Maldive, le prime immagini della grotta e la relazione del team di recupero: presto le autopsie
- Postato il 22 maggio 2026
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- Di Genova24
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Genova. “Sulla base degli elementi attualmente disponibili si può presumere che i subacquei non siano riusciti a ritrovare la via verso l’uscita, molto probabilmente a causa di un disorientamento all’interno del sistema di grotte. Qualsiasi ulteriore determinazione relativa alle cause e alle circostanze dell’incidente sarà di competenza delle autorità investigative e di polizia competenti”. Così si legge in una relazione stilata a più mani dal team di recupero coordinato da Dan Europe insieme alle autorità maldiviane.
Il documento congiunto ricostruisce cronologia delle operazioni, caratteristiche della grotta, primi elementi emersi e raccomandazioni di sicurezza dopo le attività svolte nell’atollo di Vaavu, nello stesso giorno in cui gli speleosub finlandesi, attraverso i canali social di Dan Europe, diffondono le prime immagini della grotta di Alimathaa dove hanno perso la vita cinque subacquei italiani e che è stata fatale anche a un operatore della marina maldiviana impegnato nelle operazioni di recupero dei corpi.
Nelle immagini, e nella relazione, si evidenzia chiaramente la presenza di due antri principali collegati da un tunnel e da un antro più piccolo, laterale rispetto alla grotta più interna e buia, dove gli italiani sarebbero finiti intrappolati a causa della scarsa visibilità dell’uscita, nascosta da sedimento sabbioso. In quel tunnel senza sbocco Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri sarebbero andati in carenza di aria, già limitata dalla dotazione di bombole da 12 litri. Gianluca Benedetti, il capobarca, era stato trovato nella prima grotta, anch’egli con la bombola esaurita, forse era riuscito a trovare l’uscita oppure era entrano per soccorrere gli altri.
“Si raccomanda fortemente di non entrare in questo sistema di grotte senza adeguata autorizzazione, specifica formazione speleosubacquea e appropriata attrezzatura tecnica – ribadiscono dal team search & rescue insieme alle autorità locali – gli ambienti di cave diving sono intrinsecamente pericolosi e dovrebbero essere affrontati esclusivamente da subacquei altamente addestrati e adeguatamente equipaggiati”.
A questo proposito oggi si è sfogato, parlando all’Ansa, il marito di Monica Montefalcone e padre di Giorgia Sommacal, Carlo Sommacal: “Mia moglie era in possesso del brevetto per le grotte, come si può leggere anche sul suo curriculum, certo, quanta fretta da parte dell’Università di Genova nel rimuovere il suo profilo dal sito internet del Distav, ma adesso non ho più forza per ascoltare polemiche, sono devastato e devo pensare a stare accanto a mio figlio Matteo”. Sono state smentite peraltro alcune voci secondo cui i Sommacal avrebbero imbastito un’azione legale nei confronti dell’Università di Genova. L’uomo ha nominato due avvocati, il penalista Giuseppe Pugliese e il civilista Alessandro Albert, per tutte le procedure che saranno da espletare nei prossimi giorni.
Potrebbero estendersi proprio all’Ateneo genovese, però, le indagini portate avanti dalla procura di Roma per omicidio colposo (per ora nei confronti di ignoti). I pm capitolini hanno delegato la squadra mobile di Genova di alcune audizioni. Inoltre è già stata depositata la sit, una testimonianza spontanea, di Stefano Vanin, docente del dipartimento Distav che era sulla barca Duke of York. La polizia maldiviava ha affidato a lui il compito di consegnare alle autorità italiane i pc, gli smartphone e gli altri device delle vittime.
“Era una crociera scientifica, non ricreativa ed eravamo lì per l’Università, io per studiare gli insetti, Monica e gli altri per i coralli”, ha detto l’entomologo forense agli investigatori della mobile quanto ieri è andato in questura a Genova a consegnare il materiale, accompagnato dalla sua avvocata Rachele De Stefanis.
Tra i materiali consegnati da Vanin anche due blocchi di appunti che potrebbero contenere calcoli o elementi utili a spiegare l’immersione che è costata la vita ai cinque sub. La pm Patrizia Petruzziello ha aperto un fascicolo a Genova indispensabile per convalidare il sequestro, ma la documentazione sarà poi subito inviata alla Procura di Roma che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti e ha delegato gli investigatori genovesi a sentire come persone informate sui fatti i responsabili del Distav. Vanin ha consegnato anche agli investigatori l’elenco completo degli studenti e dottorandi se si trovavano a bordo della Duke of York il giorno della tragedia e che saranno sentiti nei prossimi giorni.
Intanto dovrebbero arrivare domani intorno alle 13 all’aeroporto di Malpensa, su un volo Turkish Airlines, le salme di Montefalcone, Sommacal, Oddenino e Gualtieri. Saranno trasferiti all’obitorio di Gallarate, dove si trova anche quello di Gianluca Benedetti. Anche i legali di Sommacal nomineranno un consulente di parte.
Nel suo caso l’autopsia è fissata per lunedì ma non è escluso che lo stesso giorno possa iniziare l’esame anche sugli altri cadaveri. Se ne occuperà un collegio di periti composto dai medici Luca Tajana, Cristiana Stramesi e Luciano Ditri. È possibile che le autopsie, all’obitorio di Gallarate, possano già iniziare nel pomeriggio di lunedì. Il legale della famiglia Gualtieri, avvocato Antonello Riccio, conferirà a sua volta un incarico alla dottoressa Carola Vanoli.