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L’Orlando Furioso di Livermore fa perdere il senno a tutta l’umanità

  • Postato il 14 ottobre 2026
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  • Di Genova24
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L’Orlando Furioso di Livermore fa perdere il senno a tutta l’umanità

Genova. Della grandiosità dell’Orlando Furioso e della difficoltà di decidere come metterlo in scena si può disquisire all’infinito. Davide Livermore, regista del nuovo allestimento del Teatro Nazionale di Genova in co-produzione con il Teatro Nazionale Croato di Fiume – Hnk Ivana Pl.Zajca U Rijeci, ha scelto una lettura contemporanea a partire dalla scenografia, ma mantenendo le ottave del testo di Ariosto.

L’effetto iniziale è dunque straniante: sulla scena, per 2 ore e 25 minuti filate, c’è il relitto di un aereo Douglas (scenografie di Eleonora Peronetti) motivato dal fatto che l’umanità è al suo ultimo viaggio, a un passo dall’abisso. L’introduzione si collega alla messa in scena con rari riferimenti alla brutalità della guerra di oggi che massacra anche i bambini. Un messaggio molto chiaro che emerge anche nel finale diverso rispetto a quello del testo originale e che non riveliamo.

Trasferire sul palco un’opera monumentale come quella di Ariosto obbliga a delle scelte e Livermore, con la riduzione e l’adattamento di Margherita Rubino (drammaturgia e dialoghi Linda Gennari, Davide Livermore, Fulvio Pepe, Carlo Sciaccaluga), si è orientato su otto scene: Le donne; Maghe e incantesimi; Il castello incantato; I cavalier, l’arme; L’assedio di Parigi; Dopo la battaglia, le amicizie, gli amori; La pazzia di Orlando; Il viaggio sulla luna e il senno umano.

Le scene sono collegate da un narratore, l’unico uomo in scena, Fulvio Pepe, che dialoga con una danzatrice-mimo (Silvia Bennet) che interpreta l’anima mundi. Tutti gli altri personaggi sono interpretati da un gruppo di attrici eccellenti, come del resto tutto il cast: Anna Della Rosa (Angelica, Melissa, Rinaldo, Zerbino), Linda Gennari (Orlando, Luna), Annamaria Ghirardelli (Alcina, Cimosco, Cloridano, Soldati saraceni), Mariangela Granelli (Ruggiero, Brigliadoro, Medoro, Rodomonte), Laura Marinoni (Astolfo, Bradamante, Carlo Magno).

L’altro elemento caratterizzante di questa messa in scena, come sempre accade in Livermore, è la musica. Se nelle precedenti produzioni a prevalere era l’elettronica, qui il regista e direttore del Teatro sale di livello portando sul palco l’ensemble rinascimentale La Chimera che esegue dal vivo melodie con cui gli attori interagiscono costantemente. Alcune parti sono addirittura cantate. L’insieme è completato da luci e fumo di scena per rendere tutto ancora più avvolgente.

E come sempre Livermore non lesina su alcuni aspetti immaginifici come la Luna che sembra una diva cinematografica, bionda e con un vestito bianco e luccicante, e il cavallo Brigliadoro (realizzato da Salvatore Muzzi) diventa un effetto scenico da sogno di bambino.

Si può essere o meno d’accordo con le scelte del regista (i tentativi di violenza verso Angelica vengono ridicolizzati da una mimica clownesca con un ombrello a simulare ben altro, mentre spesso anche la recitazione viene molto caricata di aspetti più drammatici facendo perdere un po’ la leggerezza di alcune parti del poema), ma di sicuro Orlando Furioso è uno spettacolo da vedere anche per fare esercizio di concentrazione nella comprensione di un testo che risulta sicuramente ostico rispetto alla semplicità a cui ormai siamo abituati, ma che a giudicare dai commenti in sala è una sfida vinta.

Repliche sino al 18 ottobre, poi lo spettacolo parte per una tournée nel 2027: Firenze 12 – 17 gennaio, Teatro della Pergola, per poi proseguire a Napoli 20 – 24 gennaio, Teatro Mercadante; Modena 28 – 31 gennaio, Teatro Storchi; Torino 2 – 14 febbraio, Teatro Carignano; Cremona 16 – 17 febbraio, Teatro Ponchielli; Pavia 19 – 21 febbraio, Teatro Fraschini; Fiume 24 – 25 febbraio, Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc; Trieste 27 – 28 febbraio, Politeama Rossetti.

Autore
Genova24

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