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“Mal di schiena e urine con bolle in superficie. Non credo che i miei sintomi siano stati presi sul serio e velocemente. La mia storia è per sensibilizzare su cure e supporto”: parla Callum Renton

  • Postato il 12 luglio 2026
  • Storie Dal Mondo
  • Di Il Fatto Quotidiano
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“Mal di schiena e urine con bolle in superficie. Non credo che i miei sintomi siano stati presi sul serio e velocemente. La mia storia è per sensibilizzare su cure e supporto”: parla Callum Renton

Mal di schiena, stanchezza cronica e infezioni urinarie a ripetizione. Per dieci mesi i medici hanno liquidato tutto come “uno di quei casi”, solo perché il paziente aveva vent’anni. Oggi Callum Renton aspetta un trapianto di rene, come racconta il Daily Mail.

“Cerco di godermi la vita e di andare avanti, ma è come vivere in un’eterna sala d’attesa – racconta Renton – Mi stanco facilmente e non posso fare programmi a lungo termine, perché per metà settimana devo restare vicino all’ospedale per la dialisi. Non credo che i miei sintomi siano stati presi sul serio velocemente come avrebbero dovuto. Racconto la mia storia perché chiunque abbia questi sintomi possa ricevere il supporto, gli esami e la diagnosi di cui ha bisogno il prima possibile”.

Callum Renton ha 25 anni, vive in Scozia e fino a qualche anno fa lavorava in banca, seduto a una scrivania per otto ore al giorno. Quando un giorno gli è comparso un dolore lancinante alla parte bassa della schiena, la spiegazione gli è sembrata ovvia: uno strappo muscolare, colpa della sedentarietà.

Il dolore però non passava. Anzi, peggiorava settimana dopo settimana. E a un certo punto si è aggiunto un altro problema: bruciore a urinare, bisogno continuo di andare in bagno, urine con bolle in superficie. I sintomi classici di una cistite. Poi la stanchezza, quella che non se ne va mai, nemmeno dopo una notte di sonno.

Insospettito, Callum ha fatto quello che fanno tutti: ha cercato i suoi sintomi su Google. E tra i risultati è spuntata una parola che lo ha allarmato: “rene”. Così si è presentato dal suo medico di base chiedendo se potesse trattarsi di un problema renale.

La risposta del dottore, racconta oggi Callum, è stata netta: “No, hai vent’anni, sei troppo giovane per avere problemi ai reni”. Gli ha prescritto un antibiotico per l’infezione urinaria e lo ha rimandato a casa. Sono seguiti dieci mesi cicli su cicli di antibiotici per infezioni urinarie che si ripresentavano puntuali, prima che qualcuno decidesse di approfondire davvero. Nel frattempo Callum aveva messo su peso, perché non aveva più le energie per muoversi, e continuava a stare male.

Solo dopo aver letteralmente supplicato il medico di famiglia di essere indirizzato a uno specialista, Callum ha ottenuto un’impegnativa per un centro nefrologico. Da lì, altri sette mesi di attesa prima della visita. Il test ha confermato: i suoi reni non funzionavano. È iniziata un’altra attesa, questa volta per una biopsia renale, l’unico modo per capire cosa stesse effettivamente distruggendo i suoi reni. Nel frattempo i sintomi sono peggiorati ancora: perdita di peso, vomito dopo i pasti, impossibilità di alzarsi dal letto la mattina.

Ad agosto 2022, un anno e mezzo dopo la comparsa dei primi sintomi, arriva finalmente la diagnosi: nefropatia da IgA, conosciuta anche come malattia di Berger. Da lì la situazione precipita rapidamente. Nonostante farmaci per la pressione e controlli regolari, la funzione renale di Callum continua a peggiorare, fino a rendere necessaria la dialisi: tre giorni a settimana, quattro ore e mezza a seduta, collegato a una macchina che fa il lavoro che i suoi reni non riescono più a fare.

Callum ha dovuto lasciare il lavoro in banca. Nessuno dei suoi familiari è risultato compatibile per una donazione, quindi ora è in lista d’attesa per un trapianto, senza sapere quando arriverà il suo turno.

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Il Fatto Quotidiano

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