L’Osservatorio Animalista contro le sagre della lumaca: “Boicottiamole”
- Postato il 18 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA), “invitano tutti i cittadini sensibili al benessere animale a boicottare manifestazioni come la sagra della lumaca e le iniziative promosse dai relativi organizzatori”
“Non ancora sazi delle abbuffate di lumache organizzate nei primi giorni di giugno a Segno (SV) e alle Fabbriche di Voltri (GE), – hanno spiegato, – gli estimatori di questi sfortunati animali potranno continuare a consumarne in grandi quantità anche entro la fine del mese: ancora una volta a Segno, dal 22 al 24 giugno, e nella Valle di Vado dal 24 al 26 giugno.
“Ogni giorno migliaia di chiocciole, il nome corretto e scientificamente più preciso delle cosiddette ‘lumache’ utilizzate a scopo alimentare, saranno bollite vive o lasciate morire annegate prima della cottura, sacrificate esclusivamente per soddisfare il palato umano”.
“Le lumache, – hanno specificato ancora, – possiedono un sistema nervoso diffuso e sono in grado di percepire dolore, stress e stimoli nocivi. Non possono gridare, fuggire velocemente o rendere evidente la propria sofferenza agli occhi dell’uomo. Sono esseri viventi complessi, dotati di cuore e cervello. Spesso sostano vicine tra loro e manifestano comportamenti di protezione nei confronti dei piccoli. Il loro cuore batte normalmente poche volte al minuto, ma in condizioni di forte stress o di calore estremo può accelerare drasticamente, come accade durante l’annegamento o l’immersione nell’acqua bollente”.
“In un’epoca in cui si parla sempre più di rispetto per gli animali, sostenibilità e progresso etico, appare quantomeno contraddittorio continuare a celebrare pubblicamente eventi basati sulla sofferenza e sull’uccisione di migliaia di esseri viventi. Tradizione non può e non deve essere sinonimo di immunità morale: una società realmente evoluta dovrebbe interrogarsi sul prezzo pagato dagli animali per ciò che considera intrattenimento o gastronomia”.
“Le chiocciole non hanno lobby, non hanno rappresentanti e non hanno voce. Per questo è facile ignorarne la sofferenza. Ma il valore di una società non si misura da come tratta gli animali più forti o più amati, bensì da come considera quelli più fragili, più lenti e più indifesi. E mentre qualcuno parla di tradizione, migliaia di vite vengono spezzate nel silenzio generale”, hanno concluso da Partito Animalista e Osservatorio Animalista.