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Lorena Isceri, Federico Vella era in cura da 15 anni. Lo psichiatra: “Non era potenzialmente pericoloso o violento”

  • Postato il 9 settembre 2026
  • Cronaca Nera
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Lorena Isceri, Federico Vella era in cura da 15 anni. Lo psichiatra: “Non era potenzialmente pericoloso o violento”

Era in cura da 15 anni e aveva incontrato il suo psichiatra per l’ultima volta appena la settimana scorsa. Federico Vella, l’uomo che ha rapito l’ex compagna Lorena Isceri sotto casa, l’ha rinchiusa nel bagagliaio dell’auto e poi l’ha gettata da un cavalcavia dell’autostrada A1, era stato descritto dal suo medico come una persona “relativamente tranquilla”. E, soprattutto, non considerata “potenzialmente pericolosa o violenta”. Sono gli elementi che emergono mentre proseguono gli accertamenti sulla morte della 45enne e sulla condotta dell’uomo, che dopo aver ucciso Lorena si è lanciato dallo stesso cavalcavia, morendo a sua volta. Il suo psichiatra ha raccontato di essere rimasto “assolutamente sconvolto” da quanto accaduto: “Non me lo aspettavo minimamente”, ha spiegato.

Un dettaglio che entra ora nel quadro degli accertamenti e che dovrà essere valutato insieme agli altri elementi raccolti dagli investigatori per ricostruire cosa sia accaduto nelle ore e nei giorni precedenti all’ennesimo femminicidio. Intanto si è conclusa l’autopsia sul corpo di Vella. Tra gli accertamenti disposti c’è anche quello tossicologico, che dovrà stabilire se l’uomo avesse assunto sostanze stupefacenti o di altro genere prima di agire. Per i risultati, tuttavia, saranno necessari tempi più lunghi: gli esami tossicologici saranno depositati entro 90 giorni.

Mentre gli accertamenti proseguono, a Squinzano (Lecce) cresce intanto il dolore per la morte della 45enne. La cittadina salentina, dove Lorena era nata e dove tornava durante le vacanze, si prepara a darle oggi l’ultimo saluto. Il feretro arriverà in mattinata e sarà portato direttamente nella chiesa Maria Regina, la parrocchia della famiglia nella quale la donna era stata battezzata. Nel pomeriggio saranno celebrati i funerali. Per la giornata di oggi è stato proclamato il lutto cittadino. Ma il ricordo di Lorena non si fermerà alla cerimonia funebre. Venerdì prossimo, per iniziativa dell’amministrazione comunale e del comitato spontaneo “Per Lorena”, è prevista una fiaccolata dalla casa della famiglia Isceri fino alla panchina rossa di piazza Vittoria, simbolo della lotta contro la violenza di genere.

Il sindaco Mario Pede ha inoltre raccolto l’appello del padre di Lorena, che aveva chiesto un impegno comune della politica contro la violenza sulle donne e interventi di educazione nelle scuole. Il primo cittadino ha chiesto agli istituti del paese di promuovere momenti di riflessione e sensibilizzazione. Fino alla fine di settembre, alcune facciate dei monumenti cittadini saranno inoltre illuminate di rosso in memoria della 45enne.

Anche Firenze, dove Lorena viveva e lavorava da tempo, l’ha ricordata con un minuto di silenzio all’apertura dei lavori del Consiglio regionale della Toscana. La presidente dell’Assemblea, Stefania Saccardi, ha parlato di una “vicenda dolorosissima” e dell’”ennesimo femminicidio” inserito in una “sorta di bollettino di guerra”, raccogliendo l’appello del padre della vittima a lavorare insieme, “senza distinzioni”, contro la violenza di genere.

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Autore
Il Fatto Quotidiano

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