L’ultimo abbraccio a Ennio Simeone: Addio allo storico direttore del Quotidiano
- Postato il 4 agosto 2026
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Il Quotidiano del Sud
L’ultimo abbraccio a Ennio Simeone: Addio allo storico direttore del Quotidiano
L’ultimo abbraccio a Ennio Simeone: Addio allo storico direttore del Quotidiano. Non solo lacrime ma la voglia di testimoniare.
L’ULTIMA immagine di Ennio Simeone che resta scolpita negli occhi velati di chi l’ha amato e stimato, è quella auto grigia piena di fiori che si allontana da sola, silenziosa, nel viale del Verano, mentre Roma si scioglie nel caldo impossibile del picco dell’estate più triste. Il suo ritratto si allontana all’improvviso, fino a diventare un puntino, quando chi è accorso per salutarlo è ancora lì, incredulo, a scambiarsi ricordi, sensazioni, emozioni. Ennio, il nostro Ennio, il direttore, l’uomo che per anni è stata l’anima di questo gruppo editoriale, inizia il viaggio verso l’ignoto da solo, come tante volte gli è capitato nella sua vita.
Ci sono separazioni che non riescono a staccarsi dall’abbraccio della mestizia; anche quando sono provvisorie, figuriamoci quelle irreversibili, senza ritorno. E pure nel dolore infuocato di questa giornata di lutto e tormento, nel Tempietto Egizio del cimitero monumentale della capitale, c’è stato anche il momento della serenità e persino di una risata. Una cerimonia laica, composta, sobria, semplice come le cose che lui più amava ha salutato il giornalista che si è spento a un passo dai 90 anni lo scorso primo agosto.
L’ULTIMO SALUTO AL TEMPIETTO EGIZIO E IL RICORDO DEGLI ALLIEVI DI ENNIO SIMEONE
I suoi figli, Monica, costumista di successo, e Luca, giornalista, il fratello, le sorelle, gli altri suoi cari hanno voluto che l’ultima volta avesse i contorni di una intimità di famiglia. Tutti attorno al feretro, seduti su seggiole impagliate, come le riunioni nelle case di una volta, quando ci si preparava per le feste, un matrimonio, una comunione. Insieme uno accanto all’altro, come attorno a una grande mensa per condividere l’affetto per un uomo forte, di grande carisma, con una dolcezza umana nascosta dietro a un fragile e burbero piglio. E lì in questo semicerchio segnato dalla tristezza, le teste imbiancate di tanti suoi allievi, gli ex ragazzi diventati nomi importanti, famosi del giornalismo italiano: Antonio Polito, Matteo Cosenza, Gianni Cerasuolo, Massimo Razzi, Andrea Gualtieri. Come pulcini canuti attorno a una grande chioccia senza più ali per proteggere.
Non solo le lacrime, la voce incrinata dalla tristezza, la smorfia dei volti afflitti dal dolore, ma anche la voglia di testimoniare, raccontare, svelare, condividere con gli altri e per sempre nella memoria collettiva il proprio Ennio. Così accanto alla sofferenza è apparsa la sorpresa dell’aneddoto. Luca, il figlio, è stato il primo a ricordare: Ennio non faceva predicozzi, concioni, non impartiva lezioni. Il suo modo di insegnare e trasferire i rudimenti del giornalismo, spesso a giovani alle prime armi, era la storiella vissuta, il fattariello accaduto sul lavoro dal quale c’era da trarre conclusioni formative e didattiche.
GLI ANEDDOTI, LA CARRIERA E L’EREDITÀ DI UN GRANDE DIRETTORE
E gli aneddoti hanno poi squarciato anche ieri nella saletta del tempietto, attorno a quella bara di noce, la sofferenza. Ognuno ha raccontato i suoi fino a suscitare anche qualche amaro sorriso. Ennio Simeone non è stato solo un grande direttore alla guida del Quotidiano del Sud, di Paese Sera, dell’Alto Adige, del Tirreno. È stato per anni un inviato speciale importante dell’Unità, in prima fila in tanti grandi avvenimenti italiani, dai fatti di Battipaglia alla rivolta di Reggio Calabria. Ed è stato anche un corsivista brillante, incisivo: aveva la capacità in poche righe di scatenare un’ironia senza scampo, soprattutto con i potenti e i vanagloriosi. Il racconto del dolore ci ha restituito un altro aspetto di un giornalista schivo, umile e riservato, di sicuro a disagio per questa pioggia di parole.
Il Quotidiano del Sud.
L’ultimo abbraccio a Ennio Simeone: Addio allo storico direttore del Quotidiano