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Lorenzo Finn fa la storia: vince il Tour de l'Avenir e ora è pronto a sfidare Seixas (e Pogacar...)

  • Postato il 26 agosto 2026
  • Di Virgilio.it
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Lorenzo Finn fa la storia: vince il Tour de l'Avenir e ora è pronto a sfidare Seixas (e Pogacar...)

Il futuro fa rima con presente: Lorenzo Mark Finn è più di una speranza per il ciclismo italiano, e per quanto visto nell’ultima settimana sulle strade di Francia i segnali che arrivano vanno tutti nella direzione sperata. Perché il ciclista genovese (papà britannico e mamma italiana) ha ribadito di essere la pepita d’oro di questa annata Under 23: dopo aver conquistato il Giro Next Gen ha messo le mani anche sul Tour de l’Avenir, quella che viene universalmente considerata come la corsa d’accesso privilegiata al mondo del professionismo. Una doppietta a suo modo storica, con l’Italia che torna a vincere il Tour dei giovani a distanza di 53 anni dall’ultima volta.

Finn, la promessa di cui l’Italia aveva disperato bisogno

Quando Gianbattista Baronchelli vinse nel 1973 (e fece doppietta col Giro), la corsa si chiamava Grand Prix de l’Avenir. E nel decennio precedente l’Italia aveva spesso centrato la vittoria finale, a partire dalla prima edizione (quella del 1961) con Guido De Rosso, proseguendo col successo di Felice Gimondi nel 1964 e quello di Mino Denti nel 1966. Finn è soltanto il quinto italiano a portare la maglia gialla sul podio finale: tre anni fa Giulio Pellizzari e Davide Piganzoli chiusero alle spalle di Isaac Del Toro, e da allora più nessun italiano ha chiuso tra i primi tre.

Finn ha riscritto letteralmente la storia: il suo successo arriva un anno dopo quello di Paul Seixas, col quale condivide l’anno di nascita (2006) e col quale dal prossimo anno condividerà anche numerosi appuntamenti del World Tour. Perché Finn ha già un contratto con Red Bull Bora Hansgrohe, che in lui ha notato qualcosa di veramente speciale, già ampiamente mostrato nel corso delle precedenti annate dove si è laureato campione del mondo per due anni di fila (Juniores a Zurigo 2025, Under 23 a Kigali). E se doveva dimostrare di essere sulla strada della piena maturità ciclistica, questa settimana in terra francese lo ha ribadito in modo netto e inequivocabile.

Un Tour gestito da fuoriclasse. E ora le sfide con i big

Finn era il grande favorito dopo la vittoria al Giro Next Gen, ma non per questo s’è lasciato condizionare. E in corsa ha saputo interpretare meglio di qualunque altro avversario le insidie di un percorso esigente e selettivo.

Ha subito guadagnato terreno sui principali rivali nella tappa d’apertura, architettando la fuga finale che ha prodotto un terzo posto di sostanza. Poi nella cronoscalata di Flaine ha impresso un ritmo indiavolato che gli ha consentito di andare a prendersi la maglia gialla, che non ha più lasciato gestendo prima la penultima tappa (ma guadagnando comunque sui più immediati inseguitori) e poi chiudendo i conti nella frazione conclusiva, quella con arrivo al Lago Serrù, dove ha staccato tutti ed è sceso di bici dopo il traguardo, mostrandola in segno di vittoria.

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Tra un mese Finn correrà nei professionisti a Montreal (mondiali) e Lubiana (Europei). Troverà tra gli avversari gente che il Tour de l’Avenir l’ha conquistato in passato, a partire da Tadej Pogacar (2018). E chissà che nel futuro di Lorenzo non possa celarsi un cammino in qualche modo simile a molti di coloro che l’hanno preceduto sul podio della corsa a tappe francese. Se l’Italia attendeva un segnale, Finn è esattamente ciò di cui andava in cerca. Uno che con Pellizzari e Piganzoli potrà realmente riportare il pedale tricolore a essere competitivo nelle corse a tappe.

Autore
Virgilio.it

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