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Lucia Tognela sbranata da 5 dogo argentini: l'autopsia cambia tutto

  • Postato il 28 aprile 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 2 min di lettura
In sintesi

L'esame autoptico sul corpo di Lucia Tognela, sessantenne deceduta lo scorso 23 aprile nei boschi di Trevigno in provincia di Sondrio, rivela che la morte sarebbe stata causata direttamente dall'attacco di cinque dogo argentini. Gli accertamenti medico-legali escludono la presenza di patologie precedenti all'aggressione, rafforzando l'ipotesi investigativa sulla responsabilità diretta dei cani. La procura ha aperto fascicolo per omicidio colposo contro il proprietario dei quattrozampe.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Lucia Tognela sbranata da 5 dogo argentini: l'autopsia cambia tutto
Lucia Tognela sbranata da 5 dogo argentini: l'autopsia cambia tutto

Nessun malore: Lucia Tognela potrebbe essere morta direttamente per l'attacco di cinque dogo argentini, che la potrebbero avere massacrata e uccisa nei boschi di Trevigno, in provincia di Sondrio, lo scorso 23 aprile. Questa è l'ipotesi avanzata dall'autopsia sul corpo della donna, di cui ha dato conto Fanpage.it.

Gli accertamenti medico-legali eseguiti nella mattinata di martedì 28 aprile non avrebbero infatti evidenziato elementi compatibili con un improvviso malore precedente all’aggressione. Un dato che, per gli investigatori, orienta con maggiore decisione verso la responsabilità diretta dei cani nella morte della sessantenne.

La procura di Sondrio ha aperto un fascicolo per omicidio colposo nei confronti di Valerio Ceconi, proprietario dei cinque cani. In parallelo è stato incaricato un consulente tecnico di parte per seguire gli sviluppi delle analisi e chiarire con precisione la dinamica dei fatti.

Quel giorno Lucia Tognela, residente a Bianzone e madre di due figli, era uscita per una passeggiata, una delle sue abitudini. Il suo corpo è stato ritrovato ore dopo in una zona boschiva di Trivigno, sopra Tirano, a circa 1.800 metri di altitudine, tra Tirano e Aprica. Sul cadavere sono state riscontrate numerose lesioni, ritenute compatibili con morsi di cani di grossa taglia.

Le indagini si erano inizialmente mosse su due possibili scenari: da un lato l’aggressione del branco, che secondo alcuni testimoni spesso veniva lasciato libero; dall’altro l’ipotesi che la donna fosse stata colta da un malore e aggredita solo in un secondo momento. I primi risultati dell’autopsia sembrano però ridimensionare questa seconda possibilità, rafforzando la pista dell’attacco diretto. Nel frattempo, gli animali sono stati posti sotto sequestro.

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Autore
Libero Quotidiano

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