli oneri/onori che derivano dal non essere più considerato solo una promessa ma un bomber fatto e finito. Al suo fianco l’ideale sarebbe rivedere il Federico Chiesa dei tempi belli. Ecco il lavoro che toccherà a Mancio che sulla panchina azzurra dovrà scivolare con la stessa leggerezza che aveva in campo, dosando coraggio e spregiudicatezza, prudenza e pazienza. Fare gli italiani sarà ancor più dura dell’aver fatto il ct