"Lukaku era stufo del tumulto e dell'atmosfera in Italia ecco perché ha scelto la Turchia". Il legale di Big Rom allo scoperto
- Postato il 17 settembre 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 2 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Ai suoi capricci erano abituati un po’ tutti i suoi club precedenti: chiedere referenze a Inter, Chelsea e anche al Napoli, l’ultima tappa italiana di Romelu Lukaku. Fa sempre o quasi così Big Roma: arriva con grande entusiasmo in una nuova squadra, giura amore mai eterno e quando è stufo fa di tutto per andarsene. In azzurro il divorzio non è stato tumultuoso come all’Inter, con gli stracci che sono volati ovunque, ma è stato egualmente traumatico. Lo stesso Conte, suo mentore, era rimasto deluso per il suo comportamento quando, dopo il lunghissimo infortunio che l’ha tenuto fuori praticamente tutta la stagione, Lukaku aveva preferito allenarsi in Belgio per prepararsi ai Mondiali anzichè a Castelvolturno ma perché Big Rom ha poi scelto il Fenerbahce? Lo spiega il suo avvocato. Sebastien Leduré, come si legge sul portale turco Hurryet.
Lukaku era stufo della serie A
Ledurè, avvocato specializzato in diritto sportivo internazionale, ha rivelato che Lukaku riteneva ormai completato il suo ciclo in Italia dopo aver giocato per Inter, Roma e Napoli: “Non voleva più il tumulto, l’intensità incessante e l’atmosfera controversa che derivavano dal giocare lì“. Ripudiata la serie A, insomma, con tutte le sue polemiche e i suoi veleni.
Le alternative per il belga
Rimanevano campionati importanti come la Premier e la Liga ma Ledure ha sottolineato che Lukaku ha 33 anni e che un ritorno in Inghilterra non avrebbe avuto senso per come il giocatore potrebbe gestire il resto della sua carriera. Bocciata anche l’ipoteso di un trasferimento in Spagna: “A causa delle restrizioni finanziarie imposte ai club dalle regole del Fair Play Finanziario, solo club come Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid avrebbero potuto permettersi un trasferimento di tale portata”.
Ecco allora la soluzione Turchia: “La Turchia soddisfaceva i criteri che stavamo cercando sotto molti aspetti. Oltre a club di alto livello che potevano permettersi il costo del trasferimento e offrire un ottimo stipendio, c’era un campionato che si distingueva per un ambiente di forte pressione e un’elevata visibilità”.
Perché il sì al Fenerbahce
Seduré ha dichiarato che, oltre alla partecipazione del Fenerbahçe alla Champions League e alla sua atmosfera appassionata, c’è un altro elemento da non sottovalutare anche se l’avvio di stagione non è stato esaltante: “In un club come il Fenerbahçe , un giocatore come lui può diventare una figura chiave ed essere molto apprezzato. Ne era consapevole; ha firmato sapendo che avrebbe guadagnato molto bene e sarebbe diventato un idolo al Fenerbahçe. Francamente, penso sia una scelta logica. Non è un esilio. Non è nemmeno una battuta d’arresto. Al contrario, significa aprire un nuovo capitolo in un ambiente che ha ancora molto da offrirgli”.