L’uomo-Inter interrogato Ma ancora non indagato
- Postato il 9 maggio 2026
- Sport
- Di Libero Quotidiano
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L’uomo-Inter interrogato Ma ancora non indagato
Altro giro di interrogatori nell’inchiesta su “Arbitropoli”: Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, è stato ascoltato ieri per tre ore dal pm Maurizio Ascione come persona informata sui fatti. È entrato da testimone non indagato ed è uscito con la stessa posizione: nessuna iscrizione nel registro degli indagati. Il suo nome compare sullo sfondo di uno dei passaggi chiave dell’indagine della Finanza sul sistema delle designazioni. Agli atti c’è una conversazione dell’aprile 2025 tra Gianluca Rocchi, ormai ex designatore, e Andrea Gervasoni, supervisore Var autosospeso e indagato. In quel dialogo, legato a sospette pressioni e al presunto incontro allo stadio per la “combine”, viene evocato un certo «Giorgio». Da qui la decisione degli inquirenti di sentire Schenone per chiarire contatti, presenze e rapporti intorno a quella giornata. L’ipotesi della Procura è che al vertice del 2 aprile 2025 a San Siro possa aver partecipato anche il dirigente nerazzurro. Un punto ancora da verificare che spiega, però, la convocazione davanti al magistrato.
IL FASCICOLO
Il centro del fascicolo resta Rocchi, accusato di concorso in frode sportiva nel filone sulle presunte scelte pilotate. Secondo la contestazione, l’ex responsabile dei fischietti avrebbe agito «in concorso con altre persone» per alterare o «schermare» alcune designazioni. Il passaggio più pesante riguarda Daniele Doveri: sarebbe stato mandato a dirigere la semifinale di ritorno di Coppa Italia dopo Milan-Inter d’andata per evitare, secondo l’accusa, che potesse arbitrare l’eventuale finale e altre gare di campionato dei nerazzurri. Negli atti viene indicato come direttore di gara «poco gradito» all’Inter. Sempre al Meazza, secondo la ricostruzione investigativa, si sarebbe discusso anche della scelta di Andrea Colombo per Bologna-Inter del 20 aprile 2025. In questo caso il suo nome viene associato a un profilo invece «ben accetto». Ieri sono stati sentiti come testimoni non indagati anche Dino Tommasi, nominato designatore dopo l’autosospensione di Rocchi del 25 aprile, e Antonio Zappi, ex presidente dell’Associazione italiana arbitri, squalificato di recente per tredici mesi. Il fronte giudiziario si intreccia così con quello sportivo e istituzionale, mentre l’Aia prova a contenere una crisi che rischia di pesare sulla credibilità del campionato.
PARLA ABODI
Sul possibile commissariamento è intervenuto il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi: «Mi aspetto come sempre la responsabilità del mondo arbitrale, quindi le prime considerazioni è giusto che le facciano loro all’interno. Vorrei», ha aggiunto, «che si recuperasse la necessaria serenità». Intanto si apre anche il fronte civile. L’avvocato Angelo Pisani, su mandato dei fondatori del Social Club Maradona, di tifosi abbonati, utenti pay tv e scommettitori che si ritengono danneggiati, sta preparando un ricorso d’urgenza ex articolo 700 del codice di procedura civile davanti al Tribunale ordinario di Roma, con riserva di iniziative anche a Napoli e Milano. La richiesta annunciata è destinata a fare rumore: sospensione immediata della Serie A e blocco dell’assegnazione dello scudetto ai nerazzurri per la possibile compromissione della regolarità del campionato oltre che interruzione delle scommesse per quest’ultimo scorcio di stagione. Si preannuncia un’estate di fuoco in campo e fuori.