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Malagò da Ceferin per cercare l’anti-Infantino, ma spunta il primo sfidante ed è un ex Cagliari: “Così salverò la FIFA”

  • Postato il 7 ottobre 2026
  • Di Virgilio.it
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Malagò da Ceferin per cercare l’anti-Infantino, ma spunta il primo sfidante ed è un ex Cagliari: “Così salverò la FIFA”

La partita per la presidenza della FIFA si infiamma, con la UEFA che prova a trovare il candidato giusto per sfidare Gianni Infantino. A Berlino si riuniscono i presidenti delle 55 federazioni europee e tra i temi principali ci sarà proprio la strategia in vista delle elezioni del 18 marzo 2027. Ci sarà anche Giovanni Malagò, che aveva già annunciato la sua imminente partenza per la Germania. L’obiettivo dell’UEFA è trovare un nome credibile, ma la ricerca si è complicata. Intanto, però, un primo sfidante è già uscito allo scoperto: è Ramon Vega, ex difensore di Tottenham, Celtic e Cagliari.

La UEFA si riunisce a Berlino: si cerca l’anti-Infantino

A Berlino i vertici della UEFA cercano una linea comune in vista della prossima elezione FIFA. I presidenti delle 55 federazioni europee si riuniscono per il tradizionale appuntamento annuale, ma questa voltala questione della successione a Infantino sarà al centro del confronto. La UEFA, con Ceferin in prima linea, vuole individuare un candidato capace di insidiare il presidente uscente, che ha già confermato la sua ricandidatura.

Il problema è trovare un nome davvero competitivo. Nasser Al-Khelaifi ha escluso la possibilità di scendere in campo, mentre Victor Montagliani, presidente della CONCACAF e vicepresidente della FIFA, e lo sceicco Salman bin Ebrahim Al Khalifa, presidente della Confederazione asiatica, non sembrano intenzionati a candidarsi.

Anche Malagò è volato da Ceferin

Al vertice di Berlino sarà presente anche Malagò. Come annunciato subito dopo la nomina a commissario della FIGC, il numero uno del calcio italiano è volato in Germania per una tre giorni che può delineare in maniera definitiva la strategia dell’Europa. La posizione di Malagò è chiara: a fine agosto aveva già ritirato il sostegno a Infantino per le elezioni 2027, evidenziando “piena condivisione con la UEFA e con il suo presidente, Aleksander Ceferin, rispetto alle recenti iniziative promosse dal presidente della Fifa in materia di governance e sviluppo delle competizioni internazionali”.

La corsa alla FIFA si complica: l’Asia può aiutare Infantino

A rendere più difficile la sfida a Infantino è soprattutto la situazione fuori dall’Europa. La Confederazione asiatica è molto divisa e appare meno aggressiva del previsto nel contrastare il presidente uscente. Infantino, del resto, nelle ultime settimane ha dedicato particolare attenzione proprio all’Asia, dove può contare anche sul sostegno di Qatar e Arabia Saudita.

A questo si aggiunge il consenso compatto dei Paesi africani. Secondo il conteggio quotidiano realizzato da RMC Sport sulla base delle dichiarazioni pubbliche e delle posizioni note delle federazioni, Infantino avrebbe già tra 90 e 95 voti. Per essere rieletto ne servono 106. La situazione, quindi, è ancora aperta, ma il vantaggio iniziale del presidente uscente è evidente.

Chi è Ramon Vega, il primo sfidante di Infantino

Mentre l’UEFA cerca ancora il proprio candidato, Ramon Vega ha annunciato la sua intenzione di correre per la presidenza FIFA. Svizzero, 55 anni, ex difensore di Tottenham e Celtic, ha giocato anche in Italia con il Cagliari nella stagione 1996/97. Dopo il calcio ha costruito una seconda carriera nel mondo della finanza internazionale e parla sei lingue.

Vega sostiene di avere già il sostegno di almeno cinque federazioni, requisito necessario per poter presentare ufficialmente la candidatura entro il 18 novembre. La sua discesa in campo non è improvvisata: in passato ci aveva già provato due volte senza fortuna e ha spiegato di aver lavorato al progetto per anni e di aver già comunicato le proprie intenzioni a un vicepresidente FIFA prima del Mondiale. Vedremo se la terza sarà quella buona.

Come intende salvare la FIFA, il piano di Ramon Vega

Il manifesto di Vega si basa sulla promessa di riformare profondamente la FIFA e ricostruire la fiducia nel vertice del calcio mondiale. Il suo programma punta sulla trasparenza nella gestione, sull’indipendenza delle federazioni, su una distribuzione più equa delle risorse economiche e su un processo decisionale più inclusivo. Tra le priorità indica anche la tutela dei giocatori e una revisione del calendario internazionale, tema sempre più delicato per il carico di partite.

L’ex difensore rossoblù vuole inoltre riportare tifosi e calciatori al centro del progetto e presenta la propria candidatura come un’alternativa indipendente, capace di unire il mondo del calcio e quello della finanza internazionale. “Il calcio mondiale è in terapia intensiva. Non mi candido per continuare la guerra, ma per porvi fine”, assicura.

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Virgilio.it

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