Luna Rossa, la Nazionale del mare è tornata e punta alla vittoria. America’s Cup a Savona? La possibilità di una suggestione
- Postato il 4 ottobre 2026
- Pensiamoci
- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. C’è la nazionale di calcio, ovvio, che ultimamente ci ha riservato solo amarezze, anche se il pareggio a Parigi con i francesi è un gran bel segnale; c’è la Nazionale Rossa, la Ferrari, che va maluccio, anzi male, e poi, quando arriva la Coppa America, c’è lei, Luna Rossa, la Nazionale del Mare, per certi versi la più affascinante, che trasforma molti italiani in velisti, anche se magari solo da divano.
Da quando Team New Zealand ha deciso di non difendere più il titolo dalle sue parti, si sono poi aperti nuovi orizzonti. È’ stata scelta l’Italia e Napoli in particolare, ma tra le possibili candidature c’era anche la Liguria, con tutto quello che ne consegue.
Di tutto questo e altro parliamo con Fabio Pozzo, inviato della Stampa a Napoli per le regate Preliminari, uno dei maggiori esperti di mare e di vela, autore di molti libri su questi argomenti, tra cui il più noto e’ forse “Odiavo i velisti”, scritto con Cino Ricci.
Pozzo, cominciamo a chiarire un po’ di cose per i velisti da divano… Qual’è la differenza tra le barche che hanno appena disputato le regate Preliminari, vinte da Luna Rossa, e quelle che partecipano all’America’s Cup vera e propria?
“Le imbarcazioni delle Preliminari sono gli AC 40, lunghe 40 piedi, circa 12 metri, mentre quelle della Coppa America sono gli AC 75, di 75 piedi, circa 23 metri. Hanno la stessa concezione, sono cioè barche ‘volanti’, grazie alle appendici dello scafo, vale a dire i foil, ma le più grandi raggiungono velocità maggiori. Le Preliminari sono comunque molto utili all’intero team, senza contare che consentono di proseguire la preparazione suil campo e anche di testare la pressione psicologica sugli uomini e quella da far pesare sugli avversari. E poi, sono uno show che permette di dare visibilità agli sponsor, aspetto certo da non sottovalutare”.
Come proseguirà il calendario?
“A maggio 2027 ci sarà la Louis Vuitton Cup, per scegliere lo sfidante, dal 10 luglio la Coppa America vera e propria. Ma tutto il mondo della vela è in grande spolvero. Sono iniziate le grandi manovre, come un accordo tra Azimut Yachts e Ferrari, proprio di questi giorni, per trasferire il dna tecnologico di Maranello nel mondo della vela”.
Su queste barche ormai da tempo non si vedono più i marinai alzare le vele o timonare, tutto è nascosto…
“Le funzioni sono le stesse, ma sugli AC75 vengono svolte dentro lo scafo, dai sistemi di bordo e da cinque velisti di cui una, per la prima volta, deve essere una donna. E’ la vera novità di questa edizione. A bordo c’è poi una sesta persona, l’ospite, per lo più a favore di sponsor”.
Quale è la struttura organizzativa di Luna Rossa? E l’arrivo di Peter Burling proprio da New Zealand può essere determinante?
“Luna Rossa appartiene a Patrizio Bertelli, proprietario di Prada, vice suo figlio Giulio. Amministratore delegato è Max Sirena, che non sta in barca ma segue su un gommone e ha comunque un ruolo determinante anche nelle strategie. Si’, il ruolo di Burling, timoniere di dritta, molto importante, potrebbe rivelarsi decisivo. Burling ha lasciato i Kiwi per una ragione economica, direi ovviamente, ma anche perché ha ottenuto più libertà, in tutti i sensi. La sua presenza a bordo è stata poi resa possibile dal fondamentale cambio di regolamento che ha permesso per la prima volta di imbarcare due stranieri”.
Quali sono le barche italiane che hanno partecipato alla Coppa America e quali hanno ottenuto i migliori risultati?
“Per fortuna della vela italiana l’elenco è lungo. Tutto è cominciato nel 1983 con Azzurra dello Yacht Club Costa Smeralda dell’avvocato Agnelli e dell’Aga Khan, con Cino Ricci skipper e Mauro Pelaschier al timone, storia che si è ripetuta nel 1987, quando arrivò anche il Consorzio Italia per lo Yacht Club Italiano di Genova. Seguirono nel 1992 il Moro di Venezia di Raul Gardinj, e poi nel 2000 l’esordio di Luna Rossa, che ha lanciato anche la sfida nel 2003 e nel 2007, in questi casi caso affiancata da Mascalzone Latino di Vincenzo Onorato. Nel 2007 a Valencia c’era anche il Consorzio +39. Poi è stata solo Luna Rossa, con denominazioni diverse. I risultati migliori quando nel 1992 il Moro di Venezia, e nel 2000 e 2021 Luna Rossa, hanno vinto la Louis Vuitton Cup sfidando i detentori della Coppa, ma senza riuscire a vincere”.
Questa volta può essere quella buona?
“I presupposti ci sono, anche se i neozelandesi sono ovviamente sempre temibili e un’occhiata bisognerà darla anche alla barca francese La Roche Posay”.
Perché è stata scelta Napoli?
“E’ una decisione del governo italiano, che ha pagato l’investimento. In gara, esclusa Cagliari, base di Luna Rossa, c’erano anche Brindisi, Trieste e Genova”.
Quindi e’ stata in lizza anche la Liguria. Ma se per ipotesi fosse accaduto, si sarebbe potuta coinvolgere tutta la regione?
“Si’, perché ad esempio regate preliminari e Coppa America possono avere diversi campi di gara. Imperia è particolarmente adatta per il vento, Savona ha ottime strutture portuali”.